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07 Settembre 2021 - 12:04
Anna Marolo e Giulio Bosso
BRUSASCO. Partiamo dai fatti: la attuale sindaca di Brusasco, Luciana Trombadore, non si ripresenta alle elezioni comunali del 3 ottobre. Nessuno dei consiglieri del suo gruppo è inserito nelle due liste appena presentate. E non ha ricevuto applausi, nell’ultimo consiglio comunale, neppure dai suoi.
E’ sufficiente per dire per dire che è finita una epoca e che la nuova amministrazione, qualunque sia, intende seguire orientamenti e comportamenti privi di arroganza e presunzione, per dare spazio ad ascolto e confronto? Che si cambia completamente modo di agire nei confronti dei collaboratori, del personale comunale e delle associazioni in genere? Sembrerebbe di si, ascoltando le dichiarazioni dei primi 4 candidati, due per ogni lista, che verranno intervistati a partire da questa settimana.
E’ una iniziativa del giornale, per seguire da vicino la campagna elettorale a Brusasco, i suoi fatti salienti, seppur in un piccolo paese, attraverso la voce per una volta dei candidati consiglieri semplici, quelli che fanno la campagna elettorale, che ci mettono comunque la faccia, che otterranno poca o nulla visibilità, quasi totalmente assorbita dal sindaco. Perché poi , se non ci fossero loro, i candidati semplici, non ci sarebbe neppure il sindaco. Questa settimana il fatto saliente era il deposito delle liste in comune. Iniziamo da Tiziana Fiorindo, lista “Per Brusasco e Marcorengo”, candidata sindaca Anna Marolo, di anni 55. Operatrice socio-sanitaria. E’ piena di entusiasmo. Ci crede, semplicemente. E’ alla prima esperienza elettorale.
La sua prima frase è “Ci ho pensato molto, prima di decidere. Ma ho letto le proposte sia in merito alla costruzione della casa della salute, sia rispetto allo sportello per l’ascolto dei disagi e delle necessità sopratutto delle donne, e questo mi è piaciuto molto, e mi ha convinta, mi sono lasciata convincere. Intanto vorrei il Comune aperto spesso, con qualcuno a disposizione, per rispondere ai cittadini. Il mio lavoro quest’anno è stato nel pieno del covid, ed è stata dura. Bisognerebbe spiegare di più.
Con la collaborazione del comune. Io ho dedicato molto tempo alla mia famiglia, e adesso vorrei dedicare un po’ del mio tempo alle persone e di conseguenza anche al mio paese. Ce la metterò tutta, e ci voglio provare a realizzare quanto più possibile del programma. Soprattutto vorrei aiutare a far rinascere il mio paese, Brusasco. Perché vederlo così senza vita, spento, senza iniziative coinvolgenti, da un certo punto di vista, mi fa male. Su questi problemi cercherò di impegnarmi al massimo. Perché Brusasco possa rinascere”. Daniele Testore, della stessa lista “Per Brusasco e Marcorengo” , invece è un veterano, alla terza esperienza elettorale. Per due volte nella lista sconfitta, ma ci riprova.
“ Nei paesi piccoli è difficile trovare le persone che facciano parte della lista. Io parto sempre dall’idea di smettere, basta, non lo faccio più, poi mi lascio coinvolgere. Perché è bello conoscere e riconoscere le persone , vedere anziani quasi scordati, andando casa per casa, e il mese della campagna elettorale alla fine diventa affascinante, direi emozionante. Torni al contatto con il paese.
Brusasco è un paese che sta perdendo attrattiva, con 200 abitanti in meno rispetto a 5 anni fa. Naturalmente il covid ha influito moltissimo, e oggi c’è voglia di normalità, il voto è un momento che aiuta a rivitalizzarsi. Il mio sogno principale è riuscire a portare alla vittoria una lista che ci sta provando da anni, ed anche di verificare se siamo all’altezza del programma che proponiamo. Siamo carichi di buona volontà, e vorremmo davvero essere messi alla prova.
Il punto di maggior impegno per me sarà la cura del paese riguardo al decoro urbano. E’ forse punto secondario, ma è una spinta in più. Il paese può migliorare, quindi diventare attraente. Vorrei occuparmi del turismo, della nostra storia, della nostra natura. Noi non siamo stati capaci di valorizzare questi aspetti. Ci vanno tempi lunghi: anni per preparare il progetto e trovare i soldi, anni per realizzarlo.” Michele Bulloni, della lista “Progettiamo per crescere”, candidato sindaco Giulio Bosso, si è innamorato prima di una piemontese, anzi brusaschese, e poi del Piemonte e di Brusasco. Ha 50 anni, è diplomato, lavora per Poste italiane sezione managent.
E’ romano de Roma, felicemente trapiantato a nord. Per prima cosa si proietta nel futuro: “Vorrei che Brusasco diventasse un comune digitale, dove non c’è carta, per aiutare la popolazione a comunicare molto più facilmente con l’amministrazione. Ho già lavorato a progetti del genere ed è un risultato sconvolgente, perché mette in contatto tantissime persone. Bisogna iniziare.
E’ la prima volta che partecipo ad una elezione, ed è stato come vedere nascere una creatura. Tanta emozione ho provato, perché di colpo mi sono accorto che sono responsabile di fronte ad una comunità. Ho visto che c’è entusiasmo in ogni componente del gruppo, e questo mi carica molto.
Sono 11 anni che sto a Brusasco e ancora scopro luoghi e paesaggi notevoli. Brusasco può risorgere, perché ha un grosso potenziale. Secondo me qui è mancato il contatto tra i cittadini e l’istituzione comunale, come fossero gruppi separati, che non si parlano. Ho anche visto una certa chiusura verso le novità. La mia idea principale è rinnovare la comunicazione i. Anche perché vorrei che si riaprissero le attività commerciale, e nello stesso tempo ci fosse una maggior sicurezza. Una nuova Brusasco insomma.” La più giovane di questa prima tornata è Eleonora Masino, dello stesso gruppo “Progettiamo per crescere”ha 31 anni, laurea in giurisprudenza, e fa parte dell’Ordine da aprile di quest’anno.
Lavora in uno studio a Torino. “In realtà non ho maturato la partecipazione alla competizione amministrativa da sola, è stato Giulio Bosso a parlarmi della possibilità, ed a chiedermi di mettere qualcosa della mia esperienza a favore del mio paese. Si, mi sono emozionata al momento della consegna della lista sabato mattina, ne ho sentita la responsabilità. e nello stesso tempo ho sentito anche l’opportunità di misurarmi, di verificare la mia capacità di intervento verso la collettività.
Credo che si debba valorizzare un po’ tutto a Brusasco, perché ci sono delle grosse potenzialità. Brusasco ha perso molto, e il covid ha messo in luce sopratutto gli aspetti negativi. Avremmo bisogno della mano amica. Sicuramente vorrei che ci fossero più opportunità di coinvolgimento, di partecipazione.
Da ragazza ho patito la mancanza sia di punti di aggregazione sia di elementi coinvolgenti, vorrei aiutare a sopperire a queste carenze. Sono una persona determinata e volonterosa. Con questo spirito mi presento come candidata alle elezioni comunali”.
Beppe Valesio
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