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18 Novembre 2020 - 11:51
La nuova ondata di contagi da Coronavirus sta mettendo a dura prova tutto il Paese, sia per quello che riguarda l’emergenza sanitaria, che per le grandi difficoltà che stanno mettendo in ginocchio l’economia e per le drammatiche ripercussioni sul tessuto sociale. La nostra città non è esente dai problemi e un baluardo importante, un punto di riferimento imprescindibile per molti chivassesi, sono i nostri Parroci, che spesso sono i primi a ricevere le richieste di aiuto dei più fragili, di chi è solo e non riesce ad affrontare questo momento così drammatico. Insieme agli altri sacerdoti chivassesi, Don Gianpiero Valerio si occupa delle comunità parrocchiali della nostra città ed in questi difficili mesi non ha mai fatto mancare il suo supporto ai fedeli.
Come stanno affrontando la pandemia la parrocchia della Madonna del Santo Rosario e la cappellania dei Torassi?
“Le due comunità stanno affrontando la pandemia nel pieno rispetto delle direttive emanate in maggio – ha raccontato Don Gianpiero -. I volontari prima delle funzioni o degli incontri di preghiera procedono con il controllo della temperatura e igienizzazione delle mani. Durante le funzioni e all’uscita verificano costantemente il rispetto delle regole. Anche il Coro nelle varie messe, con gran fatica, cerca di rispettare le regole e posso garantire che non è affatto facile cantare a due metri di distanza e con le mascherine!!”.
Rimangono attive le iniziative parrocchiali? Il Catechismo prosegue oppure è sospeso e così le attività dell’Oratorio?
“Allo stato attuale l’Oratorio e il Catechismo sono sospesi poiché oltre alla pandemia si somma il restauro in corso della chiesa della Madonna del Santo Rosario, per rimettere in sicurezza il soffitto. Nonostante la situazione di precarietà continuiamo con le attività caritatevoli del banco alimentare, della San Vincenzo, con i momenti di preghiera dei gruppi del Rinnovamento, con gli incontri degli animatori e dei catechisti, quest’ultimi spesso da remoto. Come anticipato ai genitori dei bambini del Catechismo, insieme con i miei collaboratori, stiamo cercando di trovare soluzioni nuove per gli incontri di preparazione. Questa pandemia ci ha fatto capire tante cose, ma riteniamo opportuno ripartire dalla partecipazione alla Messa di tutta la famiglia la domenica. Stiamo quindi sensibilizzando le famiglie a partecipare assiduamente, sia alla funzione del sabato sera, prefestiva, dedicata ai bambini delle elementari, sia a quelle della domenica sera, con i ragazzi delle medie e post Cresima. Il nostro obbiettivo è quello di stabilire nuove relazioni fra la parrocchia e le famiglie. Il Catechismo e l’animazione non devono essere viste solo come competenza del sacerdote e del suo staff, ma devono coinvolgere le famiglie”.
Qual è l’umore dei parrocchiani? Sono preoccupati? Hanno paura? Temono di più per la salute oppure per il loro futuro dal punto di vista economico?
“Non ho rilevato criticità e preoccupazioni più elevate rispetto a quanto emerge dalle televisioni o dalla stampa. Noto che le persone più anziane stanno aumentando le occasioni di preghiera, pregano tanto per i giovani e le famiglie bisognose. Se devo fare un’attenta analisi noto che le famiglie giovani sono più preoccupate e smarrite, spesso travolte dalle emergenze quotidiane come le lezioni a distanza, le quarantene fiduciarie e così via: sicuramente sono più esposte attraverso il lavoro e la scuola a possibili contatti. Viceversa le persone anziane le trovo molto attente alle regole e fiduciose, attraverso la preghiera, che la situazione migliori”.
Sono molte le famiglie che soffrono dal punto di vista economico?
“Confermo che la situazione del nostro quartiere era già critica dal punto di vista economico e questa pandemia ci sta facendo conoscere ulteriori casi di difficoltà”.
C’è tanta preoccupazione per il futuro, con particolare riguardo per il lavoro?
“Sicuramente! Sento parlare fra i miei parrocchiani di situazioni lavorative in bilico, licenziamenti, casse integrazioni. Penso però che il Covid abbia solo acutizzato situazioni precarie e critiche che esistevano già in precedenza”.
Qual è il suo messaggio rivolto, non solo ai suoi parrocchiani , ma a tutti i chivassesi?
“Li vorrei invitare ad avere rispetto delle regole perché ciò significa rispettare e amare il prossimo; avere pazienza perché come tutte le cose negative passeranno; infine avere soprattutto fiducia in Cristo risorto. Stiamo affrontando un periodo critico e complicato, ma in questa consapevolezza dobbiamo sfruttare questo tempo per impegnarci a cambiare le cose fortemente, ad osservare le cose da un altro punto di vista. Questo periodo di distanze deve aiutarci a riscoprire il dialogo nelle famiglie, deve farci riflettere sulle fragilità umane. Ripartiamo dalla preghiera privata e condivisa con i nostri familiari, riscopriamo il valore della carità , riportiamo al centro della nostra vita Dio. Sono consapevole che a parole tutto è semplice, ma un tizio diceva che ‘se uno è in Cristo è una creatura nuova’: le cose di prima sono passate, ma ecco ne sono nate di nuove. Questo tizio si chiamava San Paolo. Carissimi, direi che allora la cosa fondamentale è quella di riscoprire Cristo attraverso la preghiera, solo Lui potrà indicarci la strada per continuare il nostro cammino di Fede, una Fede rinnovata e rispolverata dai rancori e dagli egoismi del passato”.
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