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Res Gestae favriesi, la scuola a Favria

Nella  transazione  tra il signore feudale e la Comunità di Favria del 31 marzo 1580 avvenuto nella Chiesa di S. Michele. Il feudatario era Gerolamo Vassallo ed i rappresentanti della Comunità con l’intervento dei notai Costantino Matteo di Rivarolo e  Giovanni Giacomo Ripa di Foglizzo, rettore di scuola a Favria. Troviamo in questo documento la prima citazione di un  maestro di scuola in Favria. Successivamente nell’Ordinato del 30 marzo 1654 sindaci: nobile Giovanni Tomaso Perino e nobile Giovanni Pietro DeMatheijs; consiglieri: Domenico Audo, Bima Giovanni Domenico, Cochiello Antonio, Bernardino Oberto, Ludovico Tarizzo, Antonio Costantino e Antonio Robino; Giovanni Francesco Battuello assente, luogotenente molto magnifico signor Bernardino Gaijs. In questo ordinato viene citato il maestro di “schola”  molto Reverendo “Prette” Pietro Antonio Cocchiello si trasferisce alla Cura  o si  Chiesa della Parrocchiale di Oglianico e che Favria resterebbe sprovvisto d’insegnante. Si propone la Signora Anna Baretti e le sue figlie che hanno come buone  raccomandazioni  dell’Illustrissimo Reverendo Giovanni Beda priore. Viene infine deciso vista la contrarietà di tre consiglieri di affidare l’incarico se il posto rimarrà vacante al “al più nobile del presente luogo per tale officio”. Consiglieri contrari: Giovanni Domenico Audo, Giovanni Domenico Cochiello, Antonio Robino. Nell’Ordinato del 7 novembre 1776, viene menzionato il maestro di scuola Giovanni Battista Perino, viene menzionata la difficoltà dell’insegnante di riscattare metà del proprio stipendio, pari a lire 250 che doveva essere a lui pagato dall’eredità del fu Conte Cacherano “come da instromento delli 14 ottobre 1735”. Per risolvere il problema il Consiglio propose di pagare il maestro utilizzando il denaro della Comunità e di intervenire presso il Senato, contro gli eredi del Conte Cacherano, per riottenere il denaro speso, nel suo testamento il Conte di Cacherano aveva previsto un legato per contribuire a pagare il maestro di scuola. Nel 1826, la Comunità di Favria si attivò per acquistare una casa per collocarvi la scuola comunale e l’abitazione del maestro, da un documento inviato alla Segreteria degli Interni si rileva che la venditrice della casa era una certa signora Cattaneo Margherita, che l’aveva ereditata grazie al testamento dello zio sacerdote Don Matteo Cattaneo del 3 febbraio 1796; la signora Margherita era legalmente autorizzata a vendere la casa “mediante il consenso del marito” anche se la casa era gravata da un iscrizione ipotecaria che sarebbe stata assunta dal Comune. La valutazione delle casa era di lire 4702 e centesimi 4, mentre le spese per l’adattamento della casa erano di lire 713 e centesimi 20. Il Comune già allora aveva la necessità di acquistare questo edificio visto lo stato dell’edificio adibito a scuola allora esistente, la Comunità nella sua relazione faceva presente la disponibilità di fondi per acquisire il fabbricato e ne chiedeva l’autorizzazione alla Segreteria di Stato per gli Affari Interni. L’atto era firmato dal Primo sotto Intendente Generale Roatis. Con atto del 4 novembre 1826 l’Avvocato Generale di V.M. presso il Real Senato di Piemonte da la risposta alla Comunità del seguente tono, si dichiara spiacente di non poter dare una risposta definitiva, giustifica l’impossibilità con la carenza di documentazione che comprovi la tutela della Comunità nell’acquistare un immobile con delle iscrizioni ipotecarie, e richiede una documentazione più approfondita per prendere una decisione definitiva.. La casa viene alla fine acquisita nel 1827. Favria,  19.09.2013                       Giorgio Cortese  
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