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CIRIÈ. La città dei D'Oria accoglierà i rifugiati in fuga dall’Afghanistan

CIRIÈ. La città dei D'Oria accoglierà i rifugiati in fuga dall’Afghanistan

AFGHANISTAN, OPERAZIONI UMANITARIE DEI MARINES STATUNITENSI. SALVATAGGIO BAMBINI AFGHANI PROFUGHI TRASFERIMENTO SOLDATI AMERICANI

Dieci rifugiati in fuga dall’Afganistan troveranno casa a Ciriè. L’Amministrazione comunale ha aderito alla richiesta del Ministero dell’Interno e all’appello dell’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani, per dare ospitalità ai rifugiati afgani che hanno collaborato con gli italiani durante le missioni umanitarie.

«Questa situazione critica ci atterriste ma deve trovare soluzioni pratiche al più presto - commenta il sindaco, Loredana Devietti -. Stiamo interloquendo con il Consorzio Socio Assistenziale e con le Cooperative “Dalla stessa parte” e “Stranaidea” che hanno seguito con competenza il progetto Sai-Sprar, per ampliare da subito l’accoglienza e mettere a disposizione immediatamente due nuclei abitativi, appartenenti allo stesso progetto, per un totale di 10 persone. Le immagini dei bambini gettati oltre il filo spinato dell’aeroporto per metterli in salvo sono troppo gravi per non indurci a fare qualcosa al più presto, ognuno per la sua parte».

Le terribili immagini dell’aeroporto di Kabul, con migliaia di profughi afgani alla disperata ricerca di un imbarco per sfuggire alla violenza dei talebani, sono sotto gli occhi di tutti.

«Bambini, donne, uomini  che cercano di lasciare il loro paese perché colpevoli, agli occhi degli “studenti islamici”, di aver collaborato con gli occidentali, o semplicemente di aver esercitato i propri diritti civili - dichiara Gianluca Bruna, portavoce delle due cooperative -. Tra i molti, anche coloro che hanno prestato la loro opera a servizio degli italiani, nelle zone di loro competenza. È in atto un ponte aereo per portare quanti più possibile di loro in Italia, per allontanarli dalla cieca vendetta talebana (che, abbiamo già visto in tv, è capace di ogni efferatezza, e come minimo rinchiuderebbe bambine e donne nell’isolamento “del velo” integrale, privandole di ogni libertà e diritto).  Questi profughi, questi collaboratori delle istituzioni italiane per tanti anni, hanno il diritto di essere accolti, e di trovare casa in Italia».

Il Consorzio Socio Assistenziale CIS ha risposto all’appello del Servizio Centrale SAI del Ministero dell’Interno, manifestando la propria disponibilità preliminare (in attesa dei necessari passi formali con i Comuni aderenti) ad accogliere la propria parte di cittadini afgani evacuati.

Anche l’Amministrazione Comunale di Ciriè, come detto, ha subito manifestato l’intenzione di aderire all’appello e per questa ragione sta interloquendo con il Cis, titolare del progetto di accoglienza rifugiati, per capire il da farsi. Ciriè è stato il primo comune del territorio a partire, in attesa che altre amministrazioni possano strutturarsi qualora ce ne fosse bisogno.

«Le cooperative renderanno disponibili a Ciriè due nuclei abitativi, per un totale massimo di 10 persone accoglibili, fra adulti e bambini - conclude Bruna -. Chiediamo ai singoli cittadini di fare altrettanto, in questa situazione critica che deve trovare soluzioni pratiche al più presto».

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