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25 Gennaio 2021 - 17:47
La parlamentare Jessica Costanzo
Anche questa settimana occorre tornare sulle fantasiose proposte della deputata del Movimento 5 Stelle, Jessica Costanzo. La scorsa settimana, infatti, avevamo raccontato del documento sottoscritto dalla parlamentare castiglionese insieme ad altri 12 colleghi di partito. Una moneta complementare e il “No” ai prestiti del Recovery Plan, queste alcune delle proposte, bizzarre (?!), messe in campo dalla Costanzo. In questi giorni, sui social, prima di bloccare l’autore dell’articolo su Facebook (in pieno stile asilo Mariuccia) la parlamentare ha provato a spiegare la profondità delle sue proposte.
“Mi trovo costretta a smentire i contenuti del suo articolo - scrive - brandendo in mano la massima autorità linguistica del nostro Paese e come tale, spero, inappellabile. L’enciclopedia Treccani infatti, alla voce “complementare” del suo dizionario on-line scandisce “che serve di complemento, cioè di completamento, di integrazione”. Confondere dunque l’aggettivo “sostitutivo” con l’aggettivo “complementare”, in riferimento alla moneta con cui insieme ad altri parlamentari vorremmo far circolare nuova liquidità nel sistema, è un errore marchiano”.
Insomma, la parlamentare vuole raccontarci che una moneta complementare NAZIONALE sia solo un qualcosa da affiancare all’euro e non l’anticamera per uscirne. Eppure, in tutte le proposte di “Moneta complementare” scritte dai 5 Stelle, in Italia, si parla della moneta complementare come uno strumento per riacquisire quella sovranità monetaria che l’Europa, brutta e cattiva, ci avrebbe rubato. Anche perché, altrimenti, a cosa servirebbe questa moneta complementare? Come facciamo circolare nuova liquidità? Con l’euro paghiamo la spesa e con la nuova moneta l’abbigliamento? Mah, questo la parlamentare non lo spiega. Nella seconda parte del documento presentato insieme ad altri colleghi del 5 Stelle, poi, la deputata spiega come l’Italia dovrebbe rifiutare i prestiti del Recovery Fund sostituendoli con l’emissione di titoli di Stato italiani che, conti alla mano, ci costerebbero un bel po’ di più e farebbero aumentare il già mostruoso debito italiano. Ma, evidentemente, questo interessa poco alla Costanzo. La settimana scorsa, infine, avevamo scritto che queste proposte, si inserivano nel solco del tipico antieuropeismo che forgiava il Movimento delle origini quando chiedeva di uscire dall’Euro. La Costanzo ci ha risposto dicendoci che è tutto frutto di un banale pregiudizio. Eppure, nel 2018, con il primo governo Conte, era proprio lei a condividere, sui social, riflessioni che oggi vanno per la maggiore tra gli ambienti antieuropeisti e antieuro.
“Il premio Nobel per l’economia (Joseph Stiglitz, ndr) - scriveva la Costanzo due anni fa - rivela che questa Europa è costruita su misura per favorire la Germania! Altro che “Unione”! Ora finalmente in Italia abbiamo un governo che fa gli interessi del proprio Paese (senza danneggiare altri), non quelli della Germania. Per questo ci ostacolano”.
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