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CHIVASSO. I piatti di melamina erano un rischio “non quantificabile”

CHIVASSO. I piatti di melamina erano un rischio “non quantificabile”

Claudio Castello, sindaco di Chivasso

Le mense delle scuole di Chivasso saranno completamente “plastic free”. Lo ha annunciato ufficialmente il sindaco Claudio Castello ai genitori che compongono la Commissione Mensa, nell’incontro di martedì 5 novembre a Palazzo Santa Chiara. Non solo non ci saranno più i piatti in melamina, ma anche i bicchieri (oggi in plastica usa e getta che dovevano essere sostituiti con uno in materiale compostabile, il che non aveva suscitato allarmismi in quanto i bicchieri sarebbero stati utilizzati per contenere l’acqua, quindi una bevanda non calda) verranno sostituiti con quelli in vetro. Un’inversione di rotta a 360° che porterà le mense scolastiche chivassesi fra quelle che, sempre di più in Italia, stanno scegliendo materiali con le minori controindicazioni possibili per la salute dei bambini. “Non vogliamo più sentir parlare di plastica – ha detto Castello -: abbiamo deciso di utilizzare piatti in arcopal, un vetro particolarmente resistente, e ritengo che sia la scelta migliore. Non appena nella riunione del 19 settembre scorso i genitori hanno palesato i loro timori, ho subito stoppato l’introduzione delle stoviglie in melamina ed ero sicuro che le alternative possibili ci fossero. Non mi convinceva la ceramica, ed ecco perché parlavo di un problema ergonomico: i piatti risulterebbero troppo pesanti per i bambini. Invece, quelli che abbiamo scelto sono estremamente leggeri. Euroristorazione, che gestisce la mensa, fin da subito si è resa disponibile per cercare una soluzione diversa e ringrazio la Struttura per le ricerche svolte che ci hanno portato a questo risultato. La tariffa del pasto non cambierà assolutamente e adesso verificheremo l’utilizzo nelle scuole di diverso grado e poi applicheremo eventuali correttivi. Questa Amministrazione è sempre sensibile ai problemi di carattere ambientale ed abbiamo accolto il messaggio di timore delle mamme”. Castello ribadisce comunque che il Consiglio regionale ha rassicurato sulla congruità alla normativa vigente dei piatti in melamina, ma ha aggiustato il tiro sulle “preoccupazioni emerse per le notizie trovate in rete” di cui si parlava in un comunicato dell’Amministrazione, dicendo che “alcune mamme hanno effettuato una ricerca attenta dei dati”.

I piatti, come è stato annunciato, inizieranno ad essere utilizzati probabilmente a partire dalla scuola “Alessandro Dasso” (Blatta), dove sono presenti tutti e tre i gradi di istruzione: per i bambini del Nido e della Materna il problema non sussiste perché vengono serviti mentre sono seduti, mentre le verifiche delle nuove stoviglie andranno fatte soprattutto per i bambini di prima e seconda elementare, i più piccoli. Ricordiamo, infatti, che le mense scolastiche utilizzano linee self-service e che i bambini posano i piatti su un vassoio che ora sarà zigrinato ed antiscivolo.

I piatti scelti sono di un marchio francese perché, rispetto a quelli italiani che sono stati valutati, hanno il pregio di essere più leggeri: 363 gr il piano e 370 gr il fondo.

Credo che la morale di questa vicenda, che a tratti ha visto uno scontro anche forte fra genitori ed Amministrazione, possa essere ben riassunta dalle conclusioni dello studio “Possibili rischi per la salute derivanti dalla contaminazione degli alimenti per migrazione di composti dai contenitori di plastica” (agosto 2014) della dottoressa Michela Padovani, biologo nutrizionista, che venne intervistata dalla trasmissione Report, ancora condotta da Milena Gabannelli, nella puntata dedicata alla plastica (“Le età della plastica”):  I fattori ambientali giocano indiscutibilmente un ruolo fondamentale nel determinare la salute ed il benessere degli individui e soprattutto dei bambini. Sempre maggiori evidenze scientifiche indicano come i bambini, che comprendono più di un terzo della popolazione mondiale, rappresentano la fascia di popolazione più sensibile e vulnerabile a livello globale e che i fattori ambientali possano influenzare la loro salute in modo diverso dalla salute degli adulti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che più di un terzo delle patologie che si sviluppano nei bambini possano essere attribuite a fattori ambientali e quindi potenzialmente evitabili.

Le fasi di maturazione ed accrescimento che si verificano dal concepimento fino all’adolescenza, caratterizzate da una crescita esponenziale e dalla maturazione dei processi fisiologici, metabolici e comportamentali sono sicuramente le più delicate e critiche per la salute futura. Ogni singola fase di sviluppo è caratterizzata da una diversa suscettibilità nei confronti dei possibili insulti ambientali, questi stadi sono infatti definiti anche ‘finestre critiche di suscettibilità espositiva’. La possibile perturbazione di questi equilibri a seguito di un’esposizione a sostanze chimiche ambientali, è certamente da evitare per la salvaguardia della loro salute futura. Prevenire l’esposizione dei bambini a tale sostanze dev’essere un obiettivo di primario interesse della sanità pubblica. Oltretutto è noto come la maggior parte delle sostanze potenzialmente pericolose per la salute (tra cui anche quelle di natura plastica) non sono state adeguatamente testate in studi di tossicità o cancerogenicità a lungo termine e soprattutto non sono state adeguatamente valutate per la potenziale tossicità nei bambini.

Sulla base di quanto riportato nel presente resoconto è sicuramente sconsigliabile l’utilizzo di contenitori di plastica (in particolare di resine di melammina e policarbonato) per la consumazione dei pasti nelle mense dei bambini in età scolare.

E’ universalmente riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come i bambini, dal concepimento fino alla sviluppo riproduttivo, siano in una fase di intensa e costante maturazione e crescita cellulare, che li rende organismi più deboli e vulnerabili nei confronti di qualsiasi insulto ambientale e per questo motivo necessitano di una maggiore protezione da parte degli adulti in genere e delle istituzioni scolastiche in particolare. La conoscenza di questo stato di maggiore vulnerabilità determina l’esigenza di mettere in atto il Principio di Precauzione, ovvero misure di prevenzione cautelative massime, anche in presenza del sospetto di un rischio non completamente quantificabile”.

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