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21 Giugno 2022 - 18:07
La manifestazione è attesa per venerdì 24 giugno. Partirà dopo le 17 dalla stazione ferroviaria in direzione Corso Martiri e andrà a toccare luoghi simbolo della lotta per i diritti in città.
L’annuncio ha iniziato a correre da qualche giorno su Instagram. A pubblicarlo è provincia.lotta collettivo transfemminista intersezonale Ciriè, basso Canavese e Valli di Lanzo.
L’evento prende il nome di “Ciriè Loud & Proud”, ad alta voce e con orgoglio, volendo tradurre.
“Avete capito bene! – si legge nel post pubblicato sui social – Abbiamo organizzato il primo Pride lgbtqia+ delle Valli di Lanzo, in provincia di Torino. Segnatevi la data sul calendario! Nei prossimi giorni tutti i dettagli dell’evento”.
E non sono mancate le prime reazioni condivise nelle storie dal collettivo stesso: “Io sono di Caselle, per 5 anni ogni giorno passavo col treno di merda per Ciriè e Valli di Lanzo per andare al liceo. Quindi niente, adesso piango”.
Sicuramente l’evento poterà una ventata di novità.
Per la prima volta si aprirà in Provincia – e non sulle piazze delle grandi città – uno spazio di riflessione sulle tematiche Lgbt. Il collettivo organizzatore dice: “Qui tutto è immobile, noi siamo il fermento”.
Il collettivo che ha organizzato l’evento nasce dal Comitato Aborto Libero a Ciriè: “Oltre al percorso sull’interruzione volontaria di gravidanza - spiega la referente Giulia Sopegno - stiamo lavorando ad un progetto di mutuo aiuto in collaborazione con il cerchio di condivisione maschile gestito da un compagno attivo nel Cerchio degli Uomini di Torino. Un mese fa abbiamo iniziato ad organizzare il Pride. Riteniamo, infatti che la prospettiva femminista attenga a tutti i contesti socio economici. E’ come porsi su un punto molto alto da cui si vede tutto”.
Ad aiutare il collettivo nell’organizzazione è stato il circolo Arci di Ciriè, guidato da Matteo Biason.
“Sarà un Pride critico, indipendente, che non afferisce al coordinamento del Torino Pride. Non saranno le istituzioni, dunque ad aprire la manifestazione. A Torino è il sindaco con la fascia ad aprire il corteo. Qui a Ciriè, no. Parte dal basso. Però il patrocinio l’abbiamo chiesto. Una risposta non ci è stata ancora data e credo che non arriverà mai. Silenzio dissenso, insomma. Ma ci tenevamo a chiederlo per spostare la questione su un piano politico. Dare o non dare il patrocinio ha un significato politico ben preciso”.
Per quanto riguarda l’organizzazione Giulia Sopegno anticipa: “Sarà una carnevalata. E’ quello che vogliamo. Una manifestazione colorata, rumorosa. Rivendichiamo il sacrosanto diritto alla festa per strada. Leggo di polemiche per il caos dei ragazzini che giocano a pallone in piazza Rossetti la sera. Ma in che mondo viviamo? Se i ragazzini non tirano quattro calci ad un pallone, che fanno? Fare festa è un diritto anche politico e la realtà è che qui a Ciriè per i giovani non c’è nulla. Non esiste il concetto di divertimento slegato da logiche consumistiche. Bellissima la nuova isola pedonale, ma è affollata solo di dehor. Se non consumi, che fai?. Il nostro Pride sarà una festa per tutti. Ci saranno 3 Dj set, spettacoli di giocoleria, performance di canto e danza corale. Verranno a sostenerci anche dei collettivi da Torino”.
Quante persone parteciperanno, è difficile dirlo: “Una cifra l’ho dovuta dire per le comunicazioni ufficiali, ma in verità non so proprio in quanti saremo”.
Lungo il tragitto il corteo si fermerà in luoghi simbolo della città dove verrà tenuto un momento di riflessione.
“Partiremo dalla stazione dove, alcuni mesi fa una ragazza è stata vittima di violenza verbale. Qui discuteremo del “Catcalling”, tematica già affrontata a marzo dal Comitato Aborto Libero a Ciriè che ha organizzato davanti al Fermi - Galilei un flashmob con l’intervento di un collettivo di Torino che si occupa proprio di sensibilizzare su questa tematica”.
Si passerà poi dall’ospedale: “Qui non potremo non parlare dell’aborto libero, dell’applicazione della legge 194. Fino a pochi mesi fa, l’Ivg nel nostro ospedale era impedita perché tutti i medici erano obiettori. Dopo le polemiche e le levate di scudi, l’Asl ha annunciato l’arrivo di un ginecologo non obiettore. L’obiezione di coscienza di struttura, infatti, è vietata dalla legge 194. E’ stato semplicemente ripristinato un diritto. L’attenzione, però, su questo tema deve sempre restare alta”.
Il corteo terminerà all’ex skate park di Ciriè 2000: “Un altro luogo simbolo di una Ciriè che non è un paese per i giovani. E’ anni che questa struttura è chiusa e senza alcuna progettualità. E’ il momento di risollevare il problema”.
Giulia Sopegno evidenzia poi l’importanza di un Pride in provincia: “Ce ne sono stati altri. A Gallipoli, ad Alba, ma mai in una città di queste dimensioni. Riteniamo che sia giusto poter discutere dei temi che riguardano i diritti anche sotto casa. E’ qui che vengo bullizzato a scuola. E’ qui che rischio di essere licenziato. E’ qui che rischio di avere una famiglia che potrebbe buttarmi fuori casa. Insomma è giusto affrontare questi temi così importanti nel contesto in cui abitiamo”.
Cosa vi aspettate?
“Un’intensa partecipazione giovanile. E tanta solidarietà dalla comunità”.
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