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BORGOFRANCO D'IVREA. Scatta l’allarme lupi, un capriolo l’ultima preda

BORGOFRANCO D'IVREA. Scatta l’allarme lupi, un capriolo l’ultima preda
“Questi qui non sono cinghiali, sono lupi”. Così, il sindaco di Borgofranco, Fausto Francisca, ha commentato il ritrovamento del corpo di un capriolo  dilaniato da un lupo a inizio della scorsa settimana.  Borgofranco non è sicuramente una metropoli, o Torino centro, e gli abitanti sono relativamente abituati a “convivere” con la fauna selvatica.  Il problema, però, è che questa volta non si è trattato di un cinghiale che attraversa la provinciale, ma di un lupo che sbrana un capriolo a meno di 50 metri da delle case.  “Questa volta mi vedo costretto a divulgare una fotografia che mai avrei vouto pubblicare - scrive su Facebook il primo cittadino - un mio amico me l’ha mandata questa mattina e non potevo ignorarla. Anzi, visto il fatto ho deciso di postarla” ha continuato Francisca, parlando della foto incriminata che ritrae il povero capriolo senza vita.  “Secondo il fotografo, il fatto sarebbe avvenuto a meno di 50 metri da dalle case, vicino ad una via che porta a Montalto, una strada percorsa da molti pellegrini della via Francigena e da papà e mamme che scelgono di passeggiare con i figli fino al Lago Nero. A dilaniare le interiora di questo capriolo sono stati almeno due lupi, e la carcassa è rimasta lì sul prato. Si parlava di lupi visti a Paratore, appena sopra Biò” spiega il primo cittadino borgofranchese.  Incontri con fauna selvatica, o cinghiali che spuntano dal lato della carreggiata, non sono per niente atipici a Borgofranco e dintorni. Basti pensare all’incidente di qualche settimana fa, in cui un ragazzo di Settimo Vittone, tornando a casa in macchina, si è schiantato (distruggendo completamente l’auto) contro ben 5 cinghiali. La serie di avvistamenti e incontri vari, poi, non è per nulla breve.  Qui, però, la situazione è ben differente. L’inverno non è ancora arrivato e le temperature non sono rigidissime, entrambi fattori che rendono la strada per Montalto, per il Lago Nero o la via Francigena tratti più popolati del solito e, in caso di presenza di lupi, anche più pericolosi.  “Pubblico tutto ciò prima che si verifichi un episodio gravissimo, con vittima non più un capriolo, come in questo caso, ma un essere umano se non addirittura un bambino” aggiunge Francisca.  Sotto al post del primo cittadino borgofranchese, comunque, i commenti si sono sbizzarriti. C’è chi il Sindaco lo ha ringraziato, per carità, ma c’è anche chi si è messo a lodare la bellezza dei lupi, intimando di non fare inutili allarmismi o terrorismo psicologico a riguardo di questi animali.  “Non ho per ora soluzioni, se non quella di avvisare del pericolo incombente, cosa che responsabilmente ha anche fatto il cittadino che ha inviato la segnalazione” continua su Facebook Francisca.  Amanti degli animali o meno, la questione è seria.  L’aver dato l’allarme è stato visto da alcuni cittadini come un eccesso di zelo, vero; se però, tragicamente, qualcuno avesse un incidente con un lupo e nessuno avesse avvisato di episodi pregressi, allora, a puntare il dito contro il Sindaco (o chi per lui) sarebbe bastato un attimo.
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