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CIGLIANO. Calandra: «Il Palazzetto dello sport ha tanti grossi problemi, se potessi tornare indietro non lo prenderei più in gestione»

CIGLIANO. Calandra: «Il Palazzetto dello sport ha tanti grossi problemi, se potessi tornare indietro non lo prenderei più in gestione»

Il Palazzetto dello sport ciglianese e Marco Calandra

CIGLIANO. «La gestione del Palazzetto dello sport? Potessi tornare indietro non la prenderei più, e sono pronto a lasciare in qualsiasi momento». Queste le parole di Marco Calandra, da circa un anno impegnato nella gestione del Centro sportivo di via Moncrivello. Un impegno trasformatosi in incubo, come spiega lui stesso: «Avrei dovuto inaugurare tutto, compreso il bar, a gennaio 2020. A causa di mancanze non mie siamo invece arrivati a maggio. Il Palazzetto dello sport ha più problemi che lati positivi».

Secondo Calandra i problemi principali risiederebbero nelle condizioni del bar, sia a livello tecnico che burocratico. «Prima di aggiudicarmi il bando per la gestione del centro, non ho potuto verificare il funzionamento delle attrezzature del bar, in quanto non c’era la corrente.

Ho poi scoperto che gran parte dei frigoriferi non funzionavano. Inoltre per poter aprire dovevo esibire i certificati delle manutenzioni avvenute negli precedenti. Il Comune è riuscito a trovarle solamente a maggio, mesi dopo la mia richiesta».

Nelle intenzioni del nuovo gestore c’era il proseguimento dell’attività del ristorante del Centro sportivo, in continuità con le gestioni precedenti. Anche qui, però, un’amara sorpresa: «Il Comune mi aveva detto che il locale era classificato come zona bar e ristoro. Non è così: quello è solo un chiosco e non potrebbero essere erogati servizi di ristorazione. Mi chiedo in che modo i gestori venuti prima di me abbiano potuto svolgere determinate attività, come feste enormi e cene».

Nel bando per la gestione della struttura non è compreso l’adiacente salone polivalente, di cui si occupa il Comune. «Il contatore del polivalente non è in funzione, e la sua alimentazione è collegata direttamente alla mia utenza. In sostanza, è da un anno che pago il consumo elettrico del salone al posto del Comune» continua Calandra, per il quale i problemi non finiscono qui: «Abbiamo anche problemi nell’assegnazione delle ore per l’utilizzo della palestra. Il regolamento per la rotazione delle varie associazioni è davvero confuso. Tanto che chi di competenza in Comune non riesce a interpretarlo. Il sindaco Marchetti in un primo momento ha chiesto a me di stilare un programma, salvo poi richiamarmi giorni dopo per dirmi che non andava bene, e che se ne sarebbe preso nuovamente carico il Comune. Con il piccolo particolare che in ogni caso la responsabilità sarebbe stata mia. E’ una cosa assurda».

Sempre stando a Calandra il Comune non si starebbe facendo carico neanche della manutenzione dell’area. «Io devo occuparmi della manutenzione ordinaria, mentre quella straordinaria è a carico del Comune. Sono settimane che un lampione non funziona e ho chiesto di verificare il corretto funzionamento dell’impianto di illuminazione.

Una lampadina rotta la sostituisco io. Un eventuale lampione danneggiato, no. Anche il campo da calcio grande non è in sicurezza. Ho fatto rimuovere la rete verde, rotta in molti punti e pericolosa. Ne ho comprata io stesso un po’ per l’installazione, ma ancora tutto giace nel magazzino della palestra».

L’assenza del supporto del Comune pesa molto per Calandra, che è pentito di aver preso in gestione l’area. «Non sono venuto qui per guadagnarci sopra, ma per creare un punto di incontro per i ciglianesi di tutte le età e per ridare un po’ di vita al paese. Ma in questo modo - conclude - è impossibile fare qualcosa di buono».

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