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17 Luglio 2022 - 21:00
Khaby Lame
CHIVASSO. Appresa la notizia su Khaby Lame, il sindaco Claudio Castello si ricorda dello Ius Soli e, durante la prima seduta ufficiale del Consiglio comunale, si ritaglia un fuori programma ad hoc: prende la parola, inforca il solito cartaceo e annuncia che, prossimamente, verrà conferita la ‘cittadinanza onoraria di Chivasso’ ai bambini residenti e nati figli di immigrati stranieri… In pratica si mette a dispensare onorificenze.
In questi ultimi giorni la politica italiana è tornata a parlare di Ius Soli, un tema trattato da decenni. La normativa vigente risale al 1992 e, ciclicamente, alcuni gruppi o partiti hanno cercato di modificarla, finora senza grande successo.
Qual è oggi la situazione legislativa che regola l’ottenimento della cittadinanza italiana? Il governo italiano continua ad applicare la stessa legge del 1992, che consente ai figli di immigrati, nati qui o che sono arrivati da piccoli, di poter richiedere la cittadinanza italiana dopo il compimento del 18esimo anno di età. Molte persone ritengono però che questa legge non sia giusta: se arrivo in Italia da piccolo, se frequento regolarmente le scuole e vivo appieno la cultura italiana, allora sono italiano e dovrei avere la possibilità di avere la cittadinanza prima dei 18 anni.
Passiamo quindi allo Ius Scholae e Ius Soli. E’ da tempo che sentiamo nominare queste parole, ma cosa significano? Facciamo un po’ di chiarezza. Se entrasse in vigore lo Ius Soli (“diritto del suolo”), diventerebbe italiano chiunque nasca in Italia, indipendentemente dalla nazionalità di appartenenza dei genitori; mentre con lo Ius Scholae (“diritto della scuola”) la cittadinanza non scatterebbe automaticamente alla nascita, ma solo dopo il completamento di un ciclo di studi per un determinato tempo (in Italia si parla di cinque anni).
Torniamo all’attuale stato delle cose e riportiamo un esempio noto a tutti: quello del 22enne chivassese Khaby Lame, celebre Tik Toker di origine senegalese giunto in Italia alla tenera età di un anno. A differenza di molti altri immigrati - che nonostante abbiano inoltrato regolare richiesta, sono costretti ad attendere molto tempo prima di diventare cittadini italiani - Khaby, invece, raggiunto inaspettatamente dalla fama con 142 milioni di visualizzazioni e 400 mila follower, si è visto, come per magia sbloccare la pratica ed ha così finalmente ottenuto la cittadinanza italiana. Ad annunciarglielo è stato niente poco di meno che il sottosegretario al ministero dell’Interno, Carlo Sibilia, in un post su Twitter. Il problema però è che non tutti possono ‘avvalersi’ dello ‘Ius Social’ (nome di fantasia) come ha fatto Khaby.
Ed è qui che sembrerebbe entrare in ‘gioco’ il sindaco di Chivasso, Claudio Castello, il quale, appresa la notizia su Khaby Lame, si ricorda improvvisamente dello Ius Soli e, con grande stupore delle cittadine e dei cittadini più attenti, durante la prima seduta ufficiale del Consiglio comunale del 14 luglio scorso, si ritaglia un fuori programma ad hoc. Ebbene sì, fuori dagli atti - come se stesse parlando in conferenza stampa - prende la parola, inforca il solito cartaceo (cosa direbbe senza di lui) ed inizia a leggere il suo ‘proclama elettorale’, mettendosi a fare delle anticipazioni sulla prossima ‘puntata’ e dispensando ‘onorificenze’…
“Nelle scorse settimane – incalza Castello – siamo venuti a conoscenza della cittadinanza italiana concessa al nostro Khaby Lame […]. Ultimamente – prosegue il neo rieletto sindaco – vi è un dibattito aperto in tutto il Paese sulla questione dello Ius Scolae e mi sento di annunciare che una della prossima delibere sarà il conferimento della cittadinanza onoraria di Chivasso ai bambini residenti e nati figli di immigrati stranieri, quale auspicata promessa di un effettivo riconoscimento delle cittadinanza italiana da parte della legislazione nazionale”.
Un’azione simbolica quella della giunta Castello? Ma a che pro? E perché solo ora?
Domande più che legittime. Proviamo innanzi tutto a far chiarezza sul cosa vuol dire avere la cittadinanza onoraria: in primo luogo costituisce un riconoscimento puramente onorifico di carattere eccezionale ed è del tutto privo di rilevanza giuridica. Il cittadino onorario ha diritto di essere invitato in occasione di particolari ricorrenze o cerimonie ufficiali. In sintesi, pura demagogia. I fatti, come si suol dire, stanno a zero! Perché? Cerchiamo di andare oltre alle apparenze ed essere realistici. Per farlo basta seguire la time line politica di Claudio Castello: dal lontano 2006 è membro del Consiglio comunale di Chivasso in qualità di consigliere; nel 2012 è vicesindaco ed assessore mentre dal 2017 è sindaco di Chivasso (ora al secondo mandato). Se la matematica non è un’opinione, in pratica Castello calca la scena politica di Chivasso da 16 anni e, in tutta onestà, chi può dire di averlo mai sentito portare avanti tali istanze? Come credergli, ora? Ebbene sì, al bando i programmi elettorali, ha dell’incredibile ma è vero: ci è voluto proprio lui a ricordargli lo Ius Soli, il Tik Toker Khaby Lame!
Sconcerto anche da chi sta all’opposizione. Il senatore Andrea Fluttero, consigliere comunale di Chivasso, replica sottolineando che lo Ius Soli è “una questione complessa che va affrontata a livello nazionale”. Fluttero non manca di evidenziare che - a livello locale, le amministrazioni dovrebbero prima di tutto “pensare a garantire a chi è già cittadino i diritti previsti dalla Costituzione”.
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