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CASTIGLIONE. La collina chiede Gronda Est e Metro 2 a Città Metropolitana

CASTIGLIONE. La collina chiede Gronda Est  e Metro 2 a Città Metropolitana

in foto, Jacopo Suppo, vice sindaco della Città Metro, ha ascoltato i Sindaci

Sono 2800 i km di strade provinciali che Città metropolitana di Torino gestisce, per collegare i 312 Comuni.   Una competenza quella collegata alla viabilità che ha sempore caratterizzato fortemente la Provincia di Torino prima, la Città metropolitana poi: i problemi della sicurezza di automobilisti e pedoni, la necessità di realizzare rotonde, aumentare la manutenzione del manto stradale, limitare la velocità, ma anche costruire nuovi ponti o varianti stradali sono solo alcune delle richieste che puntualmente arrivano dai territori. Un’esigenza di ascolto e confronto che Jacopo Suppo, vicesindaco metropolitano con la delega alle opere pubbliche conosce bene anche nella sua veste di primo cittadino di Condove, in valle di Susa.  Per questo ha deciso di dedicare un appuntamento settimanale all’incontro con i Sindaci, un momento puntuale per ascoltare richieste e segnalazioni su criticità da risolvere, strade da migliorare e rendere più sicure e agevoli da percorrere. Lo scorso martedì 15 febbraio, presso la sala consigliare di Chivasso, si è tenuta una riunione con i sindaci della zona omogenea 10 (Chivassese) ed il vicesindaco di Città Metropolitana Jacopo Suppo.  In quell’occasione, il Sindaco di Castiglione, ringraziando per la disponibilità del Vicesindaco alla presenza ed ascolto attivo delle comunità locali, ha sottoposto alcune criticità legate al nostro territorio che riguardano direttamente città metropolitana. “In primis - precisa il Sindaco di Castiglione, Loris Lovera - la questione legata alla pericolosità ed insostenibilità del traffico pesante lungo la SP122 e quindi la necessità di provvedere alla progettazione e realizzazione di una nuova rete viaria correttamente dimensionata ed integrata nelle nostre bellissime colline: occorre appunto ricordare che nel PUMS (Piano Urbano di Mobilità Sostenibile) questa arteria chiamata “Gronda Est” è già prevista”. Una bretella che dovrebbe partire dal chierese (all’uscita dall’autostrada), passare per Gassino e ricollegarsi con la tangenziale di Torino. Argomento, quest’ultimo, ormai escluso da troppi anni dal dibattito politico, ma che continua a rappresentare per il chierese, per il chivassese e  la collina in particolare, ma per l’intera area metropolitana di Torino in generale, un grave deficit infrastrutturale. La Città Metropolitana di Torino si struttura su un territorio ampio e articolato, che ha bisogno di collegamenti infrastrutturali all’altezza di questa complessità.  L’attuale sistema di tangenziali intorno alla città non soddisfa le esigenze di gran parte della collina, che con la Tangenziale Est (o Gronda est) sarebbe invece finalmente connesso con la Torino Piacenza, la Torino Milano e avrebbe una direttrice anche verso Aosta. Il Chierese e tutto il sistema produttivo ad Est del torinese meritano di essere messi al centro della viabilità di Torino e Piemonte.  Per questo, i sindaci, sono pronti fare squadra per puntare sul progetto. Un qualcosa di fondamentale per tutta l’area della collina. Un progetto che, finalmente, potrebbe anche togliere i tir dalle strade. Ormai, infatti, da anni, i cittadini hanno i camion che passano nei centri cittadini. A Sciolze, a Marentino, a Gassino, in tutti i comuni della collina. Uno dei punti più critici è proprio quello di via Caudana, a Castiglione, dove i residenti, da tempo, lamentano il passagio di camion. Per non parlare di Sciolze dove i camion restano incastrati nelle strade di collina. A preoccupare, quindi, è proprio il continuo passaggio di mezzi pesanti che si inerpicano su per le strade di collina per raggiungere il chierese, passando per Castiglione, Gassino, Sciolze per arrivare, poi, una volta attraversata la collina, fino a Chieri per imboccare l’autostrada. I divieti? Ci sono eccome, ben visibili, come anche le ordinanze dei sindaci che vietano espressamente il passaggio di questi mezzi. Divieti e ordinanze che vengono puntualmente ignorati dagli autusti dei camion che frequentano queste strade. Il rischio è quello di mettere in pericolo gli automobilisti che abitualmente transitano su quelle strade. Siamo in collina, la carreggiata è stretta ed incrociando un tir il rischio di toccarsi è molto alto. Una situazione che crea disagio sia ai residenti che agli autisti dei tir costretti a passare per questo tipo di strade. Strade e lavori Un altro tema sottolineato è la manutenzione della rete viaria della Città Metropolitana, con alcune difficoltà legate agli iter autorizzativi che devono necessariamente prevedere il nulla osta della proprietà della strada interessata. Metro 2 Infine un focus sulla necessità di proseguire la progettazione della linea Metro 2 nel tratto su Pescarito al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini, ridurre carico della mobilità ed impatto ambientale dei trasporti di persone, rivalorizzare l’area della periferia nord di Torino. “Il vicesindaco - spiega Loris Lovera - metropolitano si è fatto carico di queste segnalazioni, asserendo che conosce bene i problemi in quanto li ha vissuti direttamente sulla propria pelle e si impegnerà al massimo per riuscire a trovare delle soluzioni.Accogliamo con piacere questa disponibilità, e faremo certamente tutto quanto ci sarà possibile per cooperare, dare supporto e stimolo a iniziative che vadano nella direzione di efficacia, efficienza e sostenibilità”.
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