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'Ndrangheta: smantellata rete europea. Raffica di arresti anche a Chivasso e a Volpiano. Tutti i nomi

'Ndrangheta: smantellata rete europea. Raffica di arresti anche a Chivasso e a Volpiano. Tutti i nomi

Dia conferenza

Maxioperazione all'alba contro la 'ndrangheta, con arresti e perquisizioni in diverse regioni d'Italia ma anche in Germania, in Spanga e in Romania. Coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, ed eseguita dalla Dia, ha portato a 33 misure cautelari con accuse, a vario di titolo, di traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, estorsione e altri reati aggravati dalle modalità mafiose. Tra i 44 indagati anche un agente della polizia penitenziaria in servizio al carcere 'Lorusso e Cutugno' di Torino. Sequestri beni per 7 milioni di euro. Un duro colpo alla criminalità organizzata, grazie alla collaborazione tra le forze dell'ordine di Italia, Spagna, Germania e Romania, che hanno smantellato una rete europea di Ndrangheta. Il gruppo faceva capo alla famiglia Giorgi, detti 'Boviciani', di San Luca (Reggio Calabria) i cui affari arrivavano fino a Piemonte, Lombardia, Sardegna, Sicilia e nel Land del Baden - Württemberg, in Germania, dove i proventi del narcotraffico del Sud America venivano investiti in attività di ristorazione, come i locali della catena 'Paganini'. Ristoranti sul lago di Costanza usati per finanziare le cosche, anche con l'evasione fiscale. "Con questa operazione abbiamo imparato tanto su una criminalità che molti non credono esista in Germania", commenta il procuratore capo di Costanza, Johannes George Roth. "Il traffico internazionale che è stato smantellato con questa operazione è straordinario", afferma il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho. Per il procuratore di Torino, Anna Maria Loreto, l'operazione dimostra "che in Piemonte non c'è alcuna zona franca dall'infiltrazione mafiosa" e che ci troviamo difronte ad "una 'ndrangheta che rifugge da gesti eclatanti, che è sempre intenta a far proliferare attività commerciali, che alimentano il circuito mafioso e danneggiano l'economia sana". Ancora una volta il Piemonte si dimostra terreno fertile per le 'ndrine. Le indagini hanno infatti confermato le dichiarazioni rilasciate nel 2016 da un collaboratore di giustizia, Domenico Agresta, imparentato con gli 'Agresta-Marando', accertando l'affiliazione di alcuni personaggi alla locale di Volpiano. Si tratta degli imprenditori Gianfranco Violi, dei fratelli Mario e Giuseppe Vezzana e di Domenico Aspromonte, che attraverso un sistema di società e attività imprenditoriali gestivano il patrimonio di origine illecita della famiglia Agresta. Al servizio di Violi c'era anche Andrea Aurora, prestanome: 5 le società nel campo dell'edilizia sequestrate, tra cui la 'G.P.Immobiliare' la 'General Costruzione', due locali, il 'Caffè Millechicchi' e il 'Vip's' di Torino e una tabaccheria a Volpiano (Torino). Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, sottolinea come "i numerosi sequestri preventivi eseguiti evidenzino l'importanza di agire efficacemente contro la forza pervasiva dei sodalizi criminali che infiltrano l'economia legale e tentano di acquisire il consenso sociale sui territori". Nicola Morra, presidente commissione Antimafia si chiede invece per "quanto ancora si voglia sottovalutare il problema", evidenziando che in campo c'è una "forza criminale che non solo ha monopolizzato un territorio e lo ha asservito ai suoi fini criminali, ma ha una impressionante forza economica con cui risulta capace di espandersi ovunque in Europa".

di Andrea Doi

  L’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata dalla Dia a: Gianfranco Violi, 1976 Volpiano; Caterina Cosenza, 1980 Volpiano; Albino Comandù, 1955 Barbania; Andrea Aurora, 1990 Settimo Torinese; Emanuele Vitale, 1958 Rivalta; Fabrizio Vitale, 1988 Rivalta; Salvatore Violi, 1947 Platì; Maria Carbone, 1953, Platì; Giovanni Paciolla, 1982 San Mauro Torinese; Giuseppe Vazzana, 1965 Chivasso; Mario Vazzana, 1962 Volpiano; Domenico Aspromonte, 1974 Volpiano; Domenico Giorgi, 1963 San Luca; Francesco Giorgi, 1976 San Luca; Giovanni Giorgi, 1972 Bovalino; Sebastiano Giorgi, 1973 San Luca; Giuseppe Romeo, 1986 Locri; Walter Cesare Marvelli, 1983 Rivalta; Antonio Giorgi, 1986 Bovalino; Antonio Giorgi, 1990 San Luca; Domenico Giorgi, 1982 Bovalino; Iolanda Giorgi, 1987 San Luca; Maria Giorgi, 1976 Bovalino; Caterina Signati, 1972 San Luca; Salvatore Giorgi, 1989 Germania; Francesco Giorgi, 1985 Bovalino; Sebastiano Signati, 1976 Germania; Piero Filippo Colacicco, 1979 Volvera; Domenico Napoli, 1986 Caulonia; Pietro Parisi, 1980 Alghero; Vincenzo Smimmo, 1968 Alghero; Luciano Vacca, 1973 Furtei; Mario Piredda, 1965 Sassari; Ubaldo Piredda, 1997 Sassari; Fabio Cardella, 1975 Piossasco; Angelo Lucarini, 1973 Grugliasco; Stefano Sanna, 1992 Cagliari; RobertoSchirru, 1988 San Sperate; Marinella Matta, 1953 Cagliari; Valentina Murgia, 1993 Cagliari; Giorgis Fadda, 1992 San Sperate; Emanuele Piras, 1986 San Sperate.  

I telefoni i cellulari criptati  anche per i terroristi

Con un sitema chiamato “cryptech” non c'è nessuna possibilità di intercettazione. In questo modo le cosche hanno evitato, per quasi 10 anni, di essere individuati dalle forze dell’ordine, utilizzando cellulari abilitatati. Telefoni che i boss avevano posto in vendita sul mercato nero e per i quali avrebbero manifestato interesse anche gruppi di terroristi internazionali.“Cryptech” è un potente algoritmo che protegge le parole dalle intercettazioni di qualsiasi tipo. Tutto il procedimento avviene in modo rapido, semplice e intuitivo. La banda larga, poi, offerta dalle reti mobili permette di fornire un’ottima qualità della voce. La tecnologia di cifratura della voce adottata dagli ‘ ndranghetisti consente di mantenere l’anonimato della telefonata, poiché non avviene come connessione telefonica, bensì tramite una connessione internet. La cifratura della telefonata avviene nei due telefoni, quindi anche un ipotetico attacco sul server non porta ad altro che a un flusso cifrato di dati. Questi sistemi e telefoni abilitati, sono stati trovati dalla Dia in un covo ad Alessandria.
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