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08 Febbraio 2020 - 21:44
luigi chiappero
Ogni tre per due, parlottando con i ciriacesi, spuntano fuori un nome ed un cognome. Sono quelli di Luigi Chiappero, amatissimo primo cittadino di Ciriè dal ‘97 al 2006. «Che bei tempi - dicono in molti - quando c’era Gigi sindaco...». Oggi il 64enne principe del foro, fresco di riconferma alla presidenza dell’Ente Parchi Reali (con l’appoggio incondizionato, tra gli altri, di Loredana Devietti), torna a interessarsi della politica ciriacese, che presto sarà movimentata dalla campagna elettorale. «Un accordo tra Devietti e il Pd? Una volta che ci si attiene ad un programma condiviso, insieme si possono fare delle belle cose - ci dice -. Ovviamente è necessario tracciare delle linee precise su cui tutti sono d’accordo. D’altronde è quel che è successo quando ho fatto io il sindaco. In squadra avevo persone che arrivavano dalle esperienze della Democrazia Cristiana e di Rifondazione Comunista, fino ai Verdi. Molte volte nel confronto tra posizioni diverse nascono buone idee, certo è fondamentale che il confronto sulle possibili differenze avvenga prima delle elezioni». Si tratta praticamente della stessa ipotesi delineata da un altro ex primo cittadino ciriacese, Giuseppe Novero. Ma anche dal segretario del Pd Luca Capasso e della deputata Francesca Bonomo. Un’idea accolta invece timidamente, almeno in questa fase, dal sindaco Devietti, che ha spiegato di non avere pregiudizi sulle alleanze ma di essere «fermamente convinta che non si possono ipotizzare se manca la volontà - e la visione - per realizzare obiettivi condivisi». Inoltre l’attuale sindaco ha chiuso le porte ai simboli di partito in coalizione. E questa - perché una quadra sui programmi se si vuole la si trova - rischia di essere l’impasse numero uno. «Lo capisco, Devietti non si è mai riconosciuta molto nei partiti, anche nell’epoca in cui governavo io - ribadisce Chiappero -. Ma questo non vuol dire che non ci possa essere condivisione su alcuni punti programmatici, d’altronde la competizione elettorale prevede proprio che ci sia un candidato sindaco con più liste che lo appoggiano. Credo sia sbagliato dirsi contrari a priori ai partiti, i quali sono fondamentali per la loro capacità di fare sintesi tra le idee dei cittadini».
Detto questo, Chiappero ci tiene a sgombrare il campo da alcune voci che hanno cominciato a circolare in città e che lo vorrebbero nuovamente impegnato in politica a Ciriè, magari proprio come candidato primo cittadino. «Il sindaco bisogna farlo ad un’età adeguata e io ho superato i sessant’anni - conclude -. Ci vogliono pazienza, calma e capacità di ascolto, ma invecchiando si perdono inesorabilmente».
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