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Deposito nazionale per il materiale radioattivo: una bozza non ufficiale della Cnai esclude la To-10 (Mazzè-Caluso-Rondissone)

L'area To-10

Nel dicembre scorso si è concluso il Seminario Nazionale, previsto dal Decreto Legislativo 31 del 2010 e gestito da Sogin, volto ad approfondire gli aspetti tecnici relativi al futuro Deposito Nazionale per il materiale radioattivo, “con particolare riferimento alla piena e puntuale rispondenza delle aree individuate ai requisiti dell’Aiea e dell’Isin ed agli aspetti connessi alla sicurezza dei lavoratori, della popolazione e dell’ambiente”.

L'area To-10

Nel corso del Seminario, condotto da Fabio Chiaravalli (che Sogin ha poi licenziato nella primavera del 2022 senza chiarirne i motivi), praticamente tutti i soggetti coinvolti - Regioni, Province, Città Metropolitane, Comuni, associazioni, comitati, singoli cittadini - hanno contestato la mappa dei 67 siti potenzialmente idonei ad ospitare il deposito (la Cnai) pubblicata da Sogin ad inizio 2021, inviando puntuali osservazioni. Dal Chivassese sono pervenute a Sogin osservazioni contro l’area To-10, individuata da Sogin sui territori di Mazzè, Caluso e Rondissone.

Il percorso verso la Cnai

Sempre il D.Lgs. 31/2010 prevede che Sogin, “sulla base delle osservazioni emerse a seguito della pubblicazione della Cnapi e del Seminario e formalmente trasmesse alla stessa e al Ministero dello sviluppo economico entro un mese dalla fine del Seminario medesimo, entro sessanta giorni redige una versione aggiornata della proposta di Carta nazionale delle aree idonee e la trasmette al Ministero dello sviluppo economico”. Sogin l’ha fatto: l’ha trasmessa il 15 marzo scorso.

Nelle settimane successive - secondo quanto riferito il 13 luglio scorso dalla sottosegretaria al Ministero per la Transizione ecologica Ilaria Fontana nel corso di un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati - Sogin ha «inviato aggiornamenti richiesti dall’Isin, che a sua volta ha considerato l’inizio dell’istruttoria al 20 giugno e ha indicato per fine agosto l’invio del parere tecnico» previsto sempre dal Decreto. «Al termine del procedimento di istruttoria - ha concluso la sottosegretaria - verrà pubblicata la versione definitiva della Cnai sui siti dei Ministeri concertanti, della Sogin e dell’Isin».

Il parere di Isin è pervenuto a settembre, ma la Cnai non è ancora stata pubblicata sui siti dei Ministeri, della Sogin e dell’Isin.

L’anticipazione (?)

Nei giorni scorsi il sito L’Essenziale ha pubblicato quella che dovrebbe essere “la bozza inviata a marzo dalla Sogin al Ministero della Transizione ecologica”: una mappa - non ufficiale, ma verosimile - datata maggio 2022 in cui i siti “idonei” si sono ridotti a 58. In Piemonte - se questa fosse davvero la versione definitiva della Cnapi - sarebbero stati espunti i due siti “potenzialmente idonei” che erano stati individuati in provincia di Torino: quello di Carmagnola (To-7)e quello di Mazzè-Caluso-Rondissone (To-10).

Sono state davvero depennate? Dal Ministero della Transizione ecologica smentiscono: «L’istruttoria è ancora in corso», e il ministro Roberto Cingolani ha dichiarato che la pubblicazione della Cnai avverrà a dicembre».

Le reazioni

La pubblicazione apocrifa ha però scatenato le reazioni sui social: di soddisfazione nel Carmagnolese e nel Chivassese (anche se c’è chi invita a non cantare vittoria troppo presto), di rabbia nell’Alessandrino, zona in cui le aree individuate nella Cnapi sarebbero confermate come “idonee” anche nella Cnai. «Sa la Cnai è davvero quella pubblicata da quel sito - ha dichiarato Gian Piero Godio di Legambiente, che ha contribuito a scrivere le osservazioni alla Cnapi - significa che Sogin le oservazioni di Legambiente, Pro Natura, comitati e cittadini del Piemonte non le ha lette. Le nostre osservazioni evidenziavano l’esistenza di forti criticità di tipo sismico, idraulico e idrogeologico. Il Deposito va realizzato, nell’interesse di tutti, ma in un luogo che sia “meno inidoneo” di quelli attuali: e questi siti non vanno bene».

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