La club house degli orti urbani di via Mezzano, inutilizzata da anni
CHIVASSO. Doveva essere una sorta di club house, dotata di tutti i servizi. Era stata costruita durante la giunta di Bruno Matola (2006-11), nell’ambito del “Contratto di quartiere II”. Si trattava di un intervento di riqualificazione del quartiere ad edilizia sovvenzionata di ATC, attraverso la realizzazione di orti urbani e, appunto, di una struttura polivalente.
Stiamo parlando della struttura abbandonata di via Mezzano, poco distante dalla centrale termoelettrica A2A.
L'edificio, che al momento versa in stato di degrado, è tornato alla ribalta negli ultimi giorni, per via di alcuni post su Facebook che volevano evidenziarne la situazione. Molti infatti lamentano lo spreco di denaro pubblico, per una struttura che da più di 10 anni risulta inutilizzata. Se solo fosse in un'altra posizione, ad esempio, potrebbe rendersi utile all'Associazione Amici del Po, del senatore Andrea Fluttero, alla ricerca di una sede al servizio dei fruitori del Bricel e del Sabiunè.
"La struttura in questione nasce da un progetto di riqualificazione degli orti urbani. Peccato che nessuna amministrazione abbia avuto negli anni la forza, e la capacità, di portare questa azione a compimento. Oserei dire che forse siamo già fuori tempo - spiega Marco Marocco, capogruppo 5 stelle in consiglio comunale e vicesindaco metropolitano -. Bisognerebbe agire, evitare che la struttura sia ancora abbandonata. Va consegnata alla Città con delle idee, confrontandosi con le associazioni e i cittadini. E' in una zona poco centrale, ma non per questo un bene prezioso non va utilizzato. Lo vedo come un luogo di partecipazione ed allargamento".
"Il progetto, molto interessante, era stato finanziato con fondi statali per oltre 5 milioni di euro. Gli orti urbani sono stati realizzati e funzionano - dichiara Claudia Buo, consigliera di LiberaMente -, anche se avrebbero bisogno di una sistemata generale, mentre la struttura è stata realizzata ma non è mai decollata. Questo nonostante il tema fosse sempre presente nel “tavolo sociale” , che doveva coordinare la realizzazione del progetto. Mi ricordo diversi tentativi in tal senso della giunta Ciuffreda, tutti andati a vuoto.Meriterebbe senz’altro qualche attenzione in più da parte del sindaco e dell’assessore competente, ed essere magari affidata a qualche associazione del territorio".
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