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08 Febbraio 2021 - 13:52
La parlamentare Jessica Costanzo
Da lunedì secondo giro di consultazioni, servirebbe un bel colpo di reni”.
Scrive così, sulla sua pagina Facebook, la parlamentare castiglionese, Jessica Costanzo, da molti indicata come vicina al gruppo che fa riferimento all’ex deputato Alessandro Di Battista. Il suo nome, insieme a quello di Nicola Morra, Barbara Lezzi, Bianca Laura Granato, Mattia Crucioli, Raphael Raduzzi, Alvise Maniero, Francesco Forciniti, Pino Cabras fa parte della lista di parlamentari che vorrebbero dalla leadership del Movimento un comportamento più duro nei confronti del nuovo governo tecnico che si insedierà da qui a breve.
E ora? Che fare?
Per la Parlamentare castiglionese è arrivato il momento del “ritorno alle origini”, no al governo tecnico, quindi, e no alle alleanze.
“Al Presidente Mattarella - scrive ancora sul suo profilo Facebook - va riconosciuto il merito di aver fatto tutto il possibile per consentire la nascita di un governo politico, nonostante la nostra buona volontà anche eccessiva, purtroppo non è stato possibile. Il gioco ricattatorio di Renzi è parso fin da subito più che calcolato: far fuori Conte e il M5S con il beneplacito di chi conta e di chi informa. Comunque vada occorre riconoscere che sebbene Giuseppe Conte non sia stato né eletto, né quello che gli italiani si sarebbero aspettati dalla scena politica, avremmo avuto ancora maledettamente bisogno di lui. E adesso? È l’occasione da non perdere per un ritorno alle origini, ma soprattutto alla coerenza. Come dovrò votare quando ci faranno credere che c’è qualche osso anche per noi?”.
Insomma, una linea in netto contrasto con quanto dichiarato, negli ultimi giorni, dal reggente del Movimento, Vito Crimi che ha più volte aperto all’ingresso dei grillini nel nuovo governo di Mario Draghi.
Eppure, però, negli ultimi tempi, non è la prima volta che la Costanzo porta scompiglio all’interno del Movimento.
Una moneta complementare e il “No” ai prestiti del Recovery Plan, erano state queste alcune delle proposte, bizzarre (?!), messe in campo dalla parlamentare pentastellata castiglionese, Jessica Costanzo, insieme ad altri 12 colleghi del Movimento 5 Stelle, qualche settimana fa. Insomma, un modo come un altro per tornare al vecchio e sano antieuropeismo del 5 Stelle delle origini che poneva le basi per una possibile uscita dall’euro e rifiutava i prestiti messi in campo dall’Unione Europea per superare la crisi.
Chissà se la Costanzo porterà le sue proposte sul tavolo dell’ex Presidente della Banca Centrale Europea.
Ce lo vediamo già, Mario Draghi, mentre sente parlare di “monete complementare” e “rifiuto dei prestiti del Recovery Plan”.
Nel primo caso, potrebbe rispondere come fece nel 2017: “Nessun Paese può introdurre una propria moneta: la moneta dell’eurozona è l’euro”. Nel secondo caso potrebbe anche solo mettersi a ridere.
In ogni caso, nelle prossime ore, capiremo se i parlamentari vicini ad Alessandro Di Battista (compresa la Costanzo) voteranno la fiducia al nuovo governo Draghi o se, invece, praticheranno la strada della scissione e, quindi, dell’uscita dal Movimento.
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