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CASALBORGONE. Consiglio pubblico ma in differita...

Il 30 novembre si è tenuto a Casalborgone un Consiglio Comunale. Ci si potrebbe chiedere che valore abbia scrivere un articolo a più di un mese di distanza dall’evento.

Il fatto è che i Consigli Comunali a seguito delle limitazioni previste per il contenimento della diffusione del Covid-19 si tengono in videoconferenza, senza che il pubblico vi possa partecipare. Spesso accade però che a Casalborgone occorrano alcune settimane perché il video venga pubblicato sul sito del Comune.  In questo caso ci sono voluti 22 giorni. Perché i cittadini casalborgonesi devono aspettare tanto tempo per seguire le decisioni dell’amministrazione? Sia ben chiaro, non vi è nessun vincolo temporale per la pubblicazione di tali video, anche se, forse, sarebbe stato possibile trovare un sistema perché le videoregistrazioni avvengano in modalità streaming.  Così facendo i cittadini potrebbero assistere contestualmente alle riunioni che in ogni convocazione vengono definite in “seduta pubblica”. La pubblicità, fatta eccezione per pochi casi, è prevista dalla normativa, non è una “concessione”.

Lo stesso Sindaco, in occasione della seduta del 12 ottobre (si tenga conto che i Consigli si svolgono in videoconferenza da aprile) ha dichiarato di “pensare” che “la linea dell’amministrazione sia quella di valutare la possibilità di tenere dei Consigli in videoconferenza con possibilità di apertura al pubblico. Stiamo studiando come fare perché sarebbe utile valutare eventualmente la possibilità che chi entra nella videoconferenza si registri e venga identificato, semplicemente perché non so se la piattaforma go toMeeting ad oggi può limitare il diritto di parola all’interno della piattaforma”.  Da aprile a ottobre sono trascorsi sei mesi e tanto ci vuole per incominciare a pensare se e come fare per garantire un diritto dei cittadini contestualmente alla riunione e non in differita?

Tra l’altro il 14 maggio l’amministrazione ha organizzato un incontro pubblico ON LINE per una “presentazione”, il cui contenuto non era dato conoscere, se non durante la manifestazione stessa. Nell’invito era indicato il codice d’accesso (accesso limitato a 250 partecipanti d’accordo, però la partecipazione ai Consigli fino a ora non è concessa a nessuno) e tutto sembrava proprio ben organizzato e, per esempio, per avere la parola occorreva inviare una mail. Ci è voluto un mese per trovare il modo di far partecipi i cittadini dei successi ottenuti dall’amministrazione e sei mesi per “pensare” a come permettere agli stessi cittadini di seguire “come e da chi e con quali motivazioni” vengono prese le decisioni, mesi che non sono stati sufficienti a trovare una soluzione nemmeno per la fine del 2020. Ma passiamo alla videoconferenza del 30 novembre. I primi punti all’ordine del giorno non sono tra i più semplici, si parla di variazioni di bilancio. Il fatto che più colpisce è l’intervento dell’Assessore Conrado che, a seguito di una richiesta di “chiarimento” da parte del Consigliere di minoranza Baggio, esordisce dicendo, prima di procedere comunque alla spiegazione, che il Consiglio comunale è il luogo degli interventi e non dei chiarimenti. La discussione esclude i chiarimenti? Perché una persona, prima di decidere come votare non può chiedere chiarimenti? Per se stesso, ma forse, perché no, anche per un eventuale pubblico?

Per esempio, l’approfondimento richiesto dal Consigliere Baggio su quanto che riguarda la resistenza in giudizio avverso la banca farmafactoring, non è stata utile? Il Sindaco stesso ne ha confermato l’opportunità non essendoci stata precedente occasione di parlare dell’argomento che riguarda un vecchio contratto con l’Edison Energia, e insieme all’Assessore Conrado illustra, “chiarisce”, il percorso che ha portato l’ente a costituirsi in giudizio.

Un’altra richiesta di chiarimento ha portato all’individuazione di un errore materiale nella compilazione di una tabella. Dunque i chiarimenti a volte servono non solo ai consiglieri che ne fanno richiesta. Se poi anche a seguito di un chiarimento il voto risulta contrario non pare così strano: la spiegazione potrebbe confermare le motivazioni che inducono a non approvare o possono essere ritenute non sufficientemente esaustive da chi esprime il proprio voto. La formulazione della dichiarazione di voto non è obbligatoria, ma la discussione permette comunque a chi ascolta di farsi un’idea di quanto viene deciso durante il Consiglio Comunale e magari di formulare a seguito di questo un proprio giudizio sui Consiglieri. La registrazione del video del Consiglio è rimasta inoltre solo 10 giorni sul sito del Comune e non “15 consecutivi” come previsto dal Decreto sindacale del 31/3/2020: “misure urgenti di contenimento del contagio da virus covid-19. Disciplina delle riunioni della Giunta in videoconferenza. Criteri di tracciabilità e trasparenza”. Dal titolo parrebbe che il Decreto non centri nulla. Non si tratta come si può leggere nel testo delle sole riunioni di Giunta, ma anche di quelle del Consiglio, la cui pubblicità dovrebbe essere garantita dai 15 giorni consecutivi di pubblicazione.

Non solo con il passare dei mesi non si è riusciti a provvedere alla possibilità di far partecipare contestualmente alle riunioni il pubblico, ma si sono persino ristretti i tempi di pubblicazione delle videoconferenze. Non rispettando la scadenza, il video è sparito dal sito del Comune la vigilia di capodanno, il Decreto sindacale è risultato essere ingannevole: chi, dopo aver atteso 22 giorni, ha puntato sui 15 giorni disponibili per seguire la videoconferenza non ha potuto guardarla o vi è riuscito solo in parte.

La rimozione anzitempo della videoconferenza potrebbe essere il risultato di un mero errore materiale, visto che la conferenza del 6 novembre è invece ancora sul sito. In tal caso ci sarebbe da aspettarsi la ripubblicazione del video del 30 novembre per altri 15 giorni consecutivi.

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