AGGIORNAMENTI
Cerca
15 Giugno 2021 - 11:27
CHIVASSO. Cambursano: “Claudio Castello, una domanda netta, che spero abbia una risposta altrettanto netta: hai chiamato ad aiutarti questi personaggi anche alle primarie?”.
Com’è suo stile, l’ex sindaco e parlamentare Renato Cambursano, non usa giri di parole ed arriva dritto al sodo, sollevando il velo sulla presunta ingenuità dietro cui si è trincerato il sindaco Claudio Castello e, soprattutto, ponendo sotto la lente della politica anche le primarie del 2017 per individuare il candidato a sindaco del centrosinistra.
All’epoca erano due gli aspiranti primi cittadini: da una parte Claudia Buo, dall’altra, appunto, quello che sarà il candidato a sindaco e poi primo cittadino, Claudio Castello appunto.
Cambursano, in una lettera aperta dal titolo “Il finto ingenuo...”, che pubblichiamo di seguito, invita anche i segretari del Pd, quello dell’epoca, Gianni Pipino, e quello di oggi, Massimo Corcione, a fugare ogni equivoco/illazione chiamando i due candidati di allora (Buo e Castello, ndr) affinché verifichino congiuntamente cosa eventualmente possa essere successo.
Di seguito la lettera di Cambursano, dal titolo “Il finto ingenuo”.
Prima di affrontare il tema di cui al titolo, vorrei subito chiarire una questione di fondo. Sì, perché mi è stato fatto presente, che i miei scritti e le mie dichiarazioni di quest’ultimo mese sono tutte rivolte al campo del Centro Sinistra sulla questione delle intercettazioni telefoniche riportate dall’Ordinanza del Tribunale di Torino nell’ambito dell’operazione “Platinum”. A questi amici voglio ricordare che non solo nella mia prima intervista rilasciata in video a “La Voce” registrata a Mandria, parlo della trasversalità delle telefonate che hanno visto come protagonista numero uno, il Sindaco per il ruolo che ricopre, di massimo rappresentante di Chivasso e di tutti i suoi cittadini, ma anche una candidata della Lista di Doria (candidato a sindaco per il centrodestra) del quale si fa il nome. Altrettanto ho fatto in almeno un paio di altre interviste /articoli richiamando questo “modus operandi” della malavita organizzata.
La ragione, quindi, delle maggiori mie attenzioni al così detto fronte progressista è dovuta alle reazioni, più volte scomposte, specialmente da parte di rappresentanti “Chivasso Solidale con sé stessi”, ma non solo, alle quali mi correva l’obbligo di rispondere, cosa che farò ancora fra poche righe.
Il Centro Destra ha preferito, invece, “rintanarsi nel silenzio più assordante” - l’espressione non è mia ma di una persona che ha ruoli importanti anche fuori dal Comune di Chivasso e che stimo molto, ma so anche non avere simpatie per il fronte di sinistra. A questo silenzio ha fatto eccezione la Lega Nord, la quale non avendo non solo rappresentanti in Consiglio Comunale ma non avendo alcun nominativo di dirigenti e candidati citati nell’Ordinanza, ha avuto buon gioco a prendere una posizione netta di condanna soprattutto per il danno di immagine arrecato alla Città di Chivasso.
E i Consiglieri Comunali del Centro Destra, che fanno? Tacciono o si dissociano da quanti sostengono che a Chivasso “la questione morale non esiste”? I Chivassesi, tutti, ma soprattutto gli elettori di quell’area politica ne sarebbero ben felici.
Ora, invece, vengo a fare alcune brevissime considerazioni sul Comunicato del Segretario locale del PD e la dichiarazione del Presidente del Consiglio Comunale - persona che continuo a stimare! - Gianni Pipino.
Come sapranno entrambi, lo strumento delle Primarie è stato per primo proposto in Italia dal Professor Arturo Parisi alla presenza di Romano Prodi a Padova in una assemblea pubblica tenutasi il 26 luglio 2004 (partecipai personalmente e ricordo la data perché coincidente con il mio compleanno). Lo strumento fu sperimentato con successo in Puglia per scegliere il Candidato alla presidenza della quella Regione e poi fatto proprio dal nascente Partito Democratico nel 2005. E’ stato più volte usato nello schieramento del Centro Sinistra, ma non sempre e non tutte le “ciambelle escono con il buco” e purtroppo talvolta con vere e proprie degenerazioni.
Arturo Parisi l’ho sentito telefonicamente nella stessa giornata in cui è apparso il Comunicato di Massimo Corcione (naturalmente anche questa telefonata la posso dimostrare!), il quale mi ha confermato che a chi partecipava alle Primarie si faceva firmare una dichiarazione di condivisione della linea politica del Centrosinistra e una manleva sulla Privacy. Non mi è dato di sapere se questa buona prassi è stata mantenuta.
Vuole il Partito Democratico fugare ogni equivoco/illazione, vuole per davvero fare “della trasparenza il suo valore più alto”? Se sì, chiami i due candidati e congiuntamente verifichino cos’è successo. Questo non solo è possibile, ma diventa addirittura doveroso! La mia non è “una strumentalizzazione per interessi politici di parte”, anche perché personalmente non ho alcun interesse politico, ma il mio unico interesse è la Città di Chivasso, il suo buon nome, il rispetto dei cittadini che non vogliono confondersi con certi “personaggi” oggi in carcere, né con chi gli telefonava durante la campagna elettorale del 2017.
Caro Gianni (Pipino), forse per te “non ha senso questa discussione”, ma per tantissimi Chivassesi sì!
La differenza dei voti presi non centra assolutamente nulla, se non per una semplice questione aritmetica, ma non per la questione morale che si porta appresso, anzi davanti! Spero che almeno per te, Gianni, non valga l’assioma pronunciato dalla Zarathustra/Siragusa, “assessora” alla legalità, ripreso dal Sindaco Castello e “compagnia bella” e cioè che qui “la questione morale non c’è!
Mi fa pena, ma nel senso deteriore del termine, leggere quanto affermato da Castello Claudio di sé stesso, e cioè che il suo maggior attributo è l’ingenuità’”.
Ricordavo già in altro mio scritto che Claudio Castello è tutt’altro che ingenuo, anzi la sua vera caratteristica è la “furberia” (scaltrezza, astuzia, ….) dimostrata poco prima delle Primarie del 2017, quando presentò la propria candidatura mentre si stava discutendo all’interno della coalizione, mettendo il PD ed i suoi alleati davanti al fatto compiuto, che io rifiutai non partecipando a quelle consultazioni farlocche!
In conclusione, prendo in prestito dall’ex Sindaco Ciuffreda, anzi dalla Treccani la seconda definizione di ingenuità: “persona capace di simulare innocenza o semplicità, di fingere di non capire o fingersi del tutto estraneo ad una faccenda in cui si è più o meno immischiati”. E ancora Lino Ciuffreda: “Può un politico come Castello, che da venti anni siede in Consiglio Comunale, definirsi ingenuo?”.
Lo fa solo “per non pagare il sale”!
Claudio Castello una domanda netta, che spero abbia una risposta altrettanto netta: hai chiamato ad aiutarti questi personaggi anche alle primarie?
I Chivassesi attendono una risposta!
In una cosa ha ragione Corcione quando afferma che se i magistrati lo vorranno, loro sì potranno accedere agli elenchi dei partecipanti a quella consultazione interna al Centrosinistra e così potranno confrontarla con la risposta, se mai arriverà, data dal Sindaco a quella mia domanda.
Al Sindaco Castello, al Presidente del Consiglio Comunale Gianni Pipino, ai Consiglieri che hanno bocciato la proposta fatta da Claudia Buo di costituirsi parte civile nei processi che presto saranno celebrati nei confronti degli arrestati nell’ambito dell’Operazione “Platinum”, un’ultima domanda: perché siete contrari?
Ve lo chiederemo tutti i giorni ed in tutti i modi!”.
Renato Cambursano
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.