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01 Dicembre 2020 - 11:25
Nella puntata del 31 ottobre scorso aveva polarizzato, stupito, commosso il pubblico di “Tu Sì Que Vales”, format di intrattenimento Mediaset del sabato sera di Canale 5 condotto da Belén Rodriguez, Martin Castrogiovanni e Alessio Sakara.
La percentuale massima del 100% dei voti ricevuti dagli “spalti” dello studio 8 del Centro Titanus Elios di Roma guidati da Sabrina Ferilli e l’ulteriore consenso della Giuria composta da Gerry Scotti, Teo Mammucari, Rudy Zerby e Maria De Filippi, come previsto dal regolamento, avevano permesso a Nerina Peroni di accedere direttamente alla finale.
La sua esibizione al pianoforte della sonata n.11 “Alla Turca” di Wolfgang Amadeus Mozart aveva incantato la platea ma di più il contagioso sorriso, la schiettezza dei modi, il suo convincente, coraggioso e disarmante racconto di una vita spesa tra passato e presente, dai toni leggeri ma più spesso marcati, alla ricerca della ragione di esistere.
«Sono stata accompagnatrice al pianoforte al Conservatorio di Torino nella classe di canto di Elio Battaglia dove c’era un giovane che studiava che è poi diventato mio marito. E’ stato un matrimonio meraviglioso!» Le vicissitudini della vita e alcuni problemi di salute «mi hanno portato nel ’96 a suonare il mio ultimo concerto. Abbiamo cambiato casa, piuttosto che dare via il tavolino e la madia, abbiamo venduto i pianoforti. Mi sono convinta che suonare non mi importava più».
Più tardi, la decisione di ritirarsi in una Residenza per Anziani. «Io vengo dalla Casa di Riposo Chianoc di Savigliano in provincia di Cuneo dove ho incontrato persone meravigliose che porto tutte nel cuore. Dove ho trovato la vita di cui avevo bisogno». Un giorno l’infermiera Cristina che aveva riconosciuto in lei la professionista di un tempo, le offre la possibilità di risvegliare il primo amore, quello che non si scorda mai.
E all’interno della Chianoc, Nerina torna protagonista di momenti musicali sociali ed aggregativi. Quando seduta al pianoforte, le sue mani hanno ripreso il passo, la passione sopita ha ripreso in lei le sembianze antiche. «Ho fatto fatica ad addormentarmi come facevo un tempo ad ogni esibizione, tanta era l’emozione di essere tornata a suonare». Protagonista Nerina Peroni è stata anche la scorsa estate quando si è esibita in una manifestazione all’anfiteatro in frazione Grinzano a Cervere nel Cuneese. “Così eccomi qui”, ha detto giustificando la sua presenza su un palcoscenico, come un tempo.
Poi la finale, lo scorso 28 novembre. Nerina Peroni era accompagnata al pianoforte da Ivan Chiarlo. La Danza Ungherese n.5 di Johannes Brahms a quattro mani ha adunato gli applausi di un pubblico entusiasta. Con la sua presenza alla settima edizione del format di intrattenimento del sabato sera scelto da milioni di italiani «ci ha fatto un regalo bellissimo», ha confermato Gerry Scotti. E non importa se non sarà la prima sul podio più alto: «Ho lanciato un filo d’erba e mi è cresciuta un foresta» ha sottolineato con un sorriso la pianista che a 81 anni è ritornata a sognare.
Piccola in un’elegante vestito nero a fiori bianchi, si avvicina al pianoforte con naturalezza, tra gli applausi. Le mani vicine, appoggiate alla seta quando cala il silenzio e guarda verso la Giuria. «Da dove viene?», le chiede Gerry Scotti. «Vengo da Savigliano in provincia di Cuneo e vi stupirà che ad una trasmissione come questa venga una che la carriera l’ha finita da trent’anni. Però ho una storia».
Questa è una parte che non c’è stato il tempo di raccontare... Nerina Peroni Bosio è nata a Ciriè l’8 maggio 1939. Inizia lo studio della musica molto giovane avviata e accompagnata dalla madre Rina Cuneo Peroni, eccellente violinista, esibendosi in concerti come solista e in coppia con la sorella Wally. Accede al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dimostrando notevoli capacità di lettura e inclinazione per la Musica d’assieme. Accompagnatrice al pianoforte collabora nella classe di canto di Bettina Lupo e Elio Battaglia. Nella scuola del professionista palermitano incontra Nicola Bosio, il futuro marito, che coronati gli studi si dedicherà all’insegnamento della musica nelle scuole statali. Negli anni molti i concerti della talentuosa pianista e didatta in Italia e all’estero: a Lugano, in Russia e in Austria. E numerose le registrazioni e partecipazioni Rai-tv, a Radio Monteceneri e alla televisione sovietica. Pianista ufficiale del corso Lied tedesco, composizione per canto e per piano pensato e diretto da Elio Battaglia lo è prima a Mantova e più tardi ad Acquasparta in provincia di Terni. Con la sorella Wally nel 1968 costituisce “Il Gruppo Musicale F.A.Cuneo” intitolato al nonno materno Angelo Francesco Cuneo contribuendo a fornire la Città di Ciriè di un antesignano centro musicale:a tutt’oggi, realtà territoriale e punto di riferimento della vita culturale ciriacese. Nel 1975 alle sorelle Peroni si deve l’istituzione, garantita dalla presenza di celebri musicisti, dei Corsi Musicali Estivi di esecuzione ed interpretazione di Aulla in Lunigiana e di un biennale Concorso Pianistico Nazionale per Giovani concertisti. Nel 1983 Nerina Peroni è ancora ad Acquasparta per il primo Concorso liederistico nazionale.
Wally è la sorella di Nerina Peroni. È nata a Ciriè il 23 agosto 1937. Con Wally, a soli sei anni Nerina formava un duo pianistico singolare e di grande bravura che si mantenne tale per un lungo periodo. Wally si era diplomata con dieci e lode distinta alla scuola del docente e grande pianista Mario Zanfi e a quella di Sandro Fuga in composizione. Con Mario Quaglia in musica corale e in organo e composizione organistica con Surbone. Una carriera costellata di impegni come quella di Nerina, la sua: corsi di perfezionamento, attività concertistiche, partecipazioni radiofoniche e televisive, in Italia e all’estero. Nel 1968 il progetto comune della creazione del Gruppo Musicale F.A.Cuneo dedicato al nonno Angelo Francesco Cuneo che con il riconoscimento ufficiale nel 1969 dell’Amministrazione Comunale di Ciriè, Wally dirigerà fino al 1978. Di un lustro prima, nel 1973, la realizzazione dell’Istituto Musicale Oddone Bassoli suggerito alla professoressa ciriacese dalla Pro Courgnè. A Savigliano in provincia di Cuneo l’istituzione di una sezione, unica in Piemonte, settima in Italia del Lyceum Federazione Internazionale Culturale e della Rassegna pianistica Piemontese, nel 1984 alla sua quarta edizione. Pilastri culturali di cui i concittadini saviglianesi le sono tuttora grati.
Guido Peroni, il padre di Nerina
Allievo del maestro Angelo Francesco Cuneo sposò uno delle sue tre figlie: Rina, violinista. Nato agli inizi del novecento, originario di La Spezia, era un dipendente civile del Poligono sulla Vauda di Ciriè presso San Carlo Canavese dove per un lungo periodo assunse il ruolo di Direttore della Banda Militare del Poligono. «Il campo militare voluto da Carlo Alberto nel lontano 1833 per le annuali esercitazioni delle truppe arruolate dallo Stato Sabaudo, divenne con l’unificazione d’Italia, uno dei poligoni di tiro per la sperimentazione delle armi d’artiglieria nonché luogo di istruzione dei militari dell’esercito italiano - scrive Pier Vittorio Zorzi -. Il campo a seguito dello scoppio del secondo conflitto mondiale, raggiunse la presenza di oltre mille uomini. Al comandante Colonnello Romolo Baggio, venne l’idea di impiantare una banda musicale, individuando gli strumentisti tra le giovani reclute provenienti da ogni parte d’Italia. Assegnò il compito al maestro Guido Peroni che ne divenne il Direttore. La banda musicale oltre ad assolvere impegni occasionali prestava servizio il 15 giugno nella ricorrenza della Festa dell’Arma e il 4 dicembre, giorno di Santa Barbara. Il complesso fu presente a Ciriè, nel settembre del 1941, ai funerali del medico condotto Luigi Cucchietti e rese ufficiale, nell’aprile dell’anno successivo, la partenza per una sfortunata missione di guerra del reparto speciale di militari denominato “guastatori”. Dopo l’8 settembre 1943, in un clima di sbandamento generale, la banda si sciolse».
Francesco Angelo Cuneo, il nonno di Nerina
Era nato a Torino il 14 dicembre 1870. Aveva studiato contrabbasso al Liceo Musicale di Torino con A.Pinetti, organo con R.Remondi e armonia, contrappunto e composizione con G. Bolzoni: di quest’ultima triade consegue l’abilitazione all’insegnamento nel 1895. Nello stesso anno ottiene tramite concorso (nella giuria il talentuoso Arturo Toscanini) la nomina di maestro di contrabbasso nel Liceo Musicale torinese, titolarità che manterrà per 40 anni. Di una seconda di primo contrabbasso per 46 nell’orchestra del Teatro Regio. Tra il 1920 e il 1926 la sua partecipazione al Doppio Quintetto di Torino a fianco del musicista Luigi Perrachio. Dopo l’incendio nel 1936 del teatro pensato da Filippo Juvarra e realizzato da Benedetto Alfieri, ha prestato servizio fino al ritiro dalla professione, nella sinfonica EIAR. Valente operista di opere e operette liriche anche non rappresentate e di brani strumentali, ha composto musica per banda e didattica per strumenti a fiato. Francesco Angelo Cuneo era padre di tre valide musiciste (alcune fonti sostengono che le figlie fossero quattro): Angiola organista, violinista e didatta di canto, Ermellina violoncellista, Rina violinista. Nel capoluogo piemontese muore il 30 marzo 1956.
Quando nel 1968, «dal nulla è il caso di dirlo», Wally e Nerina Peroni costituirono il “Gruppo Musicale Francesco Angelo Cuneo” intitolandolo al nonno materno, Ciriè «piccolo ma vivacissimo centro di provincia” fu arricchito da “una valida e seria istituzione comunale». Agli inizi la scuola di musica non aveva una sede esclusiva ma solo gentilmente concessa: le lezioni si svolgevano nei locali dell’ex Patronato al civico 24 di Corso Nazioni Unite, il sabato tra le 14.30 e le 18.30. La decina di allievi iscritti erano distribuiti nelle classi di Pianoforte, Teoria e Solfeggio di Wally e Nerina Peroni e «di uno sparuto gruppo di volenterosi» con le intuibili difficoltà «e gli evidenti disagi che allievi e docenti dovevano affrontare». Alla dignità di Civico Istituto Musicale F.A. Cuneo viene elevato l’11 luglio 1969 dalla delibera della Giunta Municipale di Ciriè guidata dal sindaco Gian Paolo Brizio: «Premesso che numerosi sono i giovani di questa città desiderosi di procurarsi una seria istruzione artistica… e che l’istituzione di un Civico Istituto Musicale corrisponde al vivo bisogno di una popolazione che non trascura l’arte in tutte le sue più elevate manifestazioni, all’unanimità di voti si delibera di istituire, dall’anno scolastico 1969/70, il Civico Istituto Musicale F.A. Cuneo».
L’appoggio morale e materiale dell’amministrazione comunale congiunto alla prodigalità di alcune famiglie ciriacesi, «l’offerta di materiale didattico della Ricordi, della prof. Lidia Savina di Torino e della signora Caterina Russo di Ciriè contribuirono a far crescere e sviluppare la Scuola». Nel 1974 i pianoforti in dotazione erano tre: uno messo a disposizione, già dai primi anni di attività scolastica, dalla Famiglia Peroni, due dati in prestito dal Conservatorio di Torino fino al 1978, anno nel quale vengono trasferiti nella nuova sezione staccata del Giuseppe Verdi di Cuneo. Nel calendario scolastico 1977/78 il corso di Pianoforte principale viene allargato alle classi di Violino, Flauto, Fagotto e Insieme di Fiati, e avviati corsi di Educazione Musicale nelle Scuole elementari di Ciriè: cicli di studio allargati in seguito ad altri comuni limitrofi. Nel seguente è «il maestro Felice Quaranta, compositore, già direttore dei Conservatori di Alessandria e di Torino e responsabile artistico dei Corsi di Formazione Musicale del capoluogo, ad assumere la direzione dell’Istituto fino ad allora mantenuta dalla professoressa Wally Peroni che subissata da ulteriori impegni con rammarico lasciava la direzione, fortemente rimpianta da allievi, colleghi, amici e da quanti si resero conto di non poter saldare con lei il debito di gratitudine per aver avviato una valida istituzione didattica». Con il maestro vengono promossi gli insegnamenti principali di Violino, Flauto, Chitarra classica, Clarinetto e l’autorevole classe di Musica d’assieme. Nell’anno scolastico 1982/83 nella nuova sede di via Camossetti le iscrizioni ammontavano a 282 allievi distribuiti in 32 classi con un’altrettanto notevole presenza di docenti: «tutti qualificati, molto attivi presso Conservatori, molti orchestrali, ognuno dei quali vanta un curriculum professionale ed artistico più che affidabile». Quella dell’organismo del Cuneo una crescita progressiva sostenuta anche da attività complementari: l’ incentivazione dei saggi che conclusione dei corsi si svolgevano nella storica sala della Biblioteca Civica a Palazzo D’Oria. La collaborazione stabile con la locale Università della Terza Età e gli allestimenti di stagioni concertistiche annuali. Nell’anno scolastico 1983/84 il maestro Quaranta viene affiancato alla direzione, dal dottor Gianni Parisi in qualità di presidente, carica in precedenza ricoperta dal prof. Sergio Gaudino, poi dal pittore e scultore Attilio Corsetti e dal cav. Giorgio Martinetto. Nell’aprile del 1984 assume la direzione che mantiene tuttora il professor Sergio Pochettino. «Ciriacese, con il ruolo di Controfagotto nell’orchestra del Regio di Torino, vincitore di numerosi concorsi, attivo in varie formazioni cameristiche e in collaborazioni con numerose orchestre. A lui spetta il merito di aver promosso non poche ed originali iniziative»- L’anno di studio 1985/86 rileva il passaggio delle consegne alla presidenza tra l’uscente dottor Gianni Parisi e il subentrante avvocato Giuseppe Garrone. Nel corso degli anni l’Istituto muta la sede più volte: dagli antichi locali dell’ex Patronato, si trasferisce dapprima in via Fiera e poi in uno stabile al 14 di via Buratto, dove le aule erano distribuite su due piani..e alcuni locali vennero espressamente destinati a segreteria e presidenza. L’ultimo e più importante trasferimento risale all’anno scolastico 1982/83: il “Cuneo” prese possesso allora dell’attuale struttura di via Camossetti 10, una decorosa palazzina, sede dell’ex Ospedaletto, di proprietà della Parrocchia di San Giovanni e destinata esclusivamente alle attività didattiche della scuola.
(Fonti Guglielmo Berutto, Attilio Piovano, Domenico Spizzica e Pier Vittorio Zorzi)
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