Oggi, venerdì 17 settembre, una trentina di Comuni compresi nel raggio di una ventina di km attorno al sito ipotizzato dalla Società A2A per la costruzione di un nuovo inceneritore a Cavaglià, hanno sottoscritto ed inviato una lettera al Presidente della Regione Piemonte – Alberto Cirio, all’Assessore regionale all’ambiente – Matteo Marnati e ai Presidenti delle Province di Biella – Gianluca Foglia Barbisin e di Vercelli – Eraldo Botta, per indicare il loro dissenso politico ancor prima che tecnico verso l’ipotizzato impianto.
Di questi, ben nove sono del Canavese.
"Lo scorso mese di Luglio è stato presentato un progetto di costruzione di un inceneritore a Cavaglià - si legge nel testo della petizione sottoscritta -. Visto il possibile impatto ambientale che l’impianto potrebbe creare su un’area estesa (verosimilmente tra i 20 ed i 30 km di raggio), riteniamo fondamentale coinvolgere le Amministrazioni della nostra Regione così come quelle delle Province di Biella e Vercelli, in un percorso di sensibilizzazione".
BUROLO
"Per ora c'è una proposta, ma non si sa null'altro" commenta il sindaco di Burolo Franco Cominetto. "Certo - aggiunge - non si può dire di "No" a prescindere a tutto. Altrimenti, poi, come facciamo? L'immondizia, ce la mangiamo? In Paesi come l'Austria, quasi ogni Comune ha il suo piccolo inceneritore. Bisogna però vedere con che criteri si vuole realizzare e il tipo di manutenzione che verrà fatta. Siamo tutti consapevoli dell'importanza che ha cambiare i filtri e anche del costo che ha. Per questo è opportuno che gli Enti pubblici controllino".
Poi c'è la questione legata al territorio: "A Cavaglià c'è già una grossa discarica. Subito dopo, a Salussola, è stato approvato un deposito dell'amianto. Bisogna iniziare a distribuire meglio i carichi ambientali. Non dimentichiamo che quell'area ha l'Igp del Riso di Barragia, un'eccellenza riconosciuta a livello internazionale".
MAZZE'
"Sono assolutamente contrario - dichiara tranchant il sindaco Marco Formia -. Conosco molto bene quel territorio perché da trent'anni ho il mio studio professionale lì. Purtroppo quel territorio è messo sotto scacco da quella sorta di triangolo delle Bermuda che si estende tra Cavaglià, Alice Castello e Santhià, divenuta un'enorme area cave trasformata poi in discarica. Lì c'è anche quello che viene chiamato "polo tecnologico" che altro non è che un impianto di trattamento dei rifiuti gestito da A2A, lo stesso soggetto che oggi propone l'inceneritore".
Il fatto che sia un privato a volerlo realizzare è una sicurezza?
"Assolutamente no - risponde Formia -. Sono un liberista convinto, ma ritengo che per quanto riguarda i rifiuti la gestione degli impianti debba essere pubblica, senza business, ma solo per risolvere il problema. Purtroppo, però, dobbiamo constatare che questa giunt regionale non è sensibile ai temi ambientali".
Lei è contrario agli inceneritori?
"Essere contrari è impossibile, ma vanno fatti con criterio e soprattutto se occorrono veramente. Sappiamo tutti che l'inceneritore del Gerbido, a Torino, non lavora a pieno regime. Ci si domanda quindi quale sia l'esigenza di nuovi impianti. Ma sono di quelle domande che restano senza risposta".
VILLAREGGIA
"Vorrei capire di più - dichiara Fabrizio Salono, sindaco di Villareggia già alle prese con un progetto di impianto di biogas sul suo territorio -. Questo spicchio di territorio che abbraccia il Canavese, il Vercellese e il Biellese, sembra ormai essere individuata come un'enorme discarica. E' necessaria una legge regionale che stabilisca i criteri per la divisione dei carichi ambientali".
Proprio a tal riguardo, il prossimo 27 settembre si terrà un incontro tra sindaci del territorio e Regione Piemonte, Città Metropolitana e Provincia di Vercelli. Comune capofila è Villareggia, prenderanno parte anche Mazzè, Caluso, Candia, Vische, Rondissone, Cigliano, Monvrivello e Saluggia.
MAGLIONE
"Noi siamo sotto l'inceneritore di Torino e ci troviamo bene - dichiara il sindaco di Maglione Pier Franco Causone -, ho anche avuto modo di visitarlo e devo dire che mi dà tutte le garanzie necessarie. Ho firmato la petizione per Cavaglià perché contestiamo il luogo, non l'impianto in sé. Quel territorio è già stato danneggiato dalle discariche. La nostra firma è per solidarietà a quel territorio. Per il resto penso che piuttosto che fare un buco e buttare dentro rifiuti, come si è fatto negli anni scorsi, meglio un buon inceneritore".
PIVERONE
"Ho firmato perché sono animato dalla sindrome di Nimby - dichiara il sindaco di Piverone Giovanni Maria Fasolo -. Lo siamo tutti, solo che io ho il coraggio di ammetterlo: sì agli inceneritori, ma non nel mio giardino. Di certo sono più sicuri di una discarica mal gestita. Si parla di realizzare un impianto di questo tipo da quando sono diventato sindaco, nel 2014: all'epoca era stato individuato come sito Verrone. Oggi il progetto si è spostato di 15 chilometri. Dall'Alta Valle Elvo alla Valle Dora, Ciò significa solo che l'interesse a realizzarlo c'è ed è grande. Compito degli Enti è far sentire la propria presenza anche ai fini di un controllo sui progetti e sulla successiva gestione. Ed ecco perché ho firmato".
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