Correre 7,5 chilometri tutti d’un fiato. Con il sudore che incolla la t-shirt al petto. I moscerini tipici dell’estate torinese che s’attaccano a gambe e braccia, manco fossero sanguisughe. Correre nella prima afa di questa pazza estate, che non fai in tempo a chiamarla così che tac, ti ritrovi con i termosifoni di casa accesi.
Correre, correre, correre per arrivare se non primi, almeno nei primi dieci, cinquanta, cento al massimo.
E’ con questo spirito che martedì sera trecento podisti si sono presentati ai nastri di partenza del 38esimo “Giro del Mulino”, manifestazione organizzata come vuole la tradizione dall’Asd Durbano Gas Energy, Rivarolo 77, Polisportiva Bosconerese e Comune.
E’ stata, al solito, un successo. Dalla partenza, in piazza Martiri della Libertà, tutti entusiasti, fino all’arrivo.
E’ sul dopo che qualcuno ha cominciato a storcere il naso.
“Ma come, tutto qui?”.
L’edizione 2018 della corsa ha infatti avuto una coda polemica. In molti si sono lamentati per la mancanza, indovinate un po’, di un buffet ristoratore al termine della corsa. Anche se ai primi classificati gli organizzatori hanno regalato un premio gastronomico, per gli altri è arrivato solo un bicchiere d’acqua o un bicchiere di thè. Un po’ poco, visti gli standard cui si è abituati, a sentire chi di queste corse se ne mastica una a settimana.
“E’ la seconda volta che partecipo a questa corsa - inforca Pietro Greco, podista di Saluggia, uno che s’è fatto un mazzo così per partecipare e, magari, anche ben figurare. Uno che ci mette la passione, in tutto ciò che fa, e che nella vita di tutti i giorni non si risparmia quando c’è da evidenziare qualcosa che non va - e mi spiace dirlo ma non è così che deve finire una competizione come questa. Anche l’anno scorso, al traguardo, solo un misero bicchiere d’acqua. E, durante la corsa, neanche un rifornimento. Cavolo, l’altra sera faceva caldissimo. E’ stata una fatica per tutti, perché al traguardo non hanno organizzato un buffet, perché non c’era nulla da mettere sotto i denti? Io mi sentivo svenire. E come me tanti altri. Solo qui veniamo trattati così. Sai cosa ti dico - conclude il podista saluggese -?Il prossimo anno non parteciperò più. Io di gare ne faccio tante nel vercellese e nel canavese, qui ci venivo con piacere ma vedendo come ci trattano, non penso che ritornerò”.
Chissà che, prima del prossimo anno, Pietro Greco e tanti altri non cambino idea.
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