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26 Aprile 2022 - 09:48
Il primo un “reading”, una straordinaria, elegante, corale “lettura” dal titolo “Il partigiano Beppe” ricca di alcuni tra i brani delle sue opere più note ed apprezzate. Ma non solo. A delineare e completare : episodi, narrazioni, storie, racconti di vita dello straordinario autore neorealista. A leggerli in un’atmosfera ovattata, rispettosa, d’altri tempi: il sindaco Loredana Devietti, la consigliera delegata alla Cultura Domenica Calza, il direttore dell’Alvaro Corghi Guido Antonioli, Baldassarre Lobue, Antonietta Guarracino , Michele Chiadò, insegnanti ed allievi degli Istituti D’Oria e Galilei. Un intreccio proficuo, emozionante, partecipato per il “festeggiato” artista che ha saputo trasformare le sue suggestioni ed i suoi stimoli culturali in forme di espressioni personali e dunque uniche. Un “soldato” che alla dolorosa esperienza nella lotta partigiana, come combattente prima e reduce poi, doveva in buona parte la sua vocazione narrativa . Un uomo con un antesignano interesse per la lingua inglese e per la ricerca di nuove tecniche e schemi narrativi, andando oltre il “ cronachismo ottimistico della poetica neorealista.” Del 1952 “I ventitre giorni della città di Alba”, del 1954 “La malora”, ambientato nel mondo contadino delle Langhe, nei primi del Novecento, del 1959 il terzo e ultimo volume pubblicato in vita dallo scrittore: “Primavera di Bellezza”.
Postumi: a pochi mesi dalla morte nel 1963 “Un giorno di fuoco”, nel 1965 “Una questione privata” , nel 1968 il romanzo autobiografico tra i più importanti “Il Partigiano Johnny”, nel 1969 “La paga del sabato”, nel 1973 “Un Fenoglio alla Prima Guerra Mondiale” e nel 1976 “ Racconti Partigiani.” Nel 1978, diretta da M. Corti, l’edizione critica delle “ Opere “, comprensiva di numerosi inediti. Secondo degli appuntamenti, la proiezione del film “Una questione privata” pellicola del 2017 dei Fratelli Paolo e Vittorio Taviani. Adattamento cinematografico del capolavoro Fenogliano presumibilmente incompiuto che ha consegnato alle generazioni di lettori a seguire “un’immagine intensa di quella che fu per Fenoglio la Resistenza Partigiana, fatta di ipocrisie e contraddizioni ma anche di umanità nobile ed autentica” .
Sara Gasparotto
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