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CIRIE'. Tarip: tutti d’amore e d’accordo? Neppure un po’! E c’è chi dice no

CIRIE'. Tarip: tutti d’amore e d’accordo?  Neppure un po’! E c’è chi dice no

Federico Ferrara capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale

CIRIE'. Non è andata come si sarebbe aspettata la Giunta.

Il Consiglio comunale che si è tenuto lunedì 17 ottobre non è riuscito a mettere d’accordo tutto il Parlamentino ciriacese sulla questione Tarip.

Tutti d’amore e d’accordo come auspicava l’assessore al Bilancio Alessandro Pugliesi?

Neppure un po’. Perché nonostante le tre commissioni che si sono riunite per cercare di arrivare in Consiglio tutti con le idee chiare e la soluzione in pugno, sulla tariffa puntuale sono venute a galla tutte le divergenze mai risolte.

L’opposizione non ha bocciato la delibera sulla Tarip presentata dalla maggioranza, ma non l’ha neppure approvata. Si sono tutti astenuti.

E questo perché è chiaramente un tema che ancora divide molto tra i banchi della politica ciriacese.

Tre commissioni non sono bastate. E non basteranno neppure le prossime” tuona Davide D’Agostino.

La verità, per il consigliere di Fratelli d’Italia, è che si sarebbe messo il carro davanti ai buoi.

Hanno fatto partire la sperimentazione con il passaggio alla tariffa puntuale sulla pelle dei cittadini. Senza avere le idee chiare su come sarebbero andate le cose. Se l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuto indifferenziato è stato centrato, così non si può dire per la diminuzione della tassa. I soliti continuano a pagare...”.

E per soliti si intende sempre i residenti nei grandi condomini: le utenze plurime, dunque. E’ qui che la Tarip, a distanza di due anni dall’entrata in vigore, continua a creare problemi perché i cassonetti sono in comune e per chi differenzia poco e male, pagano tutti.

Quest’anno le bollette verranno ancora calmierate, grazie ad un avanzo del Fondo già utilizzato lo scorso anno e sbloccato dal ministero. Dei 250mila euro rimasti ne verranno usati 150mila per aiutare chi ha avuto aumenti superiori al 45% rispetto al 2020.

Ciò significa che per il prossimo anno ne resteranno 50mila appena. E di fatto, non ci saranno più aiuti.

“La domanda - incalza D’Agostino - è come l’amministrazione intenda gestire in futuro queste utenze. Se voglia mettere i cassonetti intelligenti o cos’altro. Se ci siano investimenti all’orizzonte. Ma tutto sembra in alto mare”.

Ad aumentare la confusione tra le opposizioni avrebbe contribuito anche l’intervento dell’assessore Barbara Re.

Dal suo intervento era parso che l’amministrazione propendesse ad introdurre i bidoncini con il chip in via di sperimentazione nel maxi condominio dove vive anche il presidente del Cia, Burocco. Ma subito è stata richiamata dalla sua stessa giunta”.

A questo punto le opposizioni hanno chiesto i dati relativi ai cassonetti intelligenti di via Rossetti e il sistema con chip di casa Burocco.

Ed è stato a quel punto che l’assessore Re, non in possessore dei dati, ha proposto un ritorno in commissione.

Non si capisce quale sia il loro indirizzo politico sul futuro della Tarip - interviene il capogruppo Pd Federico Ferrara - né si è in grado di fornire i dati per capire quale sia il sistema più efficiente e in grado di abbassare i costi della raccolta. Insomma, chiediamo di dirci quale sia la prospettiva per il futuro. L’amministrazione si vanta di aver fatto da apripista, ma qui si continua a sperimentare coi soldi dei ciriacesi”.

Alla luce di tutto questo le opposizioni hanno deciso di astenersi in Consiglio sulla Tarip.

Infine Ferrara puntualizza: “E non è vero che la riduzione di quest’anno delle bollette verrà fatta grazie ad uno sforzo del Comune, come dichiarato dal capogruppo Laziosi. Ma grazie al Governo che ha sbolccato quel fondo già concesso l’anno prima dal Ministero”.

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