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20 Gennaio 2021 - 10:46
Salvatore Veneto con gli altri ricorrenti e l’avvocato Franchino
“Non ho nessun motivo di temere. La giustizia per ben due gradi ci ha dato ragione. Son certo che sarà così anche in cassazione”.
Salvatore Veneto, tra i firmatari del ricorso contro l’elezione di Gianfranco Bellardi nel giugno del 2018, è sereno. Venerdì prossimo, 22 gennaio, la Suprema Corte di Cassazione si riunirà per definire, una volta per tutte, la “questione Borgomasino”. E tra chi ha presentato quel ricorso c’è fiducia ed ottimismo: “In primo grado, il Tribunale Civile di Ivrea ha dichiarato l’ineleggibilità di Bellardi (al suo quarto mandato elettorale) disponendo la correzione del voto con la proclamazione a sindaco di Giovanni Chimenti. In Appello, l’ineleggibilità era stata confermata, ma i magistrati avevano stabilito lo scioglimento del consiglio comunale e il ritorno alle urne. In entrambi i casi, però la ragione è stata data a noi. Non vedo perché la Cassazione dovrebbe invertire la rotta”.
C’è attesa in paese. Determinante, infatti, sarà capire come si sbloccherà la situazione.
Le elezioni del giugno del 2018 sono ormai lontane ed il comune, dopo le dimissioni (nell’autunno di quell’anno) di Bellardi è retto dal commissario prefettizio.
Con la sentenza della Cassazione i possibili scenari sono quelli già prospettati nei primi due gradi di giudizio: la proclamazione a sindaco di Giovanni Chimenti oppure il ritorno alle urne.
La sentenza dei giudici di Ivrea aveva spazza via con un colpo di spugna quei 232 voti (il 46,4% del totale) ottenuti dalla lista di un candidato che non avrebbe dovuto presentarsi alla competizione elettorale, ma salvava i restanti 268 voti (il 53,6%) ottenuti dagli altri due candidati: Giovanni Chimenti (214 preferenze) e Salvatore Veneto (54 preferenze). Un’operazione che tecnicamente comporterebbe solo la correzione del voto elettorale e che di fatto aprirebbe la strada alla proclamazione di Giovanni Chimenti nuovo sindaco legittimamente eletto a Borgomasino.
Il verdetto dei magistrati d’Appello, invece, aveva resettato tutto, confermando l’ineleggibilità di Bellardi e rimandando il paese alle urne.
Il ricorso in Cassazione presentato, però, ha congelato tutto e il paese non è potuto tornare al voto neppure durante l’ultima tornata elettorale, quella del settembre del 2020 essendoci ancora un giudizio pendente.
Ecco perché la sentenza degli Ermellini è così attesa.
Sarà il primo passo per il ritorno alla normalità della vita amministrativa del paese.
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