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23 Dicembre 2019 - 17:15
Bellardi - Chimenti. La gara è al fotofinish. Quasi una lotta contro il tempo. Il primo, infatti, spera che i tempi della giustizia continuino ad allungarsi e che il Prefetto decida di mandare al voto il Comune già in primavera. I sostenitori del secondo, invece, non aspettano altro che venga pronunciata la sentenza da parte della Corte d’Appello di Torino. Dopo il successo ottenuto ad Ivrea in primo grado, infatti, aspettano solo che la pronuncia diventi definitiva e che Giovanni Chimenti possa finalmente insediarsi.
La questione è sempre la stessa dal giugno del 2018: chi è il sindaco del paese? La vittoria di Gianfranco Bellardi, infatti, si fondava sulla sua ineleggibilità, trattandosi - di fatto - di un quarto mandato. Il ricorso da parte della lista che appoggiava il terzo candidato, Salvatore Veneto, era stato presentato subito. Bellardi, nel mese di ottobre si era dimesso sperando di risistemare le cose tornando al voto. La vicenda, invece, aveva preso una piega inaspettata. Il ricorso dell’opposizione, infatti, aveva portato la vicenda dinnanzi i giudici del Tribunale di Ivrea che, in composizione collegiale, avevano stabilito che Bellardi era ineleggibile, ma il voto valido a tutti gli effetti, decretando la vittoria del secondo classificato: il carabiniere Giovanni Chimenti. Una sentenza del tutto innovativa che, però, nonostante sia passato quasi un anno, non è ancora stata applicata. Bellardi e i suoi, infatti hanno presentato ricorso. Ed ora sarà la Corte d’Appello di Torino a decidere come muoversi. Le parti hanno tempo fino al 20 gennaio per presentare le proprie memorie. “Bellardi ha provato a chiedere altro tempo - dichiara stizzito Salvatore Veneto - l’istanza, però, è stata bocciata. Il termine resta quello del 20 gennaio. Poi arriverà la sentenza”. Veneto poi aggiunge: “Bellardi è ancora convinto che si tornerà a votare. Mi hanno riferito che alla cena degli agricoltori girava tra i tavoli dicendo che presto si sarebbe tornati al voto. In primavera, per l’esattezza. Ma si sbaglia. Non andranno così le cose. Staremo a vedere”.
Per la gente del paese, infatti, non è facile capire perché ancora non si vada al voto. Perché da ottobre 2018 il paese sia guidato da un commissario prefettizio e la situazione non si sblocchi.
La questione giuridica, in effetti, è piuttosto complessa. La sentenza del Tribunale di Ivrea che ha stabilito che il sindaco di Borgomasino debba essere Giovanni Chimenti, è talmente innovativa da essere finita sulle riviste giuridiche. e questo perché i giudici, rilevata l’ineleggibilità di Bellardi, non si sono limitati ad annullare l’esito della votazione. Hatto dichiarato valido il risultato elettorale al netto degli ineleggibili, e cioè di tutta la lista Bellardi, dispoendo il riconteggio dei voti che, di fatto, porta alla proclamazione di Chimenti a sindaco del paese. A questa sentenza, però, Bellardi e i suoi hanno presentato ricorso ed ora si è in attesa del giudizio d’Appello. “Veneto insieste: “E’ chiaro che l’unica carta che possa giocarsi Bellardi sia quella del prendere tempo. Ma non può continuare all’infinito con questo giochetto. Il paese ha bisogno di un governo”.
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