CHIVASSO. Chi sapeva che dalla facciata del Duomo pende un cavo e a cosa servisse?
E' parte di quello che veniva utilizzato dal trenino che da piazza della Repubblica a Chivasso partiva in direzione San Mauro.
E' solo uno dei molti aneddoti sulla nostra città che in pochi conoscono.
E tra questi pochi c'è un giovane ragazzo di 19 anni appena, uno studioso appassionato di storia locale al punto da aver già pubblicato un primo libro e di essere al lavoro per un secondo e pure per un terzo.
Parliamo di Antonio Viola un ragazzo, nato e cresciuto nelle case di via Togliatti a Chivasso, la cui grande passione l'ha portato a sedere, nel 2019 a soli 16 anni, nel consiglio direttivo della Società Storica Chivassese.
Determinante nel suo percorso, l'incontro con Fabrizio Spegis, all'epoca suo insegnante, che in lui ha subito riconosciuto un enorme potenziale. Dai bachi dell'Europa Unita alla Società Storica il passo è stato breve: “Mi ha invitato ad andare e mi sono subito appassionato al punto di collegare il mio innato interesse per la storia con l'amore per la storia locale”.
Antonio Viola inizia così a lavorare a quello che presto diverrà il suo primo libro: “La vita a Chivasso durante la Belle Époque tra il 1871 e il 1914”.“Ho scritto questo articolo con studi d'archivio e ricerche creando un ensamble che prima non esisteva descrivendo la città dell'epoca, parlando di alberghi e locande, caffetterie e pasticcerie, delle tendenze che arrivavano da Parigi e subito venivano recepite”. E di quest'epoca è proprio il famoso trenino che collegava Chivasso a San Mauro passando dai piedi della collina chivassese dopo aver attraversato il ponte sul Po.“In quegli anni nasce la società di massa e consumistica. C'è un grade movimento a Chivasso. Un fermento che oggi manca. Il mercato era davvero un punto di ritrovo, una tradizione che entrava nelle vite quotidiane. Al mercato si andava, a prescindere dal dover acquistare qualcosa. Quello che oggi manca, riguardando questo ritratto dipinto dai documenti dell'epoca, è l'immagine della grande città che splende”. Il primo libro di Viola è stato pubblicato nel 2020 dalla Società Storica Chivassese.Ed ora?“Sto realizzando un nuovo articolo – racconta -. Parlerà della nascita del Partito Comunista d'Italia a Chivasso, Brandizzo e San Mauro. Anni complicati in cui veniva applicata una strategia del terrore per tenere sotto controllo il dissenso. Venivano fatti assolti al trenino. Agguati alle persone che viaggiavano. Poteva capitare a chiunque di essere aggredito. Nelle carte si parla di un cespuglio ben preciso, a San Mauro dove due si nascondevano per attaccare all'improvviso, al solo scopo di fare paura”.Ma le idee sono tante e Viola sta lavorando anche alla nascita dei quartieri popolari di Chivasso: “Parlerò di via Togliatti, il mio quartiere, di corso Galileo Ferraris fin quasi a Castelrosso. C'è molto materiale su cui lavorare”.Contemporaneamente Antonio Viola sta studiando per conseguire la maturità linguistica.“L'incontro con la storia – racconta – ha cambiato la mia visione del mondo e mi ha portato a voler diventare un insegnante di Storia e Italiano. E' questo il mio grande sogno. Poter spiegare ai ragazzi l'importanza della storia per imparare a conoscersi e sentirsi meglio con se stessi. Ho provato sulla mia pelle come un insegnante possa cambiarti la vita. Nel bene e nel male. Ci sono stati momenti del mio percorso scolastico in cui mi sono sentito non compreso. Ed io vorrei diventare uno di quegli insegnanti che ti fanno andare a scuola con il sorriso”.Come Spegis?“Sì, sicuramente il professor Spegis è stato importante anche se l'ho avuto come insegnante di italiano e di latino. Una grande importanza l'ha avuta anche la professoressa Emanuela Grosso. La scuola mi ha dato grosse opportunità Grazie al progetto “Esabac” ho studiato storia in francese e, per amore della materia, ho imparato molto bene la lingua francese tanto da aver conseguito la certificazione B2”.Antonio Viola ha anche un'altra grande passione: “E' quella per il doppiaggio e i doppiatori. Tramite il suo blog sono riuscito a contattare il noto attore e doppiatore Elio Pandolfi. E' nata una bella amicizia. Vivendo a Roma ci sentivamo solo telefonicamente, ma grazie a lui ho potuto conoscere tutti in questo ambiente”.
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