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27 Luglio 2021 - 11:03
In alto: Claudio Castello e Claudia Buo. In basso, da sinistra verso destra: Cristina Peroglio, Matteo Doria, Emanuele Cigliuti, Marco Marocco, Rosanna Spatari
CHIVASSO. L’ultima estate prima delle elezioni.
Chivasso si prepara a vivere un autunno caldo e un inverno ed una primavera che lo saranno ancora di più.
Si va verso la scadenza del mandato del sindaco Claudio Castello e, dopo quattro anni di amministrazione con poche luci e tante ombre - l’ultima, l’inchiesta “Platinum Dia” che ha evidenziato rapporti fitti nel periodo giugno-luglio 2017 tra il primo cittadino (che non è indagato, ndr) e uno degli arrestati con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, Giuseppe Pino Vazzana - c’è dentro e fuori Palazzo Santa Chiara voglia di rinnovamento.
Sempre, ammesso e non concesso, che il Ministero dell’Interno non decida di vederci chiaro sul rischio di infiltrazione mafiosa in Comune dopo il clamore suscitato dall’inchiesta “Platinum” e, addirittura, non opti per uno scioglimento dell’amministrazione. Staremo a vedere nei mesi che verranno. Intanto...
Se fino a qualche mese fa il ruolo di Castello come candidato sindaco del centrosinistra anche alle elezioni 2022 non era messo in discussione, oggi le carte sono state tutte sparigliate dall’inchiesta della magistratura sulla presenza della ‘ndrangheta tra Volpiano e Chivasso e, soprattutto, dai contenuti delle conversazioni telefoniche tra il sindaco, all’epoca candidato e poi appena eletto, ed uno degli affiliati alla ‘ndrina volpianese con la dote di picciotto.
L’indice di gradimento di Castello, tra i suoi stessi compagni di maggioranza, è ai minimi storici: il Pd di Massimo Corcione e Chivasso Solidale di Giovanni Mastroleo avranno ancora la forza e la voglia di ricandidarlo a sindaco?
LiberaMente di Claudia Buo e Libero Ciuffreda l’hanno mollato all’indomani mattina dell’inchiesta. Renato Cambursano, ex sindaco ed autorevole parlamentare di Boschetto, idem. Il centrosinistra correrà il rischio di candidarsi diviso o, in alternativa, tenterà di ricompattarsi su di un nome nuovo della politica chivassese?
Di sicuro difficilmente potrà esserlo Claudia Buo che, invece, potrebbe optare per un clamoroso asse con il Movimento 5 Stelle di Marco Marocco e Fabio Cipolla per rilanciare la politica della trasparenza e della legalità. Nel caso, il Pd potrebbe mettere sul piatto la candidatura di Cristina Peroglio, attuale capogruppo di maggioranza in Consiglio comunale.
E il centrodestra?
Almeno tre i nomi che si fanno e la schiera dei papabili è ampia.
Tutti in fila, per provare a proporre un’alternativa a due mandati di amministrazione Pd, con i sindaci Libero Ciuffreda prima e Claudio Castello oggi.
Il nome nuovo, sulla bocca di tutti, è senza dubbio quello di Emanuele Cigliuti, figlio d’arte di Maria Luisa Coppa, presidente Ascom.
Senza tessere di partito in tasca, l’uomo del centrodestra vorrebbe una benedizione il più ampia possibile ed è notizia ufficiosa, non ufficiale, quella del sostegno che sarebbe pronta a garantirgli la Lega dell’amico Gianluca Gavazza.
Già, ma Forza Italia? Il partito dell’onorevole Carlo Giacometto e del consigliere comunale Domenico Ciconte in questa fase nicchia: o, almeno, se ne sta a guardare. Non foss’altro perché l’altro nome che circola sotto i portici è nientepopodimeno che quello dell’ex presidente del Consiglio comunale con Andrea Fluttero e già candidato a sindaco una decina d’anni fa, Massimo Giovannini. Il conte di Castelrosso, tra l’altro vicino a Forza Italia, all’amico parlamentare Giacometto e all’amico Paolo Del Bene, ex assessore, pare non disdegni affatto l’idea di rientrare in politica, qualche anno dopo, direttamente dalla porta principale.
Se non che il conte di Castelrosso deve fare i conti, scusate il gioco di parole, anche con chi, durante questi due mandati, nella frazione più popolosa della città ha seminato a tal punto che i più in là con gli anni lo chiamano “il sindaco”. Indovinate un po’ chi?
Matteo Doria, consigliere di Amo Chivasso e le sue frazioni, che appunto dalle periferie ha costruito il suo bacino elettorale. Un bacino che finisce puntualmente sul tavolo del centrodestra ogni volta che c’è un’elezione utile: dalle comunali (2012 e, come candidato sindaco, 2017), alle regionali (2019) fino addirittura alle politiche (2018). Figuriamoci se Doria vorrà saltare un giro...
La vera novità delle amministrative 2022 - o di questa estate che stenta a decollare - potrebbe clamorosamente arrivare dalla suggestione che da qualche settimana circola sulla bocca dei più sotto i portici di via Torino. Ossia?
Rosanna Spatari candidata a sindaco a Chivasso.
Una boutade ferragostana o qualcosa di più? Chi lo sa.
Intanto il sostegno ricevuto da movimenti e partiti politici nazionali come quelli di Diego Fusaro e Luigi Paragone, alle varie manifestazioni negazioniste organizzate in queste settimane a Chivasso, potrebbero suonare come qualcosa in più di un semplice indizio. Chissà.
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