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CRESCENTINO. Droga nel salone del parrucchiere: il pm chiede trenta mesi di carcere

CRESCENTINO. Droga nel salone del parrucchiere: il pm chiede trenta mesi di carcere

Al processo in corso per il ritrovamento di stupefacenti nel salone da parrucchiere di Christian La Selva a Crescentino il pubblico ministero ha ribadito la stessa richiesta di pena espressa nel novembre scorso: due anni e mezzo di carcere per tutti e tre gli imputati. Il giudice Enrica Bertolotto ha fatto ridiscutere accusa e difesa dopo aver disposto l’audizione di nuovi testimoni; tra di essi anche i carabinieri e i poliziotti che per due volte avevano perquisito il salone e avevano trovato anfetamina ed eroina: in un caso nel bagno del salone, nell’altro la droga era nascosta nello schienale del divanetto dove i clienti aspettano il loro turno.

Il titolare del salone è risultato estraneo, dopo che sono stati aperti procedimenti per detenzione ai fini di spaccio nei suoi confronti: per due volte tutto è stato archiviato. Sono invece stati imputati Angelo Vida, Oscar Olivero e Nicoleta Balan, accusati a vario titolo di stalking, calunnia, detenzione e cessione di droga. Secondo l’accusa Olivero e Balan avrebbero messo la droga nei locali del parrucchiere su mandato di Vida. Motivo: punire il parrucchiere per la relazione che ai tempi aveva intrecciato con una ragazza, ex fiamma di Vida. I presunti esecutori erano stati nel salone prima delle perquisizioni. Sia carabinieri che polizia erano intervenuti dopo una segnalazione, ma in aula le testimonianze hanno parlato di una situazione anomala: le aspettative sul quantitativo di droga erano maggiori.

L’avvocato Gianluca Visca, che rappresenta sia Olivero che Balan, ha chiesto per loro l’assoluzione insistendo sulla mancanza di indizi; secondo il legale si tratta di «mere ipotesi investigative», sottolineando come il salone fosse accessibile a diverse persone oltre che ai suoi clienti. L’avvocato Martina Rinolfi - che sostituiva Alessandro Scheda, difensore di Vida - si è rifatta alla richiesta del legale dell’imputato che già lo scorso novembre aveva chiesto l’assoluzione. Entro fine maggio si tornerà in aula per eventuali repliche e infine per la sentenza.

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