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CALUSO. Coronavirus, Sardi scrive a Cirio: "Aiuti alle imprese ricettive"

Caluso, coronavirus. E'una debacle per chi ha deciso di fare impresa in questo territorio puntando su ricettività e ristorazione. Le ulteriori misure restrittive per contenere il contagio da Coronavirus, ventilate oggi dalla Regione Piemonte, hanno spinto l'imprenditore Silvio Sardi, proprietario dell'Hotel Erbaluce di Caluso, a prendere carta e penna e scrivere direttamente al Presidente della Regione Alberto Cirio. "Voglio capire che sorte ci toccherà - spiega - dobbiamo chiudere o resistere? In ballo ci sono, nel nostro caso, 12 posti di lavoro. 12 posti da difendere. Difendere sì, ma per quanto? Occorrono risposte oggi, non tra qualche mese". Poi aggiunge: "Lo so, è controcorrente parlare di soldi in mezzo ad un'emergenza sanitaria, ma va fatto per capire come muoverci. La mia è un'attività nata a novembre, iniziava ad andare bene solo adesso. Avevamo prenotazioni per l'albergo e un bel giro di clienti al bar e al ristorante. I primi a fuggire sono stati proprio i clienti del comparto ristorazione. Poi sono arrivate le cancellazioni delle prenotazioni delle camere. Una valanga. Solo per il mese di marzo stimiamo un danno di circa 30mila euro. E questo a causa della cancellazione degli eventi sportivi del territorio come il Pcr, il campionato di equitazione che avrebbe dovuto tenersi nei prossimi giorni. Se decideranno di fermare tutto anche ad Aprile sarà un disastro". Quel che Sardi chiede al governatore del Piemonte sono misure a sostegno dei lavoratori: "Occorre attivare la cassa integrazione in deroga. Altrimenti toccherà chiudere e basta. Per l'imprenditore, perdere soldi, fa parte del rischio di impresa. Se andasse così, pazienza. Ma ritengo che i posti di lavoro vadano salvaguardati e subito. Si parlava di posticipare i contributi. E che senso ha? Le prenotazioni che vengono cancellate non vengono più recuperate". Qualcosa inizia a muoversi, ma troppo poco, per Sardi: "Lodevole l'iniziativa di Confindustia che ci ha girato un questionario per segnare le cancellazioni delle prenotazioni. Ma a cosa porterà? C'è troppa incertezza in questo momento. Davvero troppa. Servono risposte e provvedimenti e servono subito". Silvio Sardi, immobiliarista e produttore cinematografico. Re delle cronache mondane. Sessant'anni sempre vissuti al massimo. Ex di Simona Ventura e di Lory Del Santo. Ha vissuto a New York, da dove guidava la sua casa di produzione cinematografica, fino a pochi mesi fa.  Poi la decisone di tornare in Italia. Nel suo Canavese dove ha deciso di rilanciare, acquistandolo, l'Hotel Erbaluce. Si è pentito di essere tornato? "No, assolutamente. L'Italia è il paese più bello del mondo. Certo che, dopo 35 anni negli Stati Uniti trovarmi ad affogare tra burocrazia, scartoffie  e carte bollate è stata dura. Le procedure, soprattutto per la piccola e media impresa, vanno snellite. E poi abbiamo una classe politica più concentrata sull'apparenza che sulla sostanza. Sono sempre tutti in Tv a litigare in Talk Show imbarazzanti dove non si fa che sparare addosso all'altro senza presentare i propri programmi. Occorrerebbe più serietà. Negli Usa tutto questo non succede. In Tv va il Presidente e, in casi eccezionali qualche Senatore". E poi, però, ribadisce: "Questo resta il paese più bello del mondo e la creatività degli italiani, in ogni settore è impareggiabile. Felice di essere tornato a casa e stringerò i denti per andare avanti con la mia impresa nella quale credo fermamente".
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