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18 Gennaio 2021 - 12:01
La parlamentare Jessica Costanzo
Una moneta complementare e il “No” ai prestiti del Recovery Plan, sono queste alcune delle proposte, bizzarre (?!), messe in campo dalla parlamentare pentastellata castiglionese, Jessica Costanzo, insieme ad altri 12 colleghi del Movimento 5 Stelle. Insomma, torniamo al vecchio e sano antieuropeismo del 5 Stelle delle origini che pone le basi per una possibile uscita dall’euro e rifiuta i prestiti messi in campo dall’Unione Europea per superare la crisi.
Un cambio di passo nel Movimento è necessario: lo chiedono diversi deputati (tra cui la Costanzo) e senatori del Movimento in un documento presentato in assemblea congiunta. Resettare i vertici del Movimento 5 Stelle, introdurre una moneta complementare in Italia. Questi alcuni dei punti contenuti in un documento presentato dal deputato Pino Cabras in assemblea M5S e sottoscritto da alcuni parlamentari (Cabras, Maniero, Costanzo, Volpi, Romaniello, Crucioli, Granato, Vanin, Angrisani). Nel testo, tra l’altro, si chiede di non ricorrere ai prestiti del Recovery Fund.
Il capo politico Vito Crimi avrebbe usato parole dure per commentare il documento: “Sono basito”, ha esclamato Crimi. “Questo cosa vuol dire, che non voterete il governo se non saranno soddisfatte tutte le richieste? Vuol dire che i responsabili anziché 15 devono essere 20?”, ha domandato Crimi. “Cosa dovrò dire alle altre forze politiche?”.
Un cambio di passo nel Movimento è necessario, occorre chiarire gli obiettivi che il M5S può sottoscrivere in un eventuale contratto, avrebbero chiesto. “L’organizzazione verticistica non funziona”, ha detto Cabras passando in rassegna i punti in cui si articola il documento. Tra le richieste anche la ripresa immediata delle lezioni in classe, per quanto riguarda la scuola; formalizzazione del no al Mes; introduzione della Partita Iva di cittadinanza; ricalibratura del sistema sanitario nazionale.
Qualcuno domanda: “Come potremmo affrontare una eventuale campagna elettorale senza un nostro direttivo? Urge una struttura organizzativa”. Simone Valente suggerisce di “rafforzare la squadra di governo”. “O Conte o elezioni”, il parere di Paolo Ficara. Il collega Davide Zanichelli invece sostiene che bisogna “ridurre al minimo il cambio dei nostri ministri”, mentre per i sottosegretari si deve “procedere alle sostituzioni dando valore e precedenza alle competenze”.
Critiche al documento arrivano anche da parte dei parlamentari M5S. Il deputato Luigi Iovino prova a fare da paciere: “Sicuramente i colleghi che hanno firmato quel documento sono in buona fede ma oggi non è il momento di avanzare queste pretese... altrimenti passa il messaggio che siamo come bambini che prendono il pallone e se lo portano a casa...”. Usano parole dure per commentare l’iniziativa dei 13 anche i deputati Nardo Marino e Gilda Sportiello: “Dovevate prima confrontarvi col gruppo... non avete capito la situazione in cui ci troviamo”. Alcuni dei firmatari, come Cristian Romaniello e Orietta Vanin, sono intervenuti per ribadire il loro pieno sostegno a Conte, precisando che il documento non voleva essere un ‘ultimatum’. Crimi ha ringraziato chi, tra i sottoscrittori del documento, ha voluto rimarcare il proprio sostegno al premier.
Non è la prima volta che la parlamentare castiglionese mette in crisi la maggioranza di governo, qualche mese fa, infatti, qualcosa di simile era già successo in occasione della votazione sul Mes. Nelle ultime ore, la sua strana presa di posizione, ha fatto il giro di tutte le chat con i militanti locali intenti a chiedere spiegazioni: “Ma ti pare? Fai cadere il governo”.
Anche in questo caso, però, “l’ultimatum” dovrebbe essere rientrato: l’Italia resterà nell’Euro e la Costanzo voterà la fiducia, martedì, alla camera.
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