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CHIVASSO. Apre una scuola "montessoriana" in città

CHIVASSO. Apre una scuola "montessoriana" in città

In via Onorevole Tonengo 7 a Chivasso ha aperto le porte la prima scuola dove si insegna il metodo "montessoriano".

Una realtà che accoglie in ambienti colorati già 16 bambini dai 3 ai 6 anni (Casa dei Bambini) e altri da 6 a 11 anni (Casa dei Fanciulli).

Questa realtà parentale a metodo montessoriano nasce dal desiderio di poter condividere con il maggior numero di famiglie possibili questo straordinario approccio educativo. Ci auguriamo che questa struttura possa rappresentare non soltanto un riferimento in termini formativi, ma anche un luogo per le famiglie, dove poter condividere momenti di crescita, di gioia e di riflessione attraverso laboratori, incontri con docenti o professionisti in campo umanistico, educativo e non solo” spiega la coordinatrice del progetto, Veruscka Pellegrini.

Maria Montessori in una delle sue opere affermava che  - Il bambino è una forza spirituale, è sorgente di amore e di sentimenti elevati; è la via certa per raggiungere l’unità fra gli uomini nel mondo -. Attraverso la nostra formazione continua ci prendiamo cura del bambino e della sua famiglia, prediligendo l’ascolto, l’attenzione individuale e l’osservazione montessoriana, in grado di poter andare oltre l’apparenza e scoprire così l’unicità del bambino” ricorda ancora Veruscka Pellegrini. 

La mattinata tipo ad un osservatore può apparire così: man mano che arrivano, i bambini decidono un lavoro; i più grandi cercano di lavorare in coppia. L’accoglienza in un stanza dove i bambini descrivono la giornata dal punto di vista metereologico attraverso l'utilizzo di materiali (sole tridimensionale e fulmini realizzati con un materiale pregiato). Poi compilano il calendario: su un pannello indicano il mese e inseriscono il numero del giorno. A metà mattina ci si trasferisce nella stanza delle attività e qui i bambini scelgono quali materiali utilizzare. Ieri, ad esempio, hanno lavorato con i bruchi allevati in piccoli contenitori. «Lo scopo è apprendere come il bruco si trasforma in farfalla» spiegano lVeruscka Pellegrini e la maestra Giulia Panetta. Il giorno prima hanno invece imparato a riconoscere i rumori e le dimensioni lavorando con materiali sensoriali.

La mattina prosegue con la divisione dei bimbi in due gruppi: chi dipinge e chi lavora componendo un puzzle tridimensionale in legno.

L'educazione qui passa anche attraverso l'ora del pranzo. Accompagnati da una maestra i bambini apparecchiano i tavoli, preparano i tovaglioli, riempiono le brocche d'acqua, mentre gli altri iniziano a riordinare e ad andare in bagno per lavarsi bene le mani. Quando tutti i bambini sono pronti, si inizia a servire i pasti portati da casa. E così anche alla fine del pranzo prima del momento di svago e del riposino nella «stanza nanna».

La giornata scolastica si conclude con la merenda in attesa dell’arrivo dei genitori previsto per le 16,30.

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