CORIO. Carmen Tele, di Corio, non riceve più la posta a casa con regolarità da diverso tempo. Più di una volta si è trovata di fronte alle bollette scadute, ricevute con settimane di ritardo. E più di una volta ha provato a contattare l’Ufficio Postale della sua zona, ottenendo spesso risposte inadeguate.
"Non ricevo la posta da tempo, ho targato in un post su FB il sindaco Susanna Costa Frola e il parroco Don Claudio, forse questo ha smosso qualche cosa, il giorno successivo alla pubblicazione del post la mia buca delle lettere era piena - spiega la cittadina -.
Quanto mi accade ora è anche accaduto prima del 2019, quando mi sono recata alla posta e mi veniva detto che la posta in ritardo non dipendeva da loro ma da chi la spediva (incolpava l'Enel e tutti gli enti pubblici)".
Ha così deciso di metterci la faccia. Ha scritto un post su Facebook parlando del problema e proprio grazie ai social ha notato di non essere la sola ad averlo. Altri cittadini e cittadine di diverse aree del Canavese e delle Valli di Lanzo hanno lamentavano gli stessi malfunzionamenti. Di chi sono le responsabilità?
Interpellata, la sindaca di Corio Susanna Costa Frola spiega: “C’è un ritardo notevole nelle consegne dovuto alla carenza di personale, c’erano state delle assunzioni a dicembre e avremmo dovuto vedere delle migliorie, ma per ora non ce ne sono. Inoltre, uno dei ragazzi che si occupava delle consegne era assunto a tempo determinato, ed essendogli scaduto il contratto recentemente c’è ancora un posto vuoto. Abbiamo anche problemi legati alle quarantene e agli isolamenti di alcuni dipendenti”.
Carenza di personale, contratti a tempo determinato, piani di assunzioni inefficaci. Forse le ragioni strutturali del malfunzionamento di un servizio essenziale come questo sono tutte qui. Poste Italiane è un’azienda che, da pubblica, è stata progressivamente liberalizzata e semi-privatizzata, all’interno di un leitmotiv in cui lo Stato cerca in tutti i modi di diminuire sempre di più la spesa pubblica.
Dal punto di vista delle assunzioni, dell’efficienza del servizio e della comodità per i cittadini, è stata davvero una buona decisione?
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