Silvano Raise, a sinistra, con alcuni esponenti del Comitato Atomi Impazziti
"No al deposito nucleare nazionale": in marcia da Cascina Sesia. Una passeggiata per tenere alta l’attenzione sul tema del nucleare. O, meglio, sul no al deposito che il basso canavese intero e il chivassese hanno ripetuto in più occasioni a tutti i livelli istituzionali.
Sabato 25 giugno, dalle 10, da Cascina Sesia a Chivasso, in frazione Mandria, partirà una camminata attraverso le strade di campagna nei territori di Rondissone e Mazzè.
Lì, in un’area di 150 ettari tra campi coltivati e cascine centenarie, potrebbe sorgere il nuovo deposito di scorie nucleari nazionale, stando ai progetti del governo.
La passeggiata è organizzata dal Comitato Atomi Impazziti. Hanno dato l’adesione i comitati antideposito di Vercelli e Alessandria, i No Tav, i NoTangEst, FridayForFuture e altre realtà impegnate in prima fila per difendere il territorio e l’ambiente.
“Si tratta di scorie con livelli di tossicità elevatissima - si legge nel manifesto dell’iniziativa- per un progetto che metterebbe in pericolo la vita di tutti in una terra che ha già dato con altre discariche. A fronte delle dichiarazioni dei politici che parlano di rilancio dell’ambiente noi vediamo solo devastazione e saccheggio. Fermare questo progetto significa tutelare la vita di tutti”.
Tra gli organizzatori dell’iniziativa c’è il mazzediese Silvano Raise: “Non vogliamo solo parlare del deposito - spiega - ma vogliamo discutere di come si pone il governo rispetto al tema dell’ambiente. Da un lato lo rilancia, dall’altro lo devasta..”.
“La passeggiata - prosegue Raise - avverrà su alcuni terreni che potrebbero essere interessati dagli espropri nel caso di realizzazione del deposito. L’intento di questa giornata è di, innanzitutto, provare a spiegare e allargare un po’ la discussione, il progetto del deposito nazionale di scorie radioattive. Discuteremo del percorso che dovremo compiere per continuare ad impedire la realizzazione del deposito nazionale su queste terre e ci confronteremo sulle scelte di un governo che parla dell’importanza di una politica green e poi sottrae centinaia e centinaia di ettari all’agricoltura per realizzare progetti così, mentre ci sono aree dismesse, non utilizzate, che potrebbero essere impiegate allo scopo”.
“Ogni decisione sul deposito nazionale - conclude Raise - è stata posticipata, complice la guerra in Ucraina, al dicembre 2023. L’attenzione è calata, ma non dobbiamo dimenticarci del rischio che corriamo. Questa camminata è il primo gradino su una salita che ci dovrà portare ad affermare il nostro no al deposito. Nostro ma anche di tutti i cittadini. D’altronde, il caldo torrido di questi giorni ci stia dimostrando che la cementificazione selvaggia a scapito dei territori a lungo andare non è stata una buona scelta”.
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