Elvio Gambone lo faceva già in tempi non sospetti, quando era presidente del Consorzio. Qualche settimana prima della battaglia delle arance s’inventava una polemicache oltrepassasse i confini cittadini per attirare l’attenzione. Tutta strategia per portare quanta più gente possibile sotto le rosse torri. Ecco, per l’appunto, “prima”, “non dopo”. Se Cosmo avesse battuto la grancassa sull’omofobia nei giorni precedenti la “Magica Parata” si sarebbe potuto anche dire che si trattava di marketing ma evidentemente non era questa l’intenzione.
Ha semplicemente detto quello che si sentiva, come se lo sentiva e dove se lo sentiva, peraltro sottolineando che tutto quel che si doveva fare è stato fatto, quindi in un certo senso elogiando un’Amministrazione di centrodestra che s’è comportata come si sarebbe comportata un’amministrazione di sinistra, tanti saluti, baci e abbracci.
Poteva finire qui e sarebbe stato per Sertoli la consacrazione di sindaco di tutti. Poteva finire qui non fosse che Lega e Forza Italia, non cogliendone il senso han subito abboccato all’amo sparando a mille sul numero dei partecipanti, sulle cose che si dovrebbero fare con quei 500 mila euro, sui programmi a loro sconosciuti e sul cachet di Cosmo, con in sottofondo illazioni a manetta tra Cosmo e il suocero Tony Cuomo, che è consigliere comunale di maggioranza.S’aggiungono quei ridicoli paragoni tra Ivrea Capitale del libro e il Festival del gelato di Rivara e meno male che non si son fatti paragoni con la “gara nazionale dei rutti” che gli esponenti della Lega (evviva la cultura) organizzano tutti gli anni in quel di Ingria.
Tante parole e tutte da lasciare quantomeno inebetiti non foss’altro che qui la politica sta davvero a zero. Altro che strategia di Cosmo, al massimo una vera e propria strategia di sinistra e di quei tanti che non vedevano l’ora (e hanno trovato il momento giusto) per dire tutto quello che pensanodella consigliera comunale Anna Bono e del deputato Alessandro Giglio Vigna, e questi due, come due allocchi ci sono cascati in pieno.
Ma c’è di più. C’è che davvero non si capisce che cosa intendano la senatrice Virginia Tiraboschi e il deputato Alessandro Giglio Vigna, quando chiedono più condivisione nelle “cose da fare” con i soldi giunti dal Ministero o quandone propongono di nuove. Quei soldi, infatti, sono arrivati sulla base di un dossier. Tutto quel che si deve fare è già scritto, basterebbe leggerlo. Di sicuro son denari che non si possono spendere per opere pubbliche e neppure per promuovere il gelato. Tutto deve essere collegato al libro e ci si consenta di dire che in una tre giorni in cui si prevedevano Teatro e incontri letterari, una sfilata per coinvolgere i giovani non solo era necessaria, ma doverosa.
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