Dopo settimane di opposizione e battaglie arriva lo stop ufficiale: giovedì 1 settembre Città Metropolitana ha fermato il progetto di costruzione della nuova centrale idroelettrica sul torrente Chiussuma, piano che ultimamente ha fatto discutere e non poco il nord dell’eporediese.
La querelle è cominciata una ventina di giorni fa, con la raccolta firme degli oppositori, promossa tramite social, che si è tenuta il 25 agosto. “I firmatari del presente documento,in qualità di proprietari e/o conduttori di fondi agricoli siti nel comune di Settimo Vittone, intendono segnalare le proprie forti perplessità a riguardo della costruzione della centrale idroelettrica sul torrente Chiussuma. L’edificazione non garantisce il mantenimento delle condizioni di prelievo ad uso irriguo che da sempre viene esercitato nelle nostre zone sulla base di concessioni in capo al Comune” si leggeva su Facebook.
Le criticità inerenti al progetto, inoltre, interesserebbero anche il comune di Carema, dove la costruzione della centrale andrebbe a coinvolgere l’approvvigionamento dell’acquedotto cittadino.
Detto fatto, contando i residenti sia di Settimo Vittone che di Carema e le precedenti iniziative, con la raccolta firme di fine agosto si è giunti a circa 300 “no”.
“Il nostro comune e quelli vicini hanno da anni delle concessioni per l’utilizzo dell’acqua sul Chiussuma - spiega Sabrina Noro, sindaco di Settimo Vittone - quando la ditta in questione ha fatto la richiesta, città Metropolitana ha valutato o meno se dare la concessione. Il problema è che la centrale avrebbe preso l’acqua nella parte alta del torrente a 1400 metri: chi si approvvigiona dai 1400 metri in giù rischierebbe di rimanere senza acqua, a maggior in un anno come questo in cui non ha quasi mai piovuto”.
Con la conferenza del 1 settembre, poi, a cui hanno partecipato i comuni, la ditta proponente, Regione Piemonte e tutti gli enti coinvolti e toccati dal progetto, le carte sono state rianalizzate.
Nel corso dell’incontro, è emerso come, secondo le concessioni, i parametri di quantità d’acqua, flora, fauna ittiologica ed altri, il torrente sarebbe da categorizzare come in stato ecologico “elevato” e non “buono”.
Nel piano di tutela delle acque precedentemente presentato, il torrente era stato catalogato come “buono”, etichetta che avrebbe permesso di procederecon la costruzione della centrale. “L’Arpa in sede di conferenza, però, ha individuato lo stato del torrente come “elevato” e questa classificazione permette di fare derivazioni connesse all’uso idropotabile, ma non di procedere con la costruzione della centrale. Stando così la situazione, il progetto non è realizzabile e al momento è stato fermato” ha spiegato Noro.
A seguito dello stop ufficiale, comunque, la ditta proponente avrà a disposizione circa una decina di giorni per apportare delle eventuali modifiche al progetto presentato.
Quale che sia il finale di questa bagarre, sembra che, al momento, i settimesi possano dormire sonni tranquilli
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