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01 Settembre 2021 - 17:40
Da sinistra verso destra: Tina Assalto (sindaco di Lanzo Torinese), Daniela Majrano (sindaco di Viù) e Davide Eboli (sindaco di Ceres)
VALLI DI LANZO. I sindaci delle Valli di Lanzo sono concordi sull’affermare la bontà dell’iniziativa lanciata dalla Regione Piemonte per ripopolare la montagna. Ma c’è un ma. Ed è la necessità di non lavorare eslusivamente sui nuovi residenti, ma anche sull’offerta di servizi. «Certamente quest’iniziativa avrà la sua utilità, ma non so francamente quanto sarà applicabile - commenta Tina Assalto, sindaco di Lanzo -. La gente si può spostare a venire ad abitare in aree più decentrate, ma lo fa se la montagna può garantire servizi, viabilità, possibilità occupazionale.
L’iniziativa è buona, è chiaro, ma bisogna lavorare su tanti fronti, ad esempio sui collegamenti con la città, sulle connessioni internet, sull’offerta di servizi sanitari. È difficile immaginare che tutti vengano a vivere in montagna e aprano un negozio, magari! Può anche capitare, ma non è la regola. Certo la pandemia ha insegnato che aree come le nostre sono più vivibili, hanno dimensioni dei rapporti umani più praticabili, insomma da noi si vive in un’altra maniera.
Ma se non agisci sui servizi, non puoi sperare che accadano grandi cose. Poi per carità, in questi mesi la maggiore richiesta di residenze nelle nostre zone ci racconta qualche cosa, ci racconta che qualcosa sta cambiando. Ma non dimentichiamoci che i servizi ci devono essere».
Un po’ più ottimista Daniela Majrano, vice presidente dell’Unione Montana Alpi Graie nonché sindaco di Viù: «Per noi è una buona iniziativa - dice -. Abbiamo letto la documentazione e ci sembra anche abbastanza ben governata, con paletti che farebbero in modo di evitare che la cosa si trasformi in una facilitazione alle residenze fittizie.
Poi chiaramente è difficile prevedere l’imprevedibile, ovvero come effettivamente si svolgerà: i furbetti ci sono sempre ma l’impatto lo potremo valutare soltanto più avanti. Credo comunque sia il momento giusto per partire con un’iniziativa di questo tipo, effettivamente c’è richiesta di uscire dalle città. Certo il presupposto imprescindibile sono i servizi. Noi come area interna qualche vantaggio in più ce l’abbiamo, una serie di interventi sui servizi già li abbiamo previsti. E, per dirne una, a Viù è anche arrivata la fibra...».
Concorda Davide Eboli, primo cittadino di Ceres. «Sono convinto sia un’iniziativa importante, qualsiasi cosa si faccia per la montagna serve a smuovere la situazione - conclude -. Personalmente ho sentito parecchie persone interessate a capire come prendere parte al bando. Ora che la fibra è arrivata in paese, molti ci stanno contattando perché pensano concretamente di poter cambiare vita, di poter vivere in montagna con i servizi essenziali che offriamo. La carenza principale rimane quella dei trasporti, serve un treno che in un’ora permetta di partire da Ceres e arrivare a Torino. Con un treno così, sono convinto che molti paesi potrebbero raddoppiare se non triplicare i residenti. L’iniziativa insomma è positiva ma dev’essere costruita insieme ad altri servizi che possano realmente incentivare le persone a venire a vivere in montagna. Poi lo sappiamo, quando aumentano i residenti aumentano anche le possibilità di garantire dei servizi che riescono a stare in piedi da soli».
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