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BORGOFRANCO D'IVREA. Nasce un’unione energetica contro il cambiamento climatico

BORGOFRANCO D'IVREA. Nasce un’unione energetica contro il cambiamento climatico
"Climate change is real” direbbe la svedese Greta Thunberg: estati sempre più calde, eventi atmosferici imprevedibili, colture completamente distrutte e tonnellate di emissioni di CO2; sì, il cambiamento climatico c’è e si fa sentire.  Se, tuttavia, “Greta” e i suoi accoliti vivessero a Borgofranco d’Ivrea, questi “green millennials” non potrebbero che dirsi fieri dell’iniziativa messa in piedi dall’amministrazione comunale borgofranchese.  PAESC è l’acronimo dell’ultimo progetto discusso in Comune a Borgofranco mercoledì 12 ottobre: Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima. Il nome, già la dice lunga; l’obiettivo? Creare una comunità energetica che possa mettere in campo azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico e tutte le criticità legate all’energia. “L’incontro è avvenuto nel nostro municipio - spiega Fausto Francisca, sindaco di Borgofranco, comune capofila del progetto - erano presenti anche le amministrazioni di Burolo, Montalto e Quincinetto”. Parte integrante del progetto sono anche le rappresentanze dei comuni di Chivarano, Lessolo e Quassolo che però, per svariati motivi, non sono riuciti ad essere presenti alla tavola rotonda di mercoledì. “Assieme alle varie amministrazioni, e con l’aiuto di specialisti, sottoscriveremo con l’Europa il “Patto dei Sindaci”. Tramite la firma di questo documento, ci impegneremo a rispettare alcuni obiettivi prefissati. Con l’incontro di mercoledì siamo giunti nella fase di esame della situazione attuale: abbiamo analizzato il livello di consumo elettrico, emissioni, dispersione di calore e tutta una serie di altri parametri connessi. Una volta finita la disamina, uno degli obiettivi sarà quello di ridurre questi valori, relativi ai consumi e all’energia del 2020, del 30% entro il 2030” aggiunge il primo cittadino borgofranchese.    Insomma, una comunità a cui parteciparanno tutti i comuni afferenti al progetto, con l’obiettivo di ridurre i consumi, con un occhio alla sostenibilità e al cambiamento climatico.  Quali punti, però, prende in esame il PAESC, per giungere alla formazione di un’effettività comunità energetica? Prima di tutto, si parte dalle emissioni: un inventario di base che fornisce informazioni a riguardo dell’attuale e futura produzione di CO2 sul territorio comunale. Si passa poi alle “Azioni di Mitigazione al 2030”, l’insieme di tutti quei comportamenti volti ad abbassare la quota di emissioni. In seguito, il focus si sposta sulla valutazione delle vulnerabilità, ovvero tutti i rischi che il territorio corre a causa del cambiamento climatico.  “Basandoci sui dati del 2020, metteremo in campo tutta una serie di azioni volte a limitare le emissioni, misure di contenimento dell’energia utilizzata negli edifici comunali e non, iniziative con i cittadini per sensbilizzare e mitigare i danni del cambiamento climatico - commenta Francisca - l’impegno che prendiamo è quello di costruire una nuova comunità energetica, un ente giuridico a cui Comuni, cittadini, privati e piccoli imprenditori possono afferire, conferendo l’energia prodotta per razionalizzare il consumo di tutti”.  Ciliegina sulla torta, infine, è la disponibilità di 2 miliardi e 200mila euro, fondi in arrivo dall’Europa, spendibili per l’installazione di centraline idroelettriche, pannelli fotovoltaici e sistemi eolici. 
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