Cerca

CIRIÈ. "Sia chiaro: in questa città non si lascia per strada nessuno!"

CIRIÈ. "Sia chiaro: in questa città non si lascia per strada nessuno!"

Andrea Sala

CIRIÈ. «In questa città non si lascia nessuno per strada». Parola del sindaco Loredana Devietti. «Perché - ha ribadito l’assessore al Sociale Andrea Sala - noi sull’emergenza abitativa non vogliamo spendere meno, ma vogliamo spendere meglio».

Dopo un’articolata discussione, all’ultima seduta di consiglio, il Comune di Ciriè ha delegato il CIS - Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio Assistenziali a gestire in via sperimentale per un biennio il servizio di emergenza abitativa, finora in capo agli uffici comunali. Il Cis si occuperà del servizio in modo coordinato del territorio, con più Comuni che al momento stanno portando in approvazione la delibera nei consigli comunali. Ciriè è tra i capofila con l’Unione dei Comuni del Ciriacese e del Basso Canavese.

«Quando ci siamo insediati abbiamo trovato una situazione pesante, sia dal punto di vista dei costi sostenuti dal Comune sia dal punto di vista della poca omogeneità degli interventi effettuati - ha spiegato Sala -. I risultati, insomma, non erano proporzionali agli sforzi. Per questo, dopo un periodo di attenta osservazione e valutazione, abbiamo proposto di creare una sinergia di intenti e di obiettivi tra i vari comuni, con il coordinamento del Cis. Come Comune di Cirié abbiamo messo a disposizione il nostro know-how, sono poi state delineate le linee di indirizzo ed è stata nominata una commissione di emergenza abitativa sovracomunale all’interno del consorzio, con rappresentanti di sette comuni diversi, che ha permesso di costituire un tavolo di lavoro che è andato avanti - con i rallentamenti dovuti al Covid - fino a quest’anno. Siamo così riusciti a proporre un vero e proprio regolamento all’assemblea dei sindaci del Cis, approvato nel mese di maggio».

Un regolamento che disciplina gli interventi per il sostegno dei cittadini che affrontano l’emergenza abitativa e un grave disagio sociale in maniera coordinata, uniforme e condivisa.

«È un cambiamento epocale perché darà più opportunità ai nuclei familiari grazie alla presa in carico di operatori specializzati che hanno specifiche competenze in questi settori - ha proseguito Sala -. Gli uffici comunali naturalmente continueranno ad occuparsi di emergenza abitativa, soprattutto per quelle persone che per motivi di salute o di età non possono entrare nei percorsi di accompagnamento o di inserimento e, anzi, l’obiettivo tramite questa procedura sperimentale è di riuscire a dare ancora più qualità e più servizi ai cittadini».

Entro il 30 settembre prossimo tutti i comuni facenti parte del Cis avranno la possibilità di aderire, trasferendo la delega al consorzio. Il Cis come  detto coordinerà il servizio, ma nel concreto se ne occuperanno alcune cooperative (dopo l’estate il bando).  Proprio questo, secondo le minoranze, potrebbe creare qualche problema...

Le preoccupazioni delle minoranze

«Delegando il servizio a terzi, alle cooperative, si rischia di tenere sotto controllo i costi ma perdendo in qualità - è intervenuto Davide D’Agostino, consigliere del Centrodestra-Insieme per la Città -. Il rischio, nel migliore dei casi, è di trovarsi con certe persone davanti al Comune che chiedono aiuto perché sono in mezzo alla strada. Ma andrebbe già bene, perché almeno si potrebbe fare qualcosa. Il vero timore è che un servizio di questo tipo riesca formalmente a funzionare ma che poi non sia così efficiente come vorremmo, bensì solo sufficiente ad impedire al problema di emergere facendo incancrenire nel tempo certe situazioni. Un conto è dire che l’emergenza è stata risolta, un conto è far sì che un nucleo in difficoltà possa diventare autonomo».

Critiche sono giunte anche da Franco Silvestro, consigliere del Movimento 5 Stelle. Sia sul metodo, per la mancanza di condivisione del percorso  (se non nelle ultime fasi, con due commissioni consiliari), sia nel merito.

«Avviare una sperimentazione di questo tipo a fine mandato non mi sembra opportuno, forse si poteva aspettare qualche mese, vista la delicatezza del tema, per capire cosa succederà nei prossimi mesi - ha preso parola -. Un altro problema è lo spacchettare così tanto il servizio. Abbiamo chi decide in ultima analisi, ovvero il Comune, chi fa l’istruzione formale della procedura, ovvero il Cis, chi opera nel concreto, ovvero le cooperative, che a loro volta delegheranno a dei soggetti specifici i singoli servizi. Con una struttura di questo tipo sarà molto difficile avere un quadro chiaro della situazione, un quadro monitorabile a livello di efficienza».

Come D’Agostino, anche Silvestro ha posto l’accento sul rischio di perdere la qualità del servizio a favore della riduzione dei costi per il Comune. «Ci stiamo dotando di uno strumento complesso e costoso, ma se il budget rimane immutato da qualche parte la coperta sarà per forza tirata indietro - ha sottolineato il pentastellato -. Si dice che il sistema attuale non sia così funzionale, che saranno razionalizzati i costi rispetto ad ora. Ma questo approccio non mi trova assolutamente d’accordo, anche perché la forma del regolamento è troppo rigida per una sperimentazione».

“Non spenderemo meno, spenderemo meglio”

Secondo Sala, però, la rigidità del regolamento non sarà un problema, visto che per questo biennio di sperimentazione sono previste deroghe sui singoli casi da gestire, deroghe sulle quali deciderà la Commissione per l’Emergenza Abitativa composta dagli amministratori dei Comuni che aderiranno.

«Amministratori rappresentanti Comuni diversi, con ideologie politiche ed estrazioni diverse, per garantire la totale imparzialità - ha sottolineato l’assessore -. La possibilità di derogare ci aiuterà a rendere meno rigido il regolamento per rispondere all’emergenza, perché è normale che qualche aspetto ci possa essere sfuggito, ad esempio sui criteri per la presa in carico dei nuclei in difficoltà».Il monitoraggio, inoltre, sarà costante. «La cooperativa che gestirà il servizio, o comunque il Cis, che sarà il nostro referente principale, ci aggiornerà costantemente sui vari progetti avviati - ha proseguito Sala -. La qualità del servizio sarà data dalla capacità di seguire le famiglie nel percorso di reinserimento lavorativo e sociale. Questa è stata la vera mancanza in passato, quando la risposta all’emergenza era passiva, venivano assegnate le case e poi i soggetti finivano per non essere più seguiti perché l’ufficio politiche sociali non aveva né le competenze né il personale sufficienti. Se riusciamo a seguire le famiglie con costanza, possiamo capire quando intervenire prima che arrivino gli sfratti. Non vogliamo arginare il problema quando l’acqua stravasa, noi dobbiamo prevenire gli stravasi. L’impegno economico del Comune ci sarà, ma si eviterà l’anarchia degli anni passati. Come detto non vogliamo spendere meno, ma vogliamo spendere meglio».

Il sindaco Loredana Devietti ha poi preso parola per congratularsi con l’assessore Sala per il grande lavoro svolto. «Per noi portare a compimento questo progetto è una grande soddisfazione, siamo molto orgogliosi - ha detto -. Dal primo giorno in cui ci siamo insediati ci siamo resi conto di quanto fosse necessario creare un sistema diverso dal passato per gestire l’emergenza abitativa.  L’Unione dei Comuni, compatta, ancora una volta è stata capofila in un progetto importante per tutto il territorio. I Comuni più grandi hanno capito al volo l’importanza di fare squadra, con il tempo si sono aggiunti anche molti Comuni piccoli che inizialmente sembravano disinteressati ma hanno poi colto la validità del progetto. Risolvere in modo organico e sistematico un problema che da sempre grava sui nostri uffici, talvolta andando ben oltre le nostre competenze, funzioni e risorse, è fondamentale. E non si tratta di una questione di risparmio economico. Le risorse che prima spendevamo in totale emergenza, adesso saranno spese con un vero coordinamento. In ogni caso quando c’è un’emergenza c’è un’emergenza e noi non ci tireremo indietro: in questo Comune non si lascia per strada nessuno».

Il primo cittadino ha replicato anche alle affermazioni di Silvestro che avrebbe preferito lasciare alla nuova Amministrazione il compito di approvare o meno questo progetto, vista la grande importanza.

«No, è proprio questo il momento giusto - ha ribadito Devietti -. Non sappiamo cosa succederà al termine della pandemia, perché gli sfratti e i licenziamenti sono bloccati. Con questo strumento avremo modo di affrontare meglio l’emergenza, affidandoci a chi meglio di noi conosce certe problematiche e certe dinamiche. Tutto può essere perfezionabile e migliorabile, ma credo che per la prima volta si stia cercando di incanalare risorse ed energie nel modo giusto. Sarà un grande lavoro a favore della nostra comunità e delle persone in difficoltà».

La delega al Cis dei servizi per l’emergenza è stata approvata dall’intero consiglio comunale, tranne l’astensione di Silvestro.  Anche D’Agostino ha votato a favore, «con riserva», nonostante i dubbi espressi.

Anche il Pd favorevole: «Condividiamo l’impianto dell’iniziativa, nonostante qualche preoccupazione - ha detto il capogruppo Federico Ferrara -. La situazione è velocemente in evoluzione e purtroppo non abbiamo la sfera di cristallo per capire cosa accadrà con lo sblocco di sfratti e licenziamenti. L’importante sarà non lasciare nessuno fuori, agendo con buon senso».

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori