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04 Ottobre 2019 - 16:44
Uno dei contenitori pieni di immondizia presenti nel territorio del Comune
Anch’io, come Amos Giardino, sono rimasto incuriosito dalla lettera inviata dal Sindaco di Casalborgone due numeri fa, esattamente in data 17 settembre. Però, a differenza di Giardino, non vorrei discutere dell’opportunità delle soluzioni adottate dall’Amministrazione in materia di ristrutturazione degli edifici scolastici, su cui francamente non saprei dare un giudizio argomentato.
Ciò che in quella lettera a me faceva una certa impressione era l’ennesima dimostrazione che il sindaco di Casalborgone è sempre più allergico alle critiche, alla formulazione di interrogativi e legittimi dubbi da parte di chicchessia. Nella visione del Sindaco qualunque richiesta di chiarimento sull’operato suo e dell’amministrazione viene subito bollata come una lettura non oggettiva, incompleta, dal carattere “insinuante” e “delatorio” – boh, chissà se chi ha scritto sa esattamente che cosa vuol dire, sa che cos’è una “delazione”, che presume un delatore, cioè una spia. Poffarbacco, ci sono dunque spie fra i suoi, caro Sindaco, che informano subdolamente il giornalista della “Voce”? Questa sì che è cosa grave, provveda immediatamente a fare pulizia!
Però, egregio Sindaco, se continua così, con tutto questo livore contro chi la critica, prima della fine del mandato ci lascia il fegato! E infatti chi ha partecipato all’ultimo consiglio comunale racconta di un Sindaco che pareva decisamente nervoso, per usare un eufemismo. In ogni caso, non continui a rimuginare sull’errore, peraltro subito ammesso, del titolo della “Voce” sui cinquecentomila euro: ricordi anche che l’articolo riportava correttamente la notizia. Non dirlo, ci pensi un attimo, è piuttosto scorretto. Da Lei – maestro di trasparenza quale si dipinge, che non insinua e non agisce in maniera denigratoria (forse questo intendeva con “delatoria”?) – ci si aspetterebbe che sapesse distinguere tra il titolo e il contenuto dell’articolo. Quanto alla variante urbanistica che ha interessato il Capoluogo, Città Metropolitana nelle sue osservazioni proponeva diversi rilievi critici, a partire da quello circa il carattere non parziale ma strutturale della variante medesima. Vogliamo andare a rileggere le carte?
Perchè questo alla fine è il punto, gentile Sindaco. Le sue risposte non sono mai vere risposte circostanziate, che si fermano sui rilievi che le vengono rivolti. Insomma, risposte nel merito. Lei ci propone sempre grandi affermazioni di principio, sui cui siamo tutti d’accordo - la prego, voglia davvero crederci - ma che allo scopo di capire meglio le questioni puntuali sollevate da giornalisti o cittadini suonano come un esercizio di retorica, tante belle parole per non dire mai nulla nello specifico, però senza mai dimenticare di autoelogiarsi (il più grande intervento degli ultimi cinquant’anni!). Per rimanere sulla questione dell’ammodernamento delle scuole: ma chi non è d’accordo che le scuole siano importanti, che siano il luogo, o uno dei luoghi, dove si salvaguarda “la prima impronta della comunità”, come Lei afferma con grande enfasi? Signor Sindaco, non è sempre il giorno della festa nazionale in cui si fanno discorsi grondanti di buone intenzioni sui grandi valori condivisi. Risponda, se crede, alle domande sulle procedure dell’appalto della scuola elementare, chiarisca che è tutto regolare esibendo la relativa documentazione, non chiedendo sempre al cittadino di fidarsi, affermando sempre e soltanto che voi seguite le migliori e più innovative procedure.
Se poi ha tanto a cuore i bambini e i ragazzi – come dice Lei, la “prima impronta della comunità” – ci spieghi , per esempio, perché a mensa si mangia male, almeno a sentire la stragrande maggioranza di questa “prima impronta”, cioè dei ragazzi che hanno risposto al questionario. Non ci faccia il “pippone”, come direbbero appunto i ragazzi, su quanto sia fondamentale una buona alimentazione: ci dica che cosa si sta concretamente facendo per migliorare la qualità del servizio mensa. O ci spieghi perché gli orari di apertura al pubblico degli uffici comunali in questo paese sono diventati via via nettamente inferiori a quelli dei comuni vicini. Non ci faccia un bel discorso sull’importanza fondamentale del comune come istituzione più vicina al cittadino ecc. ecc. Ci spieghi perché lascia così poco tempo all’opposizione – sì e no due giorni – per leggere la documentazione necessaria a dare un contributo alla discussione in consiglio comunale anziché fare bei discorsi sulla trasparenza e sui valori democratici. Ci spieghi che cosa fa questa amministrazione per evitare che Casalborgone sia sempre più scollegata dal resto del mondo perché il trasporto pubblico è ridotto al lumicino, anziché partecipare con la fascia tricolore alle manifestazioni pro-TAV (spera forse che i treni superveloci fermino a Casalborgone?). O ci dica cosa si fa per evitare che il paese abbia una banca che non fa più servizio cassa, come lamentava tempo fa il sig. Novo. O ancora ci spieghi perché è quasi un anno che in Capoluogo si aspetta che qualcuno rifaccia come si deve l’acciottolato nel tratto in cui il Castello è stato allacciato alla rete fognaria, anziché magnificare la bellezza del Leu. Invece di tanti bei discorsi sul nostro futuro nel settore del turismo e sui volani di sviluppo, faccia innanzittuto l’amministratore che tiene in ordine l’esistente. Per esempio, si preoccupi che almeno vengano svuotati di tanto in tanto i cestini. In foto quello della Torricella, “farcito” così da qualche mese. E non è un’eccezione. Più in generale, a me sembra che da vent’anni a questa parte il Capoluogo, ma un po’ tutto il paese, non sia mai stato così degradato, così sporco. Fra l’altro, così vogliamo conquistare i turisti?
E si potrebbe continuare a lungo. Insomma, gentile Sindaco, non pensi sempre al complotto, alla “delazione” (?), a una volontà malevola di insinuare sospetti. Sappia ascoltare e dialogare con tutti, non solo con i suoi fedelissimi. Accetti serenamente le critiche sull’operato della sua amministrazione, critiche che sono la normalità della vita democratica e che, per quanto molto fastidiose se ci si sente grandi condottieri, spesso aiutano a rendersi meglio conto dei problemi, a guardarli da angolature diverse, a evitare errori marchiani di valutazione (per esempio, in questi ultimi due-tre anni sulla vicenda del castello Lei è apparso sordo a ogni invito alla prudenza, pur ampiamente argomentato, che arrivava dai numerosi articoli di questo giornale). E’ banale, ma è così. Parlare con tutta la stampa e con tutti i cittadini attivi aiuta a comprendere più a fondo e a prendere meno cantonate. In conclusione: se le critiche le paiono infondate, si impegni a dimostrare tale infondatezza, risponda a chi la incalza con domande che talvolta possono sicuramente risultare irritanti entrando puntualmente nel merito delle questioni e lasciando perdere la retorica delle grandi affermazioni di principio. Se ci riesce, ovviamente. Perché di sicuro è più facile avvolgersi nella calda coperta della retorica a buon mercato che dare risposte puntuali ai cittadini. Come semplice cittadino le ho posto qui quattro-cinque questioni assai concrete. Sia gentile, mi risponda. E nel frattempo, La prego, faccia svuotare i cestini.
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