Stefano Abatangelo non è riuscito a strappare la cintura tricolore dei Pesi Mediomassimi dalla vita di
Adriano Sperandio. L'esperto pugile professionista montanarese sognava di tornare campione italiano di
categoria, ma venerdì sera ad Asti un match intenso, combattuto dalla corta distanza, non gli è bastato per convincere i giudici: 94-96, 95-96 e 93-97 il verdetto unanime favorevole al romano, che detiene così lo scettro tricolore.
Tatticamente Abatangelo ha disputato il match che aveva preparato alla vigilia: le lunghe leve di Sperandio, infatti, non gli consentivano di fare altro se non di accorciare la distanza e provare a tenere un ritmo alto, non così congeniale al campione d’Italia in carica. Un incontro vissuto sui clinch e sugli scambi di colpi ravvicinati, spesso però inevitabilmente poco precisi. Nella parte iniziale del match e nel finale la pressione di “The Hammer”, sostenuto a gran voce dai tanti tifosi accorsi a bordo ring e sugli spalti dello stadio comunale Censin Bosia a sostenerlo, è stata più accentuata, mentre nella parte centrale Sperandio è riuscito a combattere un po più da distante, sfruttando il suo maggior allungo. Nel finale, come anticipato, Abatangelo è sembrato molto più determinato del suo rivale, con quest’ultimo inspiegabilmente troppo cauto visto il grande equilibrio sul quadrato. A fine match, i giudici hanno però premiato all’unanimità il pugile romano e il verdetto non ha assolutamente convinto il montanarese e i suoi sostenitori.
Il 39enne Stefano Abatangelo non nasconde la sua amarezza: “E’ stato un match avvincente e ho dato tutto quello che avevo, facendo quanto preparato in palestra visto le caratteristiche del mio avversario. L’unico rammarico è il risultato finale. In cuor mio ero convinto di aver vinto, forse anche nel cuore di molti tifosi è così, vista anche la non troppa convinzione del mio avversario prima della lettura dei cartellini. Questo però fa parte del gioco, soprattutto nella boxe. Decideremo cosa sarà del futuro nei prossimi mesi, l’estate porterà consiglio. Ringrazio comunque tutti quelli che mi hanno fatto arrivare a questo match in ottima condizione: dal mio angolo composto dagli allenatori Antonio Pasqualino, Pietro D’Antona e Andrea Fontana al mental coach Guido Listello, fino ad arrivare al nutrizionista Francesco Ragone”.
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