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CIRIÈ. Né assessore né presidente del consiglio, una bocciatura per Calza?

CIRIÈ. Né assessore né presidente del consiglio, una bocciatura per Calza?

Domenica Calza, capogruppo di Ciriè nel Cuore

CIRIÈ. A bocce ferme, qualche ragionamento (costa fatica, ma questo sporco lavoro qualcuno lo deve pur fare...). Nel valzer di cadreghe che nelle scorse settimane ha contraddistinto la politica ciriacese - dall’insediamento dei consiglieri alla nomina degli assessori per arrivare alla scelta del presidente del consiglio - c’è qualcuno che clamorosamente è rimasto senza poltrona e deve accontentarsi, suo malgrado, di uno scomodo e scarno sgabello. Corrispondente allo scomodo e scarno incarico di semplice anzi semplicissimo capogruppo consiliare della lista “Ciriè nel Cuore”.

Per la seconda volta... Dopo 5 anni, al contrario di quel che si poteva immaginare a scrutini conclusi, il sindaco Loredana Devietti ha deciso di non premiare Domenica Calza con un ruolo più di rilievo e di responsabilità che probabilmente la stessa Calza avrebbe anche meritato vista l’esperienza acquisita nel corso del primo mandato e visto il risultato personale alle elezioni in termini di preferenze.

Parliamo di numeri, che con l’aritmetica non si sbaglia mai.  Domenica Calza, consigliere uscente dopo 5 anni da capogruppo della stessa lista, “Ciriè nel Cuore”, alle ultime elezioni è risultata la terza più votata con 78 preferenze dopo gli assessori (riconfermati tali) Alessandro Pugliesi, 117 voti, e Andrea Sala, 145.

Il sindaco Devietti, anche questa volta, nella composizione della giunta ha evidentemente deciso di premiare i risultati elettorali dei candidati al consiglio, visto che come assessori sono stati scelti i più votati delle tre liste: appunto Pugliesi e Sala per “Ciriè nel Cuore”, Aldo Buratto per “Più Ciriè” e Fabrizio Fossati per “Viviamo Ciriè!”.

Ne manca uno all’appello: tutti si aspettavano che la scelta del primo cittadino ricadesse proprio su Calza e invece - inversione di tendenza - Devietti ha deciso di accogliere in giunta Barbara Re, che di preferenze ne ha portate a casa 69. Una scelta in questo caso probabilmente legata alla “competenza”, visto che Re è già stata assessore nella vicina San Francesco al Campo e di mestiere fa l’architetto (infatti le sono state assegnate, tra le altre, le deleghe a Edilizia Pubblica e Privata).

Probabilmente dev’essere anche contato lo stretto rapporto di amicizia tra Re e il sindaco, che per anni sono state fianco a fianco nell’organizzazione del Palio dei Borghi e in diverse attività e iniziative ciriacesi. Le deleghe erano quelle, a chi affidarle se non ad un architetto? Banalmente, in una più ampia rimodulazione degli incarichi degli assessori, Devietti avrebbe potuto dare a Calza altre deleghe, a partire dalla Cultura e dall’Istruzione, temi carissimi alla riconfermata capogruppo di “Ciriè nel Cuore”.

Così si sarebbe rispettato anche per il sesto assessore il criterio del “più votato” e si sarebbe premiato uno dei perni fondamentali dello scorso mandato. E invece niente assessorato. Dopo l’annuncio dei componenti della giunta, si pensava allora che per Calza potesse essere ritagliato un altro ruolo, quello da presidente del consiglio.

E invece, un po’ per gli equilibri interni alla maggioranza e alle tre liste e un po’ per la competenza personale, la scelta della maggioranza è ricaduta su Beppe Lozito. 

Niente da fare. Calza resta a bocca asciutta e deve farsi bastare il “contentino” dell’incarico da capogruppo e probabilmente di qualche delega da consigliera coadiuvante degli assessori, magari proprio a Cultura e Istruzione, o magari della presidenza di una commissione consiliare. Sì, insomma: poca roba...

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