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CHIVASSO. Nucleare, Fluttero: «Il deposito si deve fare... ma l’area chivassese non è adatta»

CHIVASSO. Nucleare, Fluttero: «Il deposito si deve fare... ma l’area chivassese non è adatta»

Andrea Fluttero

Tra le voci che si sono levate dopo la notizia che tra le 67 aree “potenzialmente idonee” delineate sulla carta Cnapi ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, c’è anche quella compresa nel triangolo tra Rondissone-Mazze-Caluso, c’è anche quella di Andrea Fluttero.

L’ex sindaco di Chivasso, già consigliere provinciale e regionale, oltre che senatore della Repubblica, è stato segretario della Commissione ambiente del Senato dal 2006 al 2011. Dal 2013 è consulente libero professionista nel settore della green economy.

«L’elenco dei siti potenzialmente idonei era pronto dal 2015 ed i Governi Renzi, Gentiloni e Conte hanno perso anni di tempo prezioso per far partire la procedura per scegliere il luogo dove costruire il deposito nazionale nucleare - spiega Fluttero -. La procedura è prevista dal D.lgs 31 del 2010 e garantisce un lungo periodo di confronto pubblico che inizia ora».

«Come italiani - prosegue l’ex sindaco di Chivasso - abbiamo l’obiettivo di realizzare questo deposito per conferire in sicurezza tutto il materiale proveniente dallo smontaggio definitivo delle tre centrali nucleari ferme dopo il referendum del 1987 e il materiale radioattivo proveniente annualmente dalle industrie e dalla sanità. Come piemontesi, ed ancor di più come chivassesi, abbiamo l’interesse a che si realizzi questo deposito per poter finalmente smontare i siti di Saluggia e Trino che ci sono vicini».

«Tra le 67 aree individuate è molto probabile che quella tra Mazzè, Rondissone e Caluso non sia adatta per tale localizzazione e quindi nelle fasi di consultazione le autorità del territorio dovranno mettere in evidenza tali aspetti con un atteggiamento rigoroso e serio, ma senza drammatizzazioni. E’ infatti importantissimo - aggiunge - non demonizzare il deposito in questione, sia perché avendo visto di persona quello francese, posso affermare che si tratta davvero di una struttura di una semplicità disarmante e di una sicurezza intrinseca elevatissima e sia perché se noi lo demonizziamo difficilmente altri territori idonei lo accetteranno».

«Il risultato - conclude Fluttero - sarà che senza deposito ci terremo ancora per molto tempo i siti di Saluggia e Trino, quelli sì, con il loro carico di rischi a due passi da casa nostra».

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