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24 Maggio 2022 - 09:34
A parlare è Marco Bonacina, 60 anni e una disabilità che l’ha reso anche inabile al lavoro.
Ex maestro elementare ed ex dipendente comunale, Bonacina a causa delle sue patologie invalidanti, nel 2007 ha dovuto lasciare l’amato lavoro.
“Tra il 2006 e il 2007 - racconta - ho avuto tre crisi epilettiche molto brutte e così hanno deciso di prepensionarmi”.
Il 1° maggio del 2008 l’Inps gli riconosce l’inabilità totale al lavoro e Bonacina ottiene la pensione di disabilità.
“Ho 7 Everest di documenti - racconta senza mai perdere la sua sagacia - sono l’uomo più certificato del mondo. Eppure mi tocca ancora oggi battermi per ottenere quello che mi spetta”.
“Ho una paresi spastica ed epilettica da sempre e avrei diritto ad un assegno di cura da 1640 euro al mese che il Cis continua a non riconoscermi. Di quella somma non vedo che le briciole. Un sussidio di 300/400 euro mensili, cui si somma una cifra di circa 300 euro al mese che il Consorzio spende per fornirmi l’assistenza domiciliare di una colf. Ma la restante parte del mio assegno di cura che fine fa tutti i mesi”.
Bonacina continua così a vivere con la magra pensione maturata di 1040 euro al mese e quella parte di assegno di cura che il Cis gli riconosce ogni mese.
“Pago ogni mese 600 euro di affitto, più 400 euro di finanziamento che devo restituire alla Banca per i soldi che ho dovuto chiedere per far fronte agli ultimi due sfratti subiti. Non so proprio come farò a settembre...”.
L’appartamento in cui oggi Bonacina vive, nella residenziale via Trento, infatti, è stato messo in vendita e lui si è ritrovato per la terza volta in 14 anni, sotto sfratto.
“Non è per morosità - sottolinea - sia ben chiaro”.
Bonacina, che passa le sue lunghe giornate a studiare leggi e regolamenti, ora chiede di ottenere tutte le garanzie riservate ai disabili in materia di sfratto: “La Città di Ciriè a dicembre si è dotata di un nuovo regolamento che riguarda gli affitti calmierati per i disabili. Ed è esattamente quello che chiedo. Che Comune e Cis intervengano per garantirmi, con la prossima locazione, tutti i diritti riservati a chi come me è in una situazione di svantaggio”.
Da qui ai prossimi mesi Bonacina dovrà sottoporsi ad un nuovo intervento e ciò non gli consentirà di occuparsi della ricerca di una nuova sistemazione.
“Settembre arriverà in fretta. E io non voglio ritrovarmi nell’incubo che già mi sono trovato a vivere, di assistenti sociali che mi trovano sistemazioni di fortuna, come l’Hotel Torino di Lanzo, dove ho vissuto in pessime condizioni igieniche, dovendomi per di più pagare il soggiorno”.
Le sue richieste sono ben chiare: “Chiedo che l’assegno di cura mi venga corrisposto per intero, è un mio diritto e non so perché il Cis continui a negarmelo e dove finisca la restante parte. Chiedo inoltre il riconoscimento dell’assegno di accompagnamento. A tal riguarda la Cassazione è stata chiara e gli epilettici invalidi al 100percento come me, ne hanno diritto. Infine chiedo la rinegoziazione del mio contratto di affitto con i criteri stabiliti dal nuovo regolamento per i disabili. Infine chiedo lo sblocco dello sfratto in corso, sine die”.
“Conosciamo piuttosto bene Marco Bonacina - dichiara l’assessore al Welfare della città di Ciriè Andrea Sala - è stato anche un dipendente comunale ed è seguito dai servizi del nostro consorzio”.
Per quanto riguarda la sua richiesta di applicazione del nuovo regolamento in materia di affitti calmierati per i disabili, Sala spiega: “Non c’è alcun regolamento comunale. Si tratta di un regolamento consortile che regola per i casi di emergenza sociale e abitativa, fatto dal consorzio per i servizi sociali, Cis e condiviso da 6/7 comuni dell’area tra cui Ciriè”. “Si tratta di un progetto sperimentale - aggiunge Sala - che non è rivolto solo a persone con disabilità. Inserendo una valutazione parametrica in caso di graduatorie per l’emergenza abitativa, tra i vari punteggi, ne viene attribuito uno anche per le disabilità, ma nulla di più. Non parla né di corsie preferenziali, né di affitti calmierati per disabili”.
E per quanto riguarda lo sfratto di Bonacina: “Bonacina è seguito dai servizi che, sicuramente non lo lasceranno solo neppure questa volta. Per quanto riguarda lo sfratto bisogna vedere quali siano i motivi. E comunque Bonacina ha una situazione reddituale che gli permetterà di trovare un’altra sistemazione. L’Asl e i servizi si attiveranno per aiutarlo”.
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