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04 Maggio 2021 - 14:56
Sì alla linea metropolitana e no al “Caselle Express”, la stazione porta a Ciriè con il sottopasso una riqualificazione adeguata della stazione di via Torino e una ferrovia che per le Valli deve diventare un’opportunità e non più un problema.
«Perché quanto più sapremo tradurre queste aspirazioni in azioni concrete, coinvolgendo i comuni, le associazioni di categoria, i consorzi di promozione turistica, gli operatori di sci, i cittadini e le aziende di trasporto, tanto più potremo scongiurare che la To-Ceres collegata al passante ferroviario sia solo una rivoluzione a metà che deluderebbe le tante aspettative di questi mesi».
È quanto si legge in una nota diffusa dai circoli territoriali del Partito Democratico del territorio in seguito all’incontro online dei giorni scorsi con il consigliere regionale Alberto Avetta, membro della Commissione Trasporti. Un documento condiviso dai gruppi di Borgaro, Caselle, Ciriè-Fiano-Robassomero-San Carlo, Mappano, Nole-Villanova-Grosso, San Maurizio-San Francesco, Venaria, Druento e Valli di Lanzo. Si è discusso della ferrovia Torino-Ceres che entro il 2023 sarà finalmente collegata al passante ferroviario di corso Grosseto.
«La ferrovia soffre un ritardo di investimenti, una politica miope che svilisce ogni idea di uso turistico estivo o invernale e, in questo ultimo anno, le penalizzazioni dovute dal cantiere di corso Grosseto - scrivono i circoli -. Collegare la Torino-Ceres al passante però da solo non basta, senza una chiara visione rivolta al dopo e a un progetto di sviluppo della linea e dei territori che ad essa afferiscono». Tre le azioni di intervento sulle quali preme il Partito Democratico.
Secondo i dem il collegamento con l’aeroporto, di certo fondamentale, non dovrà penalizzare i passeggeri che utilizzano la ferrovia per spostarsi da e per i Comuni.
«Non è pensabile immaginare servizi diretti Porta Susa-Aeroporto, ma un vero servizio metropolitano con sosta in tutte le stazioni. Chiediamo sia garantito l’impegno di quattro treni l’ora sulla stratta da Rebaudengo a Ciriè».
Insomma un treno ogni quarto d’ora, ciò di cui si è sempre parlato negli ultimi mesi con una pluralità di annunci da parte della Regione Piemonte. Ma l’aumento dei treni certo non basterà.
«Servono servizi collaterali - proseguono i dem -. Bisogna progettare e realizzare un sistema di parcheggi di interscambio alle stazioni e adeguati servizi di micro-mobilità, istituire un servizio di collegamenti tra le stazioni ferroviarie e i comuni come Mappano, Leini e Volpiano per formare un nodo con la linea Sfm1 e prevedere il trasporto di bici su tutti i convogli».
Con la conferma della stazione porta a Ciriè, secondo quanto promesso dall’assessore ai Trasporti della Regione, Marco Gabusi, sarà necessario adeguare la stazione di via Torino per accogliere l’aumento del traffico ferroviario. La progettazione del sottopasso al momento è ancora in fase embrionale, non c’è neanche un pronostico sui tempi di realizzazione, ma quel che è chiaro è che l’opera da sola non sarà sufficiente a dare risposta a tutte le problematiche.
«Il sottopasso risolve il collegamento viario tra le due metà della città ma non fa nulla in favore di una stazione decisamente inadeguata ad accogliere aumentati volumi di traffico, a cominciare dal problema dell’accessibilità e dei parcheggi e dell’interscambio con altri mezzi» aggiungono i circoli Pd, che poi elencano una serie di interventi sui quali puntare.
Dalla realizzazione di una rotonda tra viale Martiri e via Torino/via Mazzini alla pedonalizzazione del piazzale della stazione (con servizi di microbilità), dalla realizzazione di una nuova autostazione alla realizzazione di un’ampia area parcheggio ricavata demolendo il vecchio fabbricato merci, dall’abbattimento dell’officina alla realizzazione del fascio dei binari, dalla verifica dell’uso della vecchia centrale elettrica al rifacimento degli impianti della stazione prevedendo l’innalzamento dei marciapiedi e l’installazione di ascensori ad uso del sottopassaggio.
Per gli esponenti del Partito Democratico «la ferrovia è il vero Recovery Plan delle Valli di Lanzo». È fondamentale ottenere un servizio ferroviario tutto l’anno per i pendolari e per gli studenti, per il turismo estivo ed invernale. Con benefici sia dal punto di vista della viabilità sia dal punto di vista ambientale. Basti pensare che un treno trasporta l’equivalente di quattro bus e 95 auto.
«Non sarà più tollerabile che in estate il servizio ferroviario sia sospeso, rispondendo a una pura logica di costi da tagliare - rimarcano i dem -. Per essere davvero alternativa alla gomma, la ferrovia dovrà accogliere l’utenza con servizi collaterali». Il Pd chiede la realizzazione di parcheggi di interscambio almeno a Ceres e Germagnano, l’istituzione di collegamenti trasversali tra le stazioni, le località di villeggiatura e di sport e i tre Comuni a capo delle valli (Balme, Usseglio e Forno), valutando il ruolo di servizi a chiamata, e la previsione di permettere il trasporto di bici e sci sui treni.
I gruppi locali del Pd premono inoltre per un sistema tariffario “intelligente” con diverse agevolazioni e con abbonamenti, ambedue destinati in primis ai residenti nei comuni della primissima cintura e agli studenti delle scuole superiori, dell’università e del politecnico.
Agevolazioni servirebbero anche in occasione degli eventi sportivi turistici stagionali nelle Valli e sarebbero utili convenzioni per gli appuntamenti fieristici del territorio e con enti culturali (dalla Reggia di Venaria ad Usseglio in occasione della Mostra Nazionale della Toma di Lanzo e dei Formaggi d’Alpeggio). Fondamentale anche l’integrazione con la rete Sadem le linee ExtraTo e i circuiti di bike sharing.
«Occorrerà inoltre tenere presenti le esigenze di accessibilità, eccettuate per le stazioni di Borgaro, Caselle e aeroporto - concludono -. Bisognerà prevedere un programma di sistemazione delle stazioni con l’innalzamento dei marciapiedi e l’installazione di ascensori a uso del sottopassaggio».
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