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06 Novembre 2020 - 11:05
“Panchine nuove in un parco chiuso. Ma ne avevamo davvero bisogno?”.
Ad insorgere contro la scelta adottata dalla commissaria prefettizia Marita Bevilacqua, è il consigliere d’opposizione uscente, Salvatore Venero.
“Si potevano fare tanti lavori qui in paese con quegli 11mila euro erogati dal Ministero - batte i pugni Veneto - ma qui a Borgomasino si è repurìtato che la priorità fossero le panchine dei giardinetti. Sono state cambiate. Quelle messe ora sono nuove di zecca. Se non fosse una cosa seria, serissima, verrebbe anche da ridere. I giardinetti, infatti, sono chiusi e presto, se si continua di questo passo, andremo incontro ad un nuovo lockdown. Che ce ne facciamo delle panchine nuove”.
Borgomasino, così come tutti i comuni italiani con una popolazione inferiore ai mille abitanti, ha beneficiato di un contributo di 11mila 500 euro circa erogati dal Ministero per il potenziamento di investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale, e per l’abbattimento delle barriere architettoniche per l’anno 2020.
“Di tutti i lavori che si sarebbero potuti fare - punta il dito Veneto - proprio alle panchine bisognava pensare? Possibile che non ci fossero altri interventi urgenti?”
Salvatore Veneto, alle elezioni del 2018 si era candidato a sindaco. La sua lista, però non aveva vinto. La tornata, infatti, se l’evra aggiudicata Gianfranco Bellardi, al quarto mandato. All’indomani del voto era partita una battaglia legale sulla legittimità della sua votazione. Bellardi si era dimesso, ma l’iter giudiziario ha impedito, fino ad oggi di tornare al voto. Il Tribunale di Ivrea, in prima pronuncia, aveva disposto la correzione del voto elettorale aprendo la strada alla salita di Giovanni Chimenti (arrivato secondo alle urne) alla poltrona di sindaco. La Corte d’Appello, però, aveva stabilito lo scioglimento del Parlamentino. Si attende ora il giudizio di Cassazione. Solo dopo il terzo grado si saprà se Borgomasino un sindaco lo ha ancora o se bisognerà tornare alle urne.
Intanto il paese resta sotto la guida del Commissario prefettizio.
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