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19 Luglio 2019 - 17:37
tribunale di Ivrea
Dopo oltre un anno è stato archiviato il procedimento penale relativo alla vicenda dei presunti maltrattamenti ai danni dei bambini della scuola materna di frazione Boschetto. Il gip dott.ssa Cugge ha accolto integralmente la richiesta di archiviazione formulata dal PM dott.ssa Molinari all’esito di approfondite indagini.
Il procedimento era sorto a seguito di una segnalazione ai Carabinieri di Chivasso da parte di alcuni genitori, i quali lamentavano metodi troppo aggressivi da parte di una Maestra nei confronti dei loro figli. In concomitanza con la segnalazione alle forze dell’ordine, alcuni genitori decidevano di inscenare una plateale protesta, affiggendo nei pressi della scuola alcuni manifesti con slogan che inneggiavano al diritto ad un’educazione autentica e qualificata.
In realtà, fin da subito, gran parte dei genitori della scuola materna di Boschetto si dissociarono dal gesto poiché ritenevano l’insegnante incriminata un soggetto disponibile e professionale, attenta alle esigenze dei bambini e immune da connotati di aggressività. Giudizi che sono stati ribaditi sia nell’ambito del procedimento disciplinare, sia nel corso delle indagini dai genitori degli allievi, e anche dal personale docente che - in passato - aveva collaborato a stretto contatto con l’insegnante indagata.
Le indagini hanno appurato che nessuna violenza fisica è stata perpetrata nei confronti dei minori, smentendo categoricamente quanto era stato segnalato circa le presunte sculacciate. Rispetto alle urla, invece, le indagini hanno chiarito che altro non erano che la modalità di espressione della Maestra, la quale aveva un “timbro di voce” più alto della media. Una modalità espressiva che, probabilmente, in alcune circostanze, è risultata inopportuna per minori di età compresa fra i tre e i sei anni, la quale tuttavia non aveva alcun carattere di aggressività o pericolosità per lo sviluppo dei minori.
Il pubblico ministero, nella richiesta di archiviazione, si esprime in maniera estremamente chiara laddove ritiene che “la Maestra, seppur in alcuni casi con parole o modalità poco opportune, ha agito in buona fede e per la sola finalità educativa”, sottolineando peraltro che il tono di voce utilizzato dalla maestra della Maestra era il medesimo sia nei confronti degli alunni che nei confronti dei colleghi.
Avvocato: “resta il rammarico e la delusione in capo alla Maestra per le infamanti accuse che le sono state rivolte, le quali hanno provocato una ferita profonda e ancora aperta, difficile da rimarginare in tempi brevi. Tuttavia, la fiducia nella Giustizia riposta dalla mia assistita, fin dall’inizio del procedimento, rappresenta il punto di partenza per riprendere quella che ha sempre ritenuto una missione di vita: l’insegnamento”.
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