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05 Gennaio 2021 - 17:24
L’Open Mall dovrebbe sorgere a Caselle
La procura di Torino vuole vederci chiaro sull’affaire “Caselle Open Mall”, il centro commerciale da 114mila metri quadri che dovrebbe sorgere a ridosso dell’aeroporto di Caselle entro un anno e mezzo circa, salvo pandemia. Con 230 negozi, 50 punti ristoro e molto altro ancora. Il pm torinese Giovanni Caspani verso fine anno ha deciso di inviare gli uomini della Guardia di Finanza del comando provinciale di Torino per ben due volte negli uffici comunali di Caselle. Perché c’è anche un capo di imputazione, ovviamente al momento contro ignoti: abuso d’ufficio. I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria hanno spulciato i faldoni, requisendone alcuni. In particolar modo relativi ai permessi di costruzione e le procedure amministrative.
Ma su cosa si vuole fare chiarezza? Anche se dalla procura non trapela nulla di ufficiale, l’oggetto del contendere dovrebbe essere relativo al rispetto delle normative vigenti dell’Enac, l’Ente nazionale dell’aviazione civile. Perché se si costruisce in zona pre-aeroporto bisogna rispettare delle regole, pressoché identiche a quelle in area pre-parco. Ci sono vincoli, ad esempio. E la procura vuole capire se questi vincoli siano stati rispettati o no. Perché se non fosse così “rischieremmo di vedere sfumare tutto il progetto. Con gravi ripercussioni per Caselle. Economiche e legali”, tiene a precisare Andrea Fontana, consigliere di opposizione a Caselle.
Anche perché, oltre all’inchiesta torinese, ci sono i ricorsi giudiziari. Come quello di “Fih sagl”, società svizzera con sede a Lugano, che era partner di Satac, una delle società che diede vita al progetto ora guidato da “Aedes-Siiq”. E la “Fih sagl” ha fatto ricorso, arrivando in Corte d’Appello a Milano, con due ricorsi rigettati nel merito e la vittoria, però, in Cassazione. E un ricorso al Tar del Piemonte, ancora pendente.
In attesa che il cantiere riparta - è fermo per Covid - ora spetterà fare chiarezza anche dal punto di vista giudiziario. I legali Metello Scaparone e Pasquale Ventura, che difendono la “Fih sagl”, vogliono vederci chiaro sul rifiuto del Comune a fornire documenti alla società. Quelli relativi ai terreni limitrofi all’aeroporto, per questioni legate alla sicurezza dei voli, e quella su una presunta realizzazione di una porzione del “C.o.m.” in zona di tutela “D”, dove invece è tassativamente vietato effettuare interventi ad “elevato affollamento”. Come per l’appunto un centro commerciale.
Per il sindaco Luca Baracco, l’approdo a Caselle, per due volte, della Finanza è “un bene. Noi come Comune siamo tranquilli. Ora lasciamo che chi di dovere faccia le indagini del caso”, taglia corto il sindaco Luca Baracco.
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