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12 Luglio 2021 - 14:35
Nella missione 4, istruzione e ricerca, per Chivasso troviamo l’intervento per la demolizione e bonifica dell’ex scuola materna Marsan
CHIVASSO. “Ultimo anno per i bimbi nella scuola dell’infanzia Aimone Marsan. ‘Il prossimo anno l’edificio verrà raso al suolo e poi destinato ad altri usi. Gli alunni verranno ricollocati alla Dasso’”.
Era il 2017 e l’anno dopo sarebbe stato il 2018. L’annuncio era del sindaco Claudio Castello, in un comunicato stampa il cui titolo era altrettanto inequivocabile: “La scuola Marsan verrà abbattuta”.
Da allora l’unica cosa che è stata fatta è stato il trasferimento degli alunni: la “amianto School”, così come la si trova apostrofata qua e là suoi social network, è sempre lì, a far pessima mostra di sè tra edifici, lo ribadiamo, ad altissima densità abitativa.
I bambini non ci mettono più il naso sotto, ma ci corrono, camminano, giocano e vivono tutt’intorno. Insieme alle loro famiglie.
Sono passati tre anni, quasi quattro, e che ve lo diciamo a fare, l’annuncio di Castello non è stato mantenuto.
Di più, o peggio ancora, Castello ha cambiato completamente idea: “La scuola Marsan non verrà abbattuta”.
L’ha detto nell’ultimo Consiglio comunale, in risposta ad un ordine del giorno (prima firmataria Claudia Buo di Liberamente, ndr) con cui si chiedeva di abbattere l’edificio e farne una Casa della Salute.
Niente da fare: la maggioranza ha respinto l’ordine del giorno e Castello c’è andato giù pesante contro l’opposizione.
“Il terrorismo psicologico messo in atto per rischio di mesotelioma pleurico non può essere accettato”, ha sbottato il sindaco durante l’ultima seduta. Lo stesso sindaco che appena eletto sottolineava l’urgenza dell’abbattimento dell’edificio. Ma tant’è.
“Ho detto che questa scuola sarà rasa al suolo, e sono orgoglioso di averlo detto, perché in tempi non sospetti aveva avuto un calo drastico di fruibilità di allievi, mentre cresceva la fruibilità della Blatta”.
Dunque, apprendiamo oggi che la Marsan doveva essere abbattuta perché inutile, non perché pericosola. “L’edificio non è mai stata abbandonato - ha aggiunto Castello in Consiglio -: c’è un piano di sicurezza per manutenzione di strutture in fibrocemento: lì non ci sono rischi palesi, sono sempre stati limitati allo zero. Anche quando solo si doveva mettere un tassello, o vincolare un mobile, o una scrivania, veniva messo in piedi un piano sicurezza. E anche oggi questo piano di sicurezza è gestito: va bene, non abbiamo tagliato il verde intorno, ma questo non significa che la scuola sia abbandonata”.
Perfettamente in linea è arrivato anche il commento del consigliere comunale Alfonso Perfetto del Pd: “In questo momento si è scelto di non investire i 580 mila euro necessari per la demolizione dell’edificio. Anche perché se iniziamo a spendere i 3,8 milioni di euro dell’avanzo di amministrazione, ce ne vogliono altri 38 di milioni di euro poi. Perché c’è chi vuole la strada in marmo rosa, chi vuole la sicurezza, chi vuole che anche la salute pubblica venga conservata… In questo momento questa struttura non rilascia amianto, può stare lì e non crea problemi. Quei 580 mila euro servono per altre cose”. Perfettamente sconcertante.
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