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BORGOMASINO. Non mi stanco di dire che sono sindaco di tutti

Antonella Giovanna Pasquale, classe 1968, è sindaco di Borgomasino dal 4 ottobre 2021. Possiede una laurea magistrale in giurisprudenza e tra poco in anche in economia. È la responsabile di Confesercenti per le zone del canavese e delle valli di Lanzo. Come riesce a conciliare l’attività professionale con quella di primo cittadino? È molto impegnativo. Sono due attività che richiedono molto impegno e costanza, ma al contempo generano situazioni sfidanti; l’obiettivo di creare nuove opportunità per le imprese da un lato e per un’intera comunità dall’altro, mi motiva molto. Tre motivi per visitare o per decidere di vivere a Borgomasino?  l primo è che si trova in una posizione geografica ottimale. E’ un delizioso borgo collinare per potersi rilassare con passeggiate e sport outdoor come ad esempio l’equitazione, la bicicletta e la mountain bike. Il secondo è che le case in vendita hanno prezzi concorrenziali e per le famiglie si tratta di buoni investimenti. Il terzo è perché dista 10 minuti d’auto da Ivrea, 45 da Torino, 60 da Aosta e 85 da Milano e si trova a due passi dal casello autostradale Torino-Milano e a 15 km. da quello della Torino-Aosta. Dice di essere fiera di Borgomasino. Perchè? Lo sono per la sua storia e per i suoi abitanti, sempre disposti a mettersi in gioco e a partecipare a nuove sfide. Progetti per il futuro? I progetti in questo momento, complice il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), sono molteplici e avvincenti. Se andranno in porto il futuro sarà senz’altro di crescita. È stato complicato subentrare ad un commissario? Non è stato affatto semplice, anche perché ho dovuto prendere le redini del comune senza un passaggio di consegne. Grazie all’aiuto dei dipendenti, della giunta e dei consiglieri comunali riesco ad affrontare meglio le questioni in sospeso. Si è subito dedicata al decoro urbano: come mai? Il decoro urbano è la carta d’identità di un luogo, perché è la prima immagine che resta impressa nella memoria dei visitatori. Per perseguire obiettivi di sostegno allo sviluppo del paese e delle sue imprese, desidero che Borgomasino sia ordinato, accogliente e pulito. Da dove nasce l’idea di mettersi al servizio dei propri concittadini? Mi è stato chiesto di impegnarmi in prima persona e di rivestire il ruolo di sindaco. Ho deciso di accettare per fare qualcosa per il paese in cui la mia famiglia vive da prima del 1.600. Spero di essere all’altezza del compito. Qual è la domanda che vorrebbe sentirsi rivolgere? Come vorrei Borgomasino. Un paese più conosciuto, come meta di turismo enogastronomico e per gli sport outdoor, ormai inseriti nei circuiti e nelle proposte regionali. Imprese e cittadini maggiormente consapevoli del valore delle proprie ricchezze e del territorio. Una sagra che attiri turisti da fuori. Oltre a qualche posto di lavoro e qualche abitante in più.   Preferisce essere chiamata sindaco o sindaca? Sindaco, perché la posizione (o il mestiere) ha un nome preciso e l’affermazione delle donne, del women power, secondo me non passa di lì. Altrimenti una donna medico dovrebbe essere chiamata medica... Un uomo autista dovrebbe chiamarsi autisto.   Qual è stato finora il momento più emozionante della sua esperienza? Il giuramento, quando si acquista la formale consapevolezza dell’importanza del ruolo e delle responsabilità. Il rapporto con i cittadini è cambiato dopo la sua elezione? Non credo. Con la maggior parte ci conosciamo da sempre e i rapporti sono amichevoli con tutti. Con l’opposizione? Il discorso è analogo: si possono avere opinioni diverse, ma sempre con rispetto. Non mi stanco di dire che sono il sindaco di tutti e se ci sono suggerimenti e buone idee, oltre a essere accolte, si portano avanti, non importa quale sia la provenienza. Passioni, hobby, come si rilassa? Ultimamente il mio tempo libero è poco e ho sospeso i miei hobby, ma per rilassarmi sto in famiglia, leggo e passeggio. Ha un rito o una consuetudine quotidiana a cui non rinuncia? Quella irrinunciabile è di dare la pappa ai miei cani: mi diverte. C’è qualcosa di lei che non traspare in pubblico e che potrebbe sorprendere? Credo che ognuno di noi abbia un lato riservato della personalità riservata. Continuo a tenerlo nascosto, mi trovo bene così».

Pierluigi Lamolea

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