CERES - VIU'. Le comunità energetiche sono un esperimento ancora in fase preliminare.Un’idea “in fase esplorativa” per citare il sindaco di Viù, DanielaMajrano.E quindi, tanto vale capirci qualcosa in più, e farlo tutti assieme.
Per questo motivo, i cittadini di Ceres e Viù si sono ritrovati, rispettivamente venerdì e sabato, coi loro sindaci e coi tecnici di Albatros.
Albatros è la società di consulenza a cui i due Comuni si sono affidati per elaborare degli studi di fattibilità in merito al funzionamento di un’eventuale comunità energetica. “La ‘comunità energetica’ è un’espressione ancora un po’ astratta, e noi vorremmo invece capire qualcosa nel concreto”.
In queste parole, con cui DavideEboli, primo cittadino ceresino, ha introdotto l’incontro tra i cittadini e Albatros c’è tutto lo spirito del convegno.A rispondere a questa esigenza ci ha pensato AndreaPrato, di Albatros, aiutato dal parere tecnico degli ingegneri che fanno parte della scoietà.
“In questo momento - ha spiegato Prato - c’è una crisi relativa al prezzo più che alla quantità di gas”.
Un prezzo che viene fatto lievitare dalle attività speculative della borsa di Amsterdam, e che rischia di far collassare l’intero sistema produttivo italiano così come i bilanci degli enti pubblici.
Bollette impazzite, spegnimento dei monumenti, efficientamento energetico. Privati ed enti pubblici ci si aggrappano come ci si aggrappa all’ultima speranza. I Comuni hanno iniziato ad adoperare gli avanzi di amministrazione per colmare le voci di spesa che hanno a che fare con l’energia.
I privati chiudono i battenti. Da questa emergenza, con l’obiettivo di risolverla, deve nascere un’alternativa radicale, che possa aiutare tutti a uscirne fuori.“E la comunità energetica - non aveva dubbi Prato - è una delle poche opportunità che lo Stato dà alle piccole realtà come Ceres per affrontare questa crisi”. Che, attenzione, non è soltato economica.Ma anche, e nel prossimo futuro ce ne accorgeremo, ambientale.
Le fonti fossili non sono più sostenibili. E infatti, il primo pilastro di una comunità energetica sono le rinnovabili.In primis i pannelli solari. Prendiamo l’esempio di Ceres: Albatros ha mappato tutti i possibili punti dove installare dei nuovi pannelli solari.
In tutto, con l’energia del sole sarebbe possibile produrre 593 kW di energia.Ben al di sotto del fabbisogno del Comune delle Valli, ma comunque un ottimo punto di partenza.
A produrre questa energia sarebbero i membri della nuova comunità: il Comune, le imprese e i privati cittadini con i loro impianti. Si chiameranno prosumers, cioè l’unione di producers (produttori) e consumers (consumatori).
Nome dovuto al fatto che, evidentemente, chi produce energia tramite pannelli sarà il primo ad utilizzarla. La comunità energetica entra in gioco, però, quandol’energia che produce eccede rispetto al fabbisogno domestico.
In quel caso, il prosumer potrà cedere alla comunità l’energia rimanente, ovviamente guadagnandoci. Oltre ai prosumers, il secondo “personaggio” della comunità energetica è il consumer, cioè colui che, iscritto alla Comunità, si limita a consumare l’energia che viene prodotta.
Consumatore e produttore avranno in comune gli incentivi che verranno loro erogati per il fatto di stare in comunità energetica. In sostanza, secondo quanto descritto da Albatros, chi ci entra non potrà che guadagnarci.
L’obiettivo a lungo termine è quello di produrre e consumare energia inloco, distaccandosi dalla rete, che non fa altro che fornire energia ad alto costo e soggetta alle fluttuazioni del mercato finanziario. La nuova comunità energetica verrebbe realizzata adottando una forma associativa che non includa lo scopo di lucro: associazione, cooperativa, ecc.
La realizzazione è prevista sul lungo periodo, anche se serve fare presto. Eboli ha raccontato di bollette a carico del Comune che oscillanotra i 18mila e i 24mila euro. Troppi per una piccola realtà amministrativa come quella ceresina.
I Comuni di Viù e di ceres ha già pubblicato la manifestazione di interesse per capire chi, tra i cittadini, fosse interessato al progetto. L’obiettivo è capire quanto successo potrebbe avere il progetto. Superato questo scoglio, bisognerà poi solo aprire le danze.
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